Comparatori online. La responsabilità del sistema assicurativo che incoraggia la disinformazione del consumatore.

La pubblicazione sul sito dell’IVASS dei risultati della “Indagine sui siti comparativi nel mercato assicurativo italiano”, (finalizzata a verificare il livello di correttezza e trasparenza delle informazioni e delle quotazioni fornite dai siti di comparazione) ha suscitato un coro entusiasta da parte delle varie voci rappresentanti la categoria degli agenti di assicurazione.

Ridimensionato, ammonito, additato come elemento di concorrenza distorsiva e fuorviante, il Golem più temuto della disintermediazione tecnologica  è stato considerato carente o, peggio, autore consapevole di gravi insidie a danno dei consumatori in quanto a “Conflitti di interesse”, “Copertura di mercato. Indicazione del numero di imprese comparate”, “Criteri di comparazione”, “Abbinamento delle coperture accessorie alla r.c.auto”, “Messaggi pubblicitari”, “Consenso Privacy e altre liberatorie”, “Trasparenza delle informazioni sui siti”.

Abbastanza per mortificare, solo apparentemente, un sistema di vendita che non appartiene di certo in esclusiva al nostro Paese, ma che fa parte della modalità di acquisto, confronto e scelta che tutti noi adottiamo in ogni altro settore. Pensiamo ai viaggi, biglietteria e accomodamento alberghiero, solo per citarne alcuni.

Però, quando si pensa alle assicurazioni si alzano gli scudi delle migliaia di Intermediari Assicurativi, Agenti in primis, che temono l’insidia di “aggeggi impersonali” in grado di sottrarre clienti, premi e provvigioni, ai portafogli dei “luoghi di intermediazione” tradizionali. Spiace ripeterlo, ma vengono riproposte affannate resistenze di stampo purtroppo solo corporativo da parte dei tanti, ormai troppi, che il cambiamento non lo accettano, rifiutandosi di cavalcare con la necessaria innovativa creatività il nuovo che si impone.

Nessuno può discutere la necessità di verificare tutti quegli elementi che alterano, o addirittura eliminano trasparenza nell’informare e nell’identificare con chiarezza l’appartenenza di ogni comparatore on-line, oggetto dell’indagine da parte della autorità competente, per garantire un mercato adempiente alle buone regole di una corretta concorrenza.

L’appartenenza

E’ proprio questo il punto fondamentale che traccia la linea della insostenibilità della resistenza a oltranza verso questi sistemi di  “extraintermediazione“, Perchè proprio di questo si tratta, e non di “disintermediazione“, come viene ostinatamente sostenuto dai battaglieri antagonisti tradizionali.

Non avere la onestà intellettuale di ammettere questo (fermi restando i sacrosanti requisiti di diritti e doveri di chi acquista e di chi vende) significa negare le pagine ormai abbandonate di tutte le nostre agende che ci hanno fatto  scorrere irreversibilmente tempi e modi di essere, fare, pensare, e soprattutto decidere.

Significa sottoscrivere a caratteri cubitali che i cosiddetti intermediari assicurativi antagonisti non hanno voluto, oppure non sono stati capaci, di far capire ai propri e altrui clienti che dietro a ogni comparatore esiste un intermediario, che in quanto tale non dispone di una universalità di rapporti di collaborazione con l’intero mondo delle compagnie, e che quindi di offerta commerciale si tratta e non di esploratore indipendente di premi e condizioni.

E significa anche ritenere che la stragrande maggioranza della popolazione di coloro che le polizze vogliono, o devono, sottoscriverle, non sia dotata di quella normale capacità di informazione e discernimento in grado di distinguere un sito commerciale da uno istituzionale, perchè inequivocabilmente diverso da quelli del MISE o dell’IVASS.

Da qualsiasi di queste due angolazioni si veda la questione non possiamo che concludere che gli Intermediari non hanno fatto  a dovere il proprio lavoro. Come si fa a sbandierare a ogni occasione il nobile vessillo della consulenza se non si è stati nemmeno capaci di fare questo?

La Consulenza non si traduce unicamente nell’orientare esclusivamente la scelta del cliente all’interno del proprio catalogo prodotti, ma deve rappresentare una occasione di informazione consultiva, e guarda caso comparativa, sul panorama più ampio possibile dell’offerta disponibile, e  relativa all’argomento oggetto della trattativa del momento. Educare il cliente anche all’uso consapevole dei comparatori, facendone emergere limiti, caratteristiche, e magari persino vantaggi, anche se a proprio sfavore, è un patrimonio culturale e professionale che bisogna mantenere, arricchire, e soprattutto esibire, in  ogni occasione utile.

Meglio correre il rischio di perdere una polizza nel nome di una trasparenza consultiva reale, che manipolare la possibilità di una indagine oggettiva di un mercato che prima o poi ogni cliente, anche senza di noi, è in grado di scoprire. E se lo fa, il cliente probabilmente ci abbandona.

L’IVASS

Forse è giunto il momento di ripensare la logica stessa dello strumento di comparazione proposto dall’IVASS.  Soprattutto rivalutando il perdurare della opportunità di mantenere quel  vincolo dell’architettura informatica alla base del sistema di comparazione, che sin dall’iniziale capitolato tecnico del Bando per la realizzazione del portale (del Bando indetto dall’allora ISVAP del 13/08/2007) imponeva che: 

Al fine impedire l’utilizzo “professionale” del portale da parte di agenti, broker, ecc. e la diffusione di informazioni sensibili delle compagnie, il sistema dovrà disporre di un sistema di autenticazione mediante l’uso di credenziali di accesso “userid” basate sull’indirizzo e-mail dell’utente. 

Vincolo ancor più ribadito dalle Condizioni generali del servizio offerto, e che il consumatore deve preventivamente accettare per poter accedere al servizio stesso:

4.CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO.

…omissis

Il sistema adotta le necessarie precauzioni per evitare l’uso “professionale” della funzione di richiesta preventivi. E’,comunque, vietato l’uso del sistema per ogni tipo di attività illecita.

omissis…

Tralasciamo ogni commento in merito al collegamento indiretto tra “l’uso professionale” e quell’infelice “comunque, vietato l’uso del sistema per ogni tipo di attività illecita“,  che meriterebbe una fragorosa azione di richiesta correttiva da parte degli intermediari tutti, e questa volta ispirata e motivata dalle  sacrosante rimostranze sulla assoluta liceità della loro attività di intermediazione, accettata e forse messa in dubbio dal semplice click del singolo consumatore.

Forse bisognerebbe pensare, a distanza di ormai quasi otto anni dalla implementazione dello strumento di preventivazione, che potrebbe essere giunto il momento di evolvere il sistema verso un profilo più aperto, e non limitato alla singola utenza registrata, per permettere facilmente a chiunque, clienti e intermediari, una panoramica  realmente ampia e oggettiva della gamma di offerta proposta dalle compagnie aderenti al sistema stesso.

Nel nome di una condivisa trasparenza e informazione, necessaria a consolidare una visione positiva della stessa funzione assicurativa, sia essa il risultato di una interrogazione on-line che di una interlocuzione frutto del tanto rivendicato rapporto personale di intermediazone professionale.

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