I dipendenti delle Compagnie di Assicurazione oggi.

La insicurezza delle Assicurazioni.

La lettura della bozza di rinnovo del contratto dei Dirigenti delle Compagnie di Assicurazione, apparsa oggi sul sito dell’ANIA, porta inevitabilmente a fare una riflessione su tutta la categoria dei dipendenti del settore. Si scrive raramente di loro, fatta eccezione qualche volta per i liquidatori sinistri, sono infatti  generalmente risparmiati dalle frecciate amare alle quali sono invece sottoposti gli Intermediari Assicurativi, agenti o broker che siano.

Probabilmente questa “franchigia” è dovuta al fatto che ormai non rappresentano quasi mai l’interfaccia della propria azienda nei rapporti con la clientela diretta, sotituiti da internet, da call center anche esterni, da risponditori automatici e naturalmente dagli intermediari. Hanno invece attraversato una veloce e importante stagione di cambiamenti con i quali  dover far conto e alla quale reagire con opportuna flessibilità.

I nuovi assetti societari

Una delle prime cause di mutamento è sicuramente rappresentata da tutte le fusioni, cessioni e concentrazioni che negli ultimi tempi hanno ridisegnato la mappa di questo segmento economico. Ho già scrito che ogni fusione o concentrazione rappresenta una occasione di crescita per vie esterne, unicamente allo scopo di ricavarne alleggerimenti di costi e la riduzione del personale è il primo gradino di una scala di azioni convenzionali. Anche mentre scrivo esistono delle realtà nelle quali si esercitano pressioni indirette, ottenute con proposte a termine di indennità di buona uscita, o scivolo, per incorraggiare esodi non fisiologici. Soppressione di uffici, funzioni, sedi lavorative coinvolgono il destino di molte famiglie che si trovano a dover ripensare il proprio futuro con nuove incertezze soprattutto economiche. Per i dirigenti tutto ciò rappresenta da tempo il motivo di ansia maggiore: la “selezione anagrafica” è quasi sempre impietosa, e l’allontanamento del manager si risolve con la liberta di risoluzione che i contratti consentono, e la corresponsione di indennità certamente non risolutive dei problemi esistenziali che ne conseguono.

Per effetto delle fusioni il mercato del lavoro si è notevolmente ristretto e la possibilità di ricollocarsi diventa ogni giorno più improbabile. Tutto questo causa nel quotidiano il consolidarsi della “sindrome del futuro“, che logora nervi e rapporti anche  con la rete distributiva. Per non parlare della competenza, che evapora con l’uscita degli over 40 o 50 e che non viene rimpiazzata da quella che una volta era definibile e individuabile come la schiera dei secondi, che provenivano dalle squadre di Capi, che seppur con tanti difetti nei loro pigli autoritari, riscuotevano una autorevolezza riconosciuta.

Il management odierno ha provenienze per lo più dalla consulenza, e tratta la specificità assicurativa con la necessaria distanza di chi deve garantire utili e risultati e non la soluzione di profondità professionale di settore. Sono soggetti che possono improvvisamente e ripetutamente cambiare ambiti, nella corretta affermazione della universalità e trasversalità del concetto stesso di management.

Personalmente non resisto alla innovazione, questo mio sito ne è una  conferma, ma temo sempre gli eccessi e le difficili correzioni di rotta imposte repentinamente da nuove prese di coscienza.

Ben venga quindi tutto, “ma le polizze chi le fa?” Questa era la apparentemente banale preoccupazione di un mio vecchio direttore commerciale, che intravedeva nelle evoluzioni di stile di management e riorganizzazioni il pericolo di vuoti di competenze. Molti agenti e broker vivono sulla propria pelle la difficoltà di ottenere risposte tecniche pronte e qualificate, stessure contrattuali e tassazioni e comprensioni appropriate dei rischi sottoposti.

In un momento in cui la prossima friabilità dei mandati e delle durate contrattuali impone solide radici di conoscenza e reali capacità di rinnovamento, non alternativo, ma fortemente complementare.

E’ forse il caso di sottoporre a approfondite meditazioni eventuali alleggerimenti di insostituibili professionalità.

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