LA TUTELA DELLA CONCORRENZA-LA RELAZIONE 2008 DEL GARANTE

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha pubblicato sia la Relazione della attività svolta nel 2007 che la  presentazione della stessa fatta dal Presidente Catricalà alla Camera dei Deputati.

Cliccando su questo collegamento al sito dell’ AGCM è possibile consultare la edizione integrale dei rispettivi documenti.

I passaggi che ritengo di maggiore interesse per il settore assicurativo sono stati diffusamente ripresi e sottolineati anche dalla stampa odierna. Ne evidenzio quelli a mio parere più significativi.

La lotta ai cartelli segreti
I cartelli non sono peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato… 

Ancora una volta il Garante richiama la propria funzione istituzionale, scagliandosi contro ogni forma di coalizione di settore e categoria, che ostacoli concorrenza e vantaggi per i consumatori. Una specifica menzione è riservata al settore bancario e assicurativo, che viene spesso menzionato nella relazione  come binomio di mercato, e alla neonata Federazione ABI-ANIA

Il peso dell’associazione di categoria è ancora forte e sarebbe aumentato, con la federazione ABI-ANIA, se non fossimo intervenuti con opportuni rimedi

Sottolinea inoltre l’incongruenza dei sistemi attuali di crescita dell’intero settore, stigmatizzando come

il miglior modo per una banca o un’assicurazione di aumentare la propria clientela è l’acquisto di un’impresa concorrente. La crescita interna è pressoché irrilevante… 

Solo l’8% degli assicurati italiani cambia compagnia, a fronte del 21% in Germania e del 35% nel Regno Unito.

Senza menzionarlo specificatamente è comunque esplicito il riferimento alla introduzione del plurimandato obbligatorio, quando si afferma che

Ancora più importante è scindere il legame ferreo tra società prodotto e canali distributivi.
Potrebbe essere applicato un sistema di brokeraggio analogo a quello anglosassone. I broker sceglierebbero per i clienti le migliori offerte. Le commissioni sarebbero ben evidenziate. Il venditore risulterebbe assolutamente imparziale, non avendo interessi occulti da proteggere.
Non è detto che i mandati non esclusivi riducano i margini…

 

Ancora una volta l’Ente ribadisce  il ruolo di difensore dei diritti dei consumatori, proteggendoli dalle insidie dei “contratti di adesione 

 

L’Autorità si pone, per l’ormai acquisita conoscenza dei mercati e per l’organizzazione specifica, come l’ente più adatto a inibire su scala nazionale l’utilizzazione di clausole vessatorie nei contratti di massa.

L’Autorità si pone, per l’ormai acquisita conoscenza dei mercati e per l’organizzazione specifica, come l’ente più adatto a inibire su scala nazionale l’utilizzazione di clausole vessatorie nei contratti di massa.

L’Autorità si pone, per l’ormai acquisita conoscenza dei mercati e per l’organizzazione specifica, come l’ente più adatto a inibire su scala nazionale l’utilizzazione di clausole vessatorie nei contratti di massa.

 

 

Inaspettatamente per una relazione annuale, il Garante menziona i contenuti limitanti di numerosi capitolati redatti da enti pubblici e relativi a gare indette per la prestazione del cosiddetto “servizio di brokeraggio assicurativo”.

Bandi di gara per il servizio di brokeraggio assicurativo nella Regione Sicilia 

Nel marzo 2008, l’Autorità ha formulato alcune osservazioni in merito alle modalità con le quali nella Regione Sicilia, la Presidenza della Regione, la Provincia e varie Aziende ospedaliere provvedevano all’aggiudicazione, a seguito di gara pubblica, dei servizi di brokeraggio assicurativo. In particolare, l’Autorità ha rilevato che in diversi bandi di gara venivano previsti “requisiti minimi per concorrere” basati unicamente sui valori dei premi intermediati in anni precedenti e/o con la specificazione del numero minimo di soggetti già forniti con il medesimo servizio.

Comportando tali effetti potenzialmente restrittivi della partecipazione di nuovi operatori o di imprese già attive ma con dimensioni minori, l’Autorità ha affermato che la definizione dei requisiti economico-finanziari in sede di gara deve conformarsi alle disposizioni contenute nel Testo unico dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 163/2006). In particolare, l’articolo 41 di tale decreto dispone che “se il concorrente non è in grado, per giustificati motivi, ivi compreso quello concernente la costituzione o l’inizio dell’attività da meno di tre anni, di presentare le referenze richieste, può provare la propria capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante”.

L’Autorità ha quindi ritenuto necessario l’inserimento nei bandi di gara, in alternativa al requisito di un determinato livello di fatturato globale e di attività svolta per un determinato numero di imprese clienti, anche della possibilità di attestare il possesso dei requisiti con altra documentazione quale, ad esempio, il possesso di una referenza bancaria o altri documenti ritenuti idonei dall’amministrazione. Con riferimento invece all’ammissibilità dei raggruppamenti temporanei di impresa, l’Autorità ha sostenuto che essa deve essere circoscritta ai casi in cui le singole imprese non siano in grado di soddisfare singolarmente i requisiti economici e tecnici prescritti; dovendosi necessariamente escludere che possa essere imposto il rispetto di tali requisiti a ciascun membro del raggruppamento.

Evidentemente a chi scrive questo riferimento non può che far venire in mente come siano state sostanzialmente simili le osservazioni fatte nel mio post La Regione Lazio e le assicurazioni: un broker perfetto., questo a ulteriore conferma che il buonsenso oggettivo e documentabile può avere diverse latitudini contemporanee. 

Rimane sempre irrisolto, a mio parere, il nodo della mancata collaborazione preventiva di tutte le istituzioni che animano il nostro settore, ANIA, ISVAP, AGCM, e che quando si affacciano sul modo delle polizze sembrano avere visioni di mercato  asimmetriche e tra loro incongruenti.

Intermediari, assicurati e ogni altro operatore si trovano conseguentemente a dover subire pareri, censure, ammonimenti e auspici spesso tra loro discordanti, quando, mai forse come in questo tempo, si dovrebbero rimettere le cose per quanto possibile in ordine.

Ruoli istituzionali diversi non dovrebbero sottolineare le proprie distinzioni attraverso un dissenso necessario: perchè altrimenti i dubbi sulla opportunità di unificare funzioni e attività riacquistano inopportuna attualità.

E i clienti non capiscono, e pensano, e pensano male!  

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