Assicuratori e Sicurezza: un ruolo obbligatorio.

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L’informazione quotidiana, soprattutto quella spesa attraverso Internet, ha la impressionante caratteristica della superficialità nel tempo. Mi spiego meglio. Le notizie nella Rete devono vivere continuamente in un ricambio rapido per richiamare la attenzione dei lettori e l’interesse dei visitatori. E’ come se il titolo di ogni notizia costituisse il titolo di prima pagina dei vecchi quotidiani di carta, che un tempo gli strilloni annunciavano a squarciagola nelle strade.

Cambiano le modalità, ma l’interesse primario di vendere giornali una volta, e di contare il numero di visitatori di un sito oggi, hanno entrambi lo scopo di richiamare investimenti pubblicitari a sostegno della economia della pubblicazione. Questo fa sì che  l’informazione sia solo stupefacente e non riflessiva. La emozione della primizia supera l’interesse dei contenuti.

Leggiamo grappoli di notizie  concentrate nella stessa settimana e della stessa tipologia, quasi che azioni e fatti si concertassero tra di loro, per organizzarsi in una solidarietà dell’accadere per compiacere i lettori.

Questa banale annotazione sulle caratteristiche della comunicazione moderna serve da premessa per sottolineare come non si parli più con la intensità delle settimane passate delle morti bianche. Di quelle morti per le quali non esiste mandante ed esecutore, ma che hanno come le altre orfani e vedove.

La insicurezza nei cantieri e in tutti gli altri luoghi di lavoro è stato il ripetuto richiamo di partiti e sindacati, nel consueto rimbalzo di responsabilità e soluzioni.

L’argomento ha radici lontane, che sottolineano le diversità culturali che contribuiscono a differenziarne le conseguenze. Esistono diversità tra settori e Paesi, tra norme e comportamenti.

Chi scrive ha visitato, come tantissimi altri assicuratori, centinaia e centinaia di stabilimenti e cantieri. Lo scopo della visita per un assicuratore è di inquadrare il rischio all’interno di una tariffa e stabilirne il livello di tassazione, garanzie, franchigie e scoperti, limiti di risarcimento e ritenzione.

E’ un apprezzamento più quantitativo che qualitativo, o meglio la qualità può solamente influenzare il capitale o massimale ritenuto. Ma chi meglio di un assicuratore accumula una tale varietà di situazioni e di stili di conduzione industriale?

A mio parere la sicurezza nasce prima dai comportamenti e poi dalle norme. La consapevolezza del rischio, proprio e verso gli altri, deve essere il risultato del metabolismo di ognuno. Ma questo lo si realizza costruendo sin dai primi anni di vita la coscienza dell’attenzione e delle azioni evitabili.

Certamente l’assicuratore non può sostituirsi agli enti deputati al controllo sanzionatorio, nel reprimere situazioni pericolose. Potrebbe però cominciare a pesare diversamente i rischi in relazione ai rispettivi gradienti di qualità, soprattutto perchè in caso di danno a persone inevitabilmente si trova coinvolto in una pratica di sinistro.

Assumere e valutare con una nuova angolazione sociale? Forse si potrebbe, per scoraggiare una malaimprenditoria e rinunciare a premi non remunerativi. Ma sono anche altri i contributi che gli assicuratori potrebbero e dovrebbero offrire.

In un Paese dove indossare la cintura di sicurezza in automobile e, peggio ancora rinunciare a parlare al telefonino senza vivavoce o auricolare, sembra impresa di pochi, varrebbe la pena di investire in seria formazione preventiva.

Intendo riferirmi alla formazione che parta dai banchi di scuola, che faccia della attenzione e prevenzione una parte del DNA di tutti.

Saremmo in molti ad essere disponibili nel contagiare i giovani con bisogni di sicurezza praticati e praticabili. Trasmettere la consapevolezza di un casco indossato, nel cantiere e nella fabbrica, in misura da renderlo fisiologicamente obbligatorio, significherebbe costruire una attenzione e apprezzamento verso il controllo del rischio negli assicurati di domani.

E allora qualità della copertura e compartecipazione sarebbero nuovi modi per articolare offerta e motivazioni di scelta, all’interno delle proposte assicurative disponibili.

ANIA e Intermediari si facciano promotori di questo supporto didattico con le Istituzioni interessate. Sarà un buon modo per avvicinare assicurati e assicuratori, al di là di premi e contratti.

© Pubblicato il 17 marzo 2008

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