L’Intermediario Assicurativo declassificato dall’IVASS

E’ ormai scaduto il 6 aprile 2015 il termine per inviare all’IVASS commenti, proposte e osservazioni riguardanti il “DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 9/2015 – REGOLAMENTO RECANTE LA DISCIPLINA DELLA BANCA DATI ATTESTATI DI RISCHIO E DELL’ATTESTAZIONE SULLO STATO DEL RISCHIO DI CUI ALL’ART. 134 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005, N. 209 – CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE – DEMATERIALIZZAZIONE DELL’ATTESTATO DI RISCHIO”, posto in pubblica consultazione il 5 marzo scorso.

Siamo quindi in attesa di conoscere gli esiti della consultazione, e di leggere tutti i contributi che sono stati forniti da chi ha voluto partecipare al confronto tra testo proposto e le specifiche esigenze professionali evidenziate.

Non ha mancato di stupire l’assenza di alcuna  reazione da parte della categoria degli Intermediari al contenuto del seguente articolo contenuto nella bozza del Regolamento.

Art. 7

(Modalità e tempi di consegna dell’attestazione sullo stato del rischio)

8. Per i contratti acquisiti tramite intermediari, l’impresa obbligata alla consegna dell’attestato di rischio, garantisce, all’avente diritto che ne faccia richiesta, una stampa dello stesso per il tramite dei propri intermediari.
    Gli attestati di rischio così rilasciati non possono essere utilizzati dagli aventi diritto in sede di stipula di un nuovo contratto.

E’ sicuramente dettaglio di poco conto la limitazione contenuta nell’articolo in questione, oppure saranno state proprio le associazioni rappresentative della categoria a sottolineare, nella fase consultiva e con i propri commenti, la “caratteristica escludente” della norma verso la figura dell’intermediario. Perché proprio di questo si tratta, a ribadire che l’eventualità della intermediazione sottrae, anziché aggiungere, eventuali benefici conseguenti all’intervento di un interlocutore fisico all’atto della stipula della polizza, in alternativa ad un acquisto effettuato direttamente online. Resterà da vedere se anche gli “intermediari virtuali” come i siti di comparazione, saranno, come sarebbe logico, accomunati da questa stessa “caratteristica escludente”.

In questo caso il silenzio degli intermediari, soprattutto degli agenti di assicurazione, sempre pronti a reazioni rivendicative del proprio ruolo e di ogni eventuale rischio di disintermediazione, suonerebbe finalmente come una nota opportunamente intonata, all’interno di quel concerto necessario ad esprimere una nuova e rinnovata musicalità professionale. Sarebbero finiti i tempi ormai troppo prolungati della mestizia autocommiserativa, e di un passato irrimediabilmente concluso e quindi obsoleto. Le energie così recuperate debbono essere indirizzate per colmare i tanti spazi ancora disponibili all’interno delle mobili impalcature di quel cantiere digitale che sembra senza fine. E che trova tuttora, malgrado i trionfalismi di qualcuno, clienti e compagnie ancora alle prese con modalità e strumenti non sempre, o perlomeno non completamente, risolutive di bisogni e soluzioni.

Social, digital, community, sono per tutti occasioni ancora da mettere alla prova duratura dei fatti e delle convenienze. Questo proprio perché devono continuare ad essere considerate e utilizzate come utili strumenti accessori e coadiuvanti, e non illusori sostituti di competenze. Con le quali continuare invece ad offrire aggiornate , adeguate e appropriate, soluzioni che in quanto tali sono pur sempre il risultato principale di elaborazioni consulenziali fisiche, e non solo di algoritmi efficaci e ultraveloci.

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