La Banca ti invita ad andare in Rete…in Banca! E gli sportelli stanno a guardare.

Siamo ormai abituati in tanti ad effettuare un considerevole numero di operazioni nei più svariati settori dei servizi senza muoverci da casa. Troppo conosciuto e lungo l’elenco di tutto ciò che possiamo fare, in “postazioni remote” rispetto al luogo dove le nostre consultazioni, interrogazioni, transazioni, acquisti, adempimenti pubblici burocratici trovano la loro definitiva sistemazione e risposta.

Sono soprattutto le Banche ad aver incoraggiato il cambiamento delle nostre abitudini, evolvendole da “residenziali stanziali” a “online“. E lo hanno realizzato nel modo più efficace: penalizzandoci economicamente se, dimenticando di aver sottoscritto un contratto dedicato unicamente all’online, ritorniamo disattentamente alla vecchia abitudine di tornare allo sportello, magari per scambiare qualche parola con quell’impiegato che conosciamo da anni.

Ecco che richiedere il saldo e la lista movimenti, pagare un semplice MAV o fare un bonifico rimaneggiando carte e saluti ci costa non pochi euro, euro che avremmo risparmiato se avessimo obbedito alla procedura informatica “in remoto”.

In Banca, poi, è anche successo che quell’impiegato che conosciamo e tutti i suoi colleghi, contenti di essere ancora bancari lo sono sempre meno. Infatti si sono visti disdettare anticipatamente il proprio Contratto Collettivo proprio perchè gli Istituti di Credito del nostro Paese “hanno registrato un calo di redditività insostenibile dovuto alla crisi ma anche alle riforme regolamentari e all’impatto dell’innovazione tecnologica“.

In altre parole “più online uguale meno sportello”.       E’ una affermazione che non può essere contraddetta perchè sotto gli occhi di tutti nei fatti.

Ma in banca, almeno nella mia banca, ma credo che altre non facciano eccezione, succede di meglio.

Hai appena attraversato il locale di accesso dell’Istituto nel quale hai incrociato almeno due postazioni Bancomat, con le quali puoi pagare, consultare, incassare di tutto e di più, ed ecco che ti appresti a fare il tuo ingresso in banca come ai vecchi tempi. Ma appena entrato, così come nei supermercati la prima area di vendita è sempre riservata al “fresco” (frutta, verdura, ecc.) per mostrarti quanta fresca qualità si pratica in quel punto vendita, in banca il primo spazio è invece occupato da una isola informatica fai da te.

Non hai fatto quello che potevi fare al punto Bancomat che ti sei appena lasciato alle spalle? Hai il computer a casa che non ti funziona oppure sei uno dei pochi che ancora non opera in mobilità con il tuo tablet o smartphone? Oppure usi il computer di tuo nipote perchè a lui lo hai regalato? Poco male, hai una ulteriore possibilità di “redenzione” perchè nell’isola informatica fai da te hai almeno quattro terminali dai quali puoi rimediare alla tua disattenzione informatica, e fare in Banca, quello che lontano dalla tua Banca avresti già potuto fare.

E tutto questo lo fai sotto gli occhi di quell’impiegato che conosci da anni, e che ti vede inconsapevole complice e responsabile delle nefaste conseguenze sul suo futuro lavorativo a causa dell’impatto dell’innovazione tecnologica. Succede così in Banca, grazie alla capacità di persuasione sanzionatoria determinata dai  costi che il non online ti comporta, ma succede e succederà di più in ogni luogo di servizio non”attivo”, per il quale è la semplice adempienza a procedure già stabilite a costituire la sostanza evanescente di un ruolo o di una funzione.

Tutto questo si chiama disintermediazione, disintermediazione di attività e di figure ormai appartenenti a “vecchie e superate professionalità”. Certamente tutto questo è fonte di riflessioni sulle ricadute socio-occupazionali che ne derivano sul fronte del lavoro dipendente e nel contempo motivo di rigenerazione professionale per chi dipendente non è, ma che si trova comunque costretto a reinventare il modo e la sostanza di ciò che offre o che produce.

In assicurazioni tutto questo mostra già i suoi effetti sul piano occupazionale delle compagnie, dove è ancora latente, ma di consistenza crescente, la necessità di ridurre gli organici dei dipendenti nei vari modi consentiti. Per gli Intermediari le conseguenze sono note, ma non ancora definitivamente accettate. Resistervi significa negare quanto vediamo con i nostri occhi ovunque negli altri settori diversi dal nostro, con gli occhi di quando siamo noi i clienti e ben convinti beneficiamo  delle nuove possibilità di disintermediazione attiva a nostro favore. Significa supporre presuntuosamente che l’ambito assicurativo sia ancora portatore di una immunità evolutiva inesistente.

E sull’inesistente o si abbandonano fatiche e perdite di tempo e soldi, oppure si approfondisce per costruire nuove verità, perchè il tempo delle bugie che ci raccontiamo da soli è definitivamente finito. E magari, perchè non pensare di realizzare anche all’interno delle agenzie assicurative “isole informatiche” da riservare ai clienti: almeno così potremmo consigliarli e dialogare con loro “in diretta” quando imparano a colloquiare con siti e comparatori. Una occasione in  più per sfoderare efficienza, servizio e professionalità.

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