Le statistiche dell’IVASS. E le nostre?

L’IVASS ha recentemente pubblicato i dati riferiti alla raccolta dei premi lordi contabilizzati a tutto il terzo trimestre 2014. Come in ogni occasione di analisi e approfondimento di dati statistici le considerazioni che se ne possono trarre possono essere molteplici, in relazione all’angolo visuale dal quale li si osserva.

Merita forse un breve commento il fatto che di queste statistiche nessuno dei siti web nei quali gli intermediari assicurativi si esprimono e confrontano, e soprattutto nelle ripetute occasioni di lamenti e rivendicazioni, non appaia mai, dall’ottica di chi i premi li intermedia, alcuna rappresentazione di cause e conseguenze che i dati per proprio fatto intrinseco comportano. Quasi che ognuno, agenti soprattutto, prediliga vedersi sciorinare dall’addetto commerciale della mandante di turno  la cantilena di quanto poco si è fatto e del tanto che resta ancora da fare. Mentre invece in ogni occasione pubblica possibile si sprecano gli interventi e indicazioni su come l’Agenzia debba diventare Impresa e non semplice luogo di raccolta estemporanea di produzione.

Utile invece sarebbe che ognuno, prima che commenti e scontate critiche camuffate da energici incitamenti abbiano solo la  voce delle compagnie rappresentate, confrontasse quanto nel Paese è accaduto con quello che nel microcosmo dei propri portafogli è invece successo.

Tanto per aiutarci a capire se anche per noi sia valso un incremento del 22,5% rispetto al corrispondente periodo del 2013 nella raccolta premi realizzata complessivamente nei rami vita e danni. Se anche per noi i  rami vita  mostrino un incremento del 32,5%, con un’incidenza sul portafoglio globale vita e danni che raggiunge il 78,1% (72,2% nello stesso periodo del 2013)  e se  invece, il portafoglio danni si sia ridotto del 3,5%, con un’incidenza del 21,9% sul portafoglio globale (27,8% nell’analogo periodo del 2013).

E se il nostro portafoglio premi dei rami R.C. autoveicoli terrestri e R.C. veicoli marittimi, lacustri e fluviali presenti anche per noi un decremento del 7,3% rispetto ai primi nove mesi del 2013, con un’incidenza del 49,1% sul totale rami danni. Chiedendoci se l’eventuale condivisibile decremento sia il risultato di un generalizzato abbassamento delle tariffe applicate oppure sia il figlio illegittimo della circolazione di veicoli privi di assicurazione.

Tentando di capire ugualmente meglio se anche la nostra analisi continui a evidenziare la preponderanza della raccolta nel nostro territorio attraverso le agenzie con mandato, che collocano l’80,4% del portafoglio danni (81,2% nei primi nove mesi del 2013) e l’86,7% del portafoglio relativo al solo ramo R.C. auto (86,4% nello stesso periodo del 2013), e porre magari un freno alla giustificata, ma forse non ovunque reale, preoccupazione verso quella disintermediazione che ci sembra inarrestabile.

E soprattutto capire e motivare il fatto che  gli sportelli bancari e postali intermedino il 64,8% del portafoglio vita (in crescita di oltre quattro punti percentuali rispetto al 60,4% dei primi nove mesi del 2013) contro l’11,4% (in calo rispetto al 12,8% nel corrispondente periodo del 2013) delle agenzie con mandato, Per confermare o smentire se la nostra posizione di intermediazione dei Rami Vita abbia realmente perduto quella caratteristica di “prossimità” verso i clienti che le Banche ci hanno invece invece sottratto, e soprattutto chiedendocene il perchè.

Esercizio quanto mai utile non per ricavare l’ennesima occasione di cigolante lamentela, ma per comprendere quali leve delle nostre capacità, individuali e organizzative, dobbiamo mettere in campo per abbandonare le attività che non sono più portatrici di redditività, e indirizzarci invece con co consapevole determinazione , e forse anche  nuove professionalità,verso linee di affari e clientela di migliore prospettiva.

Ma, attenzione! Ogni confronto ha senso compiuto se abbiamo la obbligatoria accortezza di contestualizzare dati, risultati e prospettive, abbandonando la facile illusione che solo “quello che prima c’era e si faceva era incontrovertibilmente il meglio possibile”, e condendo con salutare senso di autocritica la necessità del  cambiamento che sarà probabilmente necessario.

Altrimenti ci saremo ben meritati i sermoni sia di chi sui blog scrive e sia di quegli addetti commerciali sempre pronti a cantilenare le litanie dei dati senza mai proporre concrete soluzioni.

 

ivass_STATISTICHE (1)

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