Sanità, Polizze, Non Assicurazione e tanti disegni…di Legge e non solo

 

 

Proposte di legge in materia di responsabilità professionale del personale sanitario (C. 259 
Fucci, C. 262 Fucci, C. 1324 Calabrò, C. 1312 Grillo e C. 1581 Vargiu)

Tratto dalla

…omissis

Audizione informale ANIA  XII Commissione (Affari sociali) CAMERA DEI DEPUTATI Roma, 13 novembre 2013  

Assicurazione obbligatoria delle strutture sanitarie ospedaliere
I disegni di legge qui esaminati individuano come prerequisito per l’esercizio dell’attività da parte delle strutture sanitarie, pubbliche e private, la stipula di una assicurazione per la responsabilità civile delle stesse. Più esattamente, il contratto di assicurazione dovrebbe essere stipulato a copertura della responsabilità civile per i danni causati ai pazienti nell’ambito dell’erogazione dei servizi sanitari.
A tale proposito si osserva che la previsione di un obbligo assicurativo in capo a particolari soggetti si giustifica quando essi, per le caratteristiche della loro attività, corrano il rischio di arrecare danni rilevanti a terzi e dispongano di un patrimonio limitato, risultando così probabile che non siano in grado di risarcire i danni stessi con conseguente e rilevante impatto sociale. Andrebbe pertanto considerata l’introduzione dell’obbligo assicurativo nei casi in cui concorrano le due caratteristiche citate sopra. Nel caso di strutture sanitarie che possano contare in ultima istanza sul bilancio pubblico e/o siano proprietarie di importanti attivi di natura strumentale difficilmente si potrebbe sostenere che non siano in grado di risarcire eventuali danni cagionati. Andrebbe pertanto valutata la possibilità, per tali strutture, di scegliere liberamente se assicurarsi, e in tal caso con quale tipo di copertura, oppure autoassicurarsi, anche parzialmente, per sinistri, per esempio fino ad un certo importo, ovviamente predisponendo mezzi adeguati in termini sia di controllo del rischio sia di eventuali appostazioni a bilancio. Infatti, a seconda dell’attività, delle specialità mediche esercitate, dell’organizzazione e delle misure di prevenzione adottate, l’esposizione della struttura al rischio di “medical malpractice” è diverso e ciò influenza in maniera significativa l’individuazione della modalità ottimale di copertura assicurativa. Si ricorda a tal proposito che gli amministratori delle strutture sanitarie possono disporre di professionalità tali da metterli in grado di valutare l’eventuale piano assicurativo per la struttura che dirigono e, in ogni caso, possono ricorrere a consulenze specifiche sull’argomento. Tali valutazioni andrebbero maggiormente approfondite anche alla luce della varietà di modelli regionali di gestione dei sinistri presenti nel panorama nazionale (modelli con gestione diretta dei sinistri, fondati sul trasferimento del rischio o misti). Va detto che in caso di auto-assicurazione, anche parziale, andrebbe posta molta attenzione all’accantonamento delle risorse finanziarie per il risarcimento dei sinistri visto il lungo periodo che intercorre tra l’accadimento del fatto e la liquidazione dello stesso.
Suggeriremmo di sottoporre tali accantonamenti a verifica di congruità da parte di revisori terzi per non rischiare disavanzi prospettici.
omissis…
Nel corso dell’esame alla Camera della  Proposta di legge C. 262 Presentata il 15 marzo 2013 – abbinata con C. 259C. 1312C. 1324C. 1581C. 1902  sono state effettuate numerose audizioni, formali e non, di vari soggetti ritenuti portatori di interessi e quindi di potenziali contributi per gli approfondimenti che l’argomento della Responsabilità Sanitaria sicuramente merita.
Non poteva mancare tra gli altri l’ANIA, soprattutto perchè indirettamente coinvolta dal denominatore comune che lega tutti gli attuali DDL (sia alla Camera che al Senato) e cioè la componente della obbligatorietà assicurativa, prevista in ognuna delle 7 proposte complessive a oggi presentate.
Dal testo dell’audizione dell’ANIA ho riportato solo una parte della versione integrale, e della quale ho liberamente evidenziato alcuni passaggi.
Non può non colpire la riflessione  sulla discriminante che sarebbe rappresentata dalla relazione rischio/consistenza patrimoniale per giustificare o meno la opportunità di contrarre una copertura assicurativa. E’ evidente la distanza che proprio l’ANIA continua a frapporre fra le disponibilità, ma sarebbe più giusto classificarle  indisponibilità, delle proprie compagnie associate verso tali coperture.
In altre parti della audizione troverete anche la posizione della stessa ANIA in merito al requisito di obbligatorietà assicurativa che collega tutte le proposte.
L’autoassicurazione, ma sarebbe più corretto usare finalmente e definitivamente il termine non-assicurazione, è una delle soluzioni sempre più diffusamente adottate dalle Aziende Sanitarie, proprio perchè il deserto degli assicuratori sembra resistere a ogni tentativo di irrigazione culturale e imprenditoriale su questo argomento. Ma questa scelta va sempre a scontrarsi con le rispettive consistenze patrimoniali pubbliche che, malgrado l’ottimismo espresso dall’ANIA, non prospettano mai capienze economiche di prospettica rassicurabilità.
Proprio per la sua enorme portata sociale, sia sul piano della dovuta protezione a cittadini e operatori sanitari, e sia sulla cambiale dalla scadenza non nota che ogni richiesta di risarcimento per presunto danno subito in Sanità comporta per tutta la comunità, il tema richiede attenzione, dedizione, e partecipazione.
E’ solo l’ambito legislativo il luogo per trovare soluzioni praticabili e condivise, e possibilmente definitive nel tracciare limiti agli attuali ancora troppo variabili perimetri di responsabilità. Bisogna evitare che la accesa dialettica distruttiva di contenziosi esarcebati e astiosamente sbandierati  scendano dai vessilli di un giustizialismo rivendicato con arrogante prepotenza. E bisogna una volta per tutte porre la parola fine alla ormai straripante polemica, quasi elettorale, dei partiti delle vittime presunte, a qualsiasi fronte appartengano.
Ma gli assicuratori devono dimostrare una rinnovata maturità per contribuire a tutto questo, e soprattutto sul terreno della innovazione legislativa, altrimenti alimenteranno con le proprie assenze le aspettative ingiustificate di chi punta ancora il mouse su sito della obbligatorietà assicurativa, malgrado il silenzio di un mercato assicurativo da tempo protagonista di una grande fuga.
Nell’interesse di coloro che volessero seguire e comprendere la sintesi delle attuali coordinate principali del dibattito progettuale in sanità, ecco una serie di slide con le quali in un recente convegno, organizzato da Responsabilitasanitaria.it, ho riassunto le iniziative in corso.

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