Quando le Polizze parlano in rosa

Il mondo di polizze e assicurazioni parla tanto in rosa, e da sempre, nel nostro Paese.

Se quando telefona non mi trova lasci pur detto alla mia signorina” è l’espressione più usata in tutte le migliaia di agenzie di assicurazione sparse in giro per l’Italia. Ancora oggi la quota rosa dei collaboratori di questa categoria di intermediari, e che  assiste agenti e assicurati, rappresenta la parte maggiore della forza lavoro presente negli uffici. Dietro un bancone o una scrivania sono loro, con i loro sorrisi e la loro disponibilità, a garantire che tutto funzioni al meglio.

Certamente la storia non è  stata sempre generosa con il sesso gentile. Per decenni chi operava all’interno dei locali era donna,  sia perchè gli uomini non si adattavano a quel tipo di lavoro prettamente esecutivo e spesso sottopagato, e sia perchè  venivano piuttosto indirizzati o spinti verso la strada della produzione, collezionando grandi successi o grandi delusioni. I tempi sono cambiati e il numero dei collaboratori anche, ma loro sono rimaste,  alle prese con computer e strumenti di tecnologia sempre più avanzata,  anzichè con le loro minuziose belle calligrafie di un tempo.

Anche nelle direzioni delle compagnie  le segretarie, o assistenti come usa adesso, dei Capi Ramo o di qualsiasi altro ufficio di importanza “vitale” per ottenere deroghe, sconti, contributi e ogni altro genere di concessioni, erano le fate pazienti che ci rassicuravano sull’umore del capo e sulla sua disponibilità a parlarci al telefono, a concederci un appuntamento o addirittura a presenziare a qualche avvenimento per noi, gente di periferia, di tanta importanza.

Anche i titolari di mandati agenziali hanno con il tempo cominciato a tingersi di rosa, passando spesso attraverso le schiere delle forze produttive dedicate al vita, e via via confermando che non esistono preferenze di genere se si tratta di risultati e buoni portafogli. E anche nelle stesse direzioni, certamente con più fatica che in altri settori, funzioni non più solo segretariali venivano via via affidate a nuove generazioni di intelligenze non prettamente maschili.

Ancora oggi, benchè posizioni di vertice manageriale e membri di consigli di amministrazione portino spesso scarpe con il tacco alto, queste nomine fanno notizia e vengono usate come motivo di vanto, da affidare a comunicati stampa strumentalmente orgogliosi di sottolineare la lungimirante attenzione dell’azienda verso il rispetto delle “quote rosa“. Segno che non si è ancora definitivamente compreso come preparazione, talento e capacità possano, anzi debbano, parlare tutte le lingue possibili, sia di sesso e che di nazionalità.

E pensare che agenzia, compagnia, polizza, clausola, garanzia, copertura, franchigia, quietanza, rivalsa, disdetta, sottoscrizione, estensione, assicurazione, riassicurazione, e tante altre ancora,  sono parole parte di una solida e riconosciuta terminologia che parla da sempre con una dolce desinenza al femminile. E noi assicuratori, gente di strane origini e distratte presenze, spesso ce lo dimentichiamo ancora.

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