L’inesorabile avanzata del nuovo “Generale delle Generali”. Miracoli o risultati?

Lo stralcio del comunicato stampa rilasciato lo scorso 27 novembre in occasione dell’Investor Day di Generali con il quale il Group CEO Mario Greco ribadisce la qualità dei risultati sinora ottenuti. Cliccando qui è anche possibile scaricare la video intervista di Mario Greco riportata sul sito web della compagnia.
“A dieci mesi dall’inizio del nostro piano triennale di turnaround, la disciplina, la semplicità e il focus con cui stiamo rivoluzionando il nostro business iniziano a sortire effetti. Abbiamo compiuto eccellenti progressi nella ricostituzione del nostro capitale, con più del 60% del target di €4 mld di dismissioni completato e con un maggiore focus sul nostro core business assicurativo. In questo secondo Investor Day del 2013, confermiamo i target già fissati e introduciamo nuovi target in modo tale da presentare ai nostri azionisti un chiaro piano d’azione per ottenere rendimenti più alti nel breve termine”.
 

(Per una completa documentazione di interventi e presentazioni la sezione dedicata all’Investor Day da Generali è come sempre quanto mai completa).

Media e analisti hanno diffusamente dato risalto alla celebrazione londinese dell’orgoglio della nuova Generali, orgoglio con il quale è anche stata dichiarata “irricevibile” la quasi contemporanea decisione di S&P di mettere in credit watch negativo il rating della Compagnia.
Scorrendo slide e presentazioni audio, e soprattutto ripercorrendo i 104 minuti finali dell’incontro riservati alle domande degli analisti presenti, si ricava ancora una volta la sensazione di coesa compattezza nelle convinzioni di tutto il management verso la raggiungibilità dei risultati promessi già a Gennaio dallo stesso Group CEO.
 
 
 
 
 
Semplicità e semplificazione sono le ambizioni dichiarate. Saranno contenti gli agenti ascoltando che la fusione dei sette marchi preesistenti alle fusioni in Generali Italia  porterà a un catalogo prodotti che dai precedenti 240 scenderà ad appena 70. Investimenti in organizzazione, informatizzazione porteranno benefici in termini di recupero di costi non prima del 2015, ma l’obiettivo ripetutamente dichiarato resta quello di incrementare il valore per gli azionisti. Il dividendo non deve essere sacrificato in nome di una redditività tecnica attuarialmente fine a se stessa, afferma il management: se la redditività strangola l’incremento  della raccolta premi bisogna modulare le leve di sviluppo e rendimento tecnico in misura bilanciata, senza soffocare  risultati operativi e dividendi.
 
Greco ha rinnovato quasi totalmente la squadra di vertice facendo pulizie di gran parte di quelli  precedenti e non solo, attraverso l’inserimento di figure esterne di spiccata matrice multinazionale, facendo del passato un punto di partenza sul quale far pesare la brillantezza del nuovo. Volti nuovi, tutti chiamati per nome all’insegna di grande affiatamento, per rassicurare il mondo, come è giusto, che non c’è altra competizione se non quella esterna verso i propri concorrenti, Allianz in testa agli altri.
 
Ha attraversato in lungo e in largo i vasti territori dove Generali opera, mettendo al proprio attivo, dicono le cronache interne, oltre trenta visite nei principali Paesi già in questi primi mesi di lavoro. Ha centralizzato molte attività di rilievo per risparmiare su prezzi e condizioni di acquisto, riassicurazione compresa,  e affidato pezzi di mondo a altrettanti responsabili. Ha fatto del Group Management Committee la steering room dove tutto quello che conta viene deciso e condiviso, in maniera collegiale come nelle abitudini dei consigli strategici “comprati” all’esterno. Sembra che anche lo stesso leone di S.Marco subirà una rivisitazione grafica, per conferirgli maggiore appeal nel confermare che in Generali di nuovo si tratta.
 
Insomma tutti protesi verso il benessere di quotazioni e dividendi, senza dubbi e senza incertezze, convinti che tutte le promesse saranno mantenute. Viene spontanea la riflessione sul presente, e il  suo correlato futuro , e il passato delle vecchie gestioni. Dal suo insediamento a oggi il nuovo CEO ha prodotto un balzo in avanti del valore del titolo di oltre il 60%, e forse la salita non si arresterà.
 
 
Miracolo o straordinaria capacità del management? Esclusa la prima ipotesi per la necessaria laicità di ogni realtà aziendale, rimane la seconda. Ma se tutto era così a portata di mano perchè non si è fatto prima quello che ora sembra così scontato, utile e necessario? In fondo ci vengono descritti provvedimenti semplici e di apparente facile buon senso, come solo i consulenti sanno suggerire. Oppure ciò che per tanti in quella compagnia è stato per molti anni un inscalfibile valore, la storia e la tradizione, il compassato aplomb nella gestione di potere di uomini e affari, è stato semplicemente una scomoda zavorra che impediva alla mongolfiera di Trieste (ma sarà ancora giusto identificarla con la città di origine?) di elevarsi verso nuovi panorami e schiere di azionisti festanti? Oppure è solo colpa dei consulenti internazionali,che anche Generali assistono, e che sono sbarcati in Italia solo nel 1969?
La storia delle aziende ci ha abituato a sostituire i ricordi con le cronache, a fare a meno di tempi lunghi soprattutto se riferiti al passato, e a rimpiazzarli con grafici in ascesa colmi di  picchi incoraggianti. Con buona pace dei tanti investitori cassettisti che privilegiavano  il titolo per le sue rassicuranti, durature e ordinate performance di una volta. A oggi 181 anni sono passati, da domani comincia un nuovo calendario, che in tanti sperano altrettanto lungo.

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