Polizze Vita e Detrazioni.E adesso?

31-8-2013
Supplemento ordinario n. 66/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale – n. 204
LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI
DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013 , n. 102 .
Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fi scalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di fi nanza locale,
nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici.
TITOLO III DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COPERTURA FINANZIARIA E DI ENTRATA IN VIGORE 
Art. 12. (Disposizioni in tema di detrazione di premi assicurativi)
1.In deroga all’articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, all’articolo 15, comma 1, lettera f), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole “lire due milioni e 500 mila” sono sostituite dalle seguenti “euro 630 per il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, nonché a euro 230 a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014”. 
2. Nel limite di euro 630 per il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, nonché di euro 230 a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, sono compresi i premi versati per i contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il periodo d’imposta 2000.

Che il cliente medio degli assicuratori vita fosse una razza di difficile sviluppo numerico era caratteristica ben nota a ogni Intermediario Assicurativo. Convincere a garantirsi un futuro, sostanziato da un capitale riscuotibile personalmente o a garanzia di altri in caso di premorienza, è da sempre la palestra più faticosa per chiunque inizi o continui a dedicarsi a questo tipo di raccolta premi.

Il Ramo Vita ha sempre avuto la necessità di appoggi esterni per motivarne la vendita: la sottoscrizione di un mutuo o finanziamento, l’alternativa allettante di interessi degni di essere definiti tali, e soprattutto i vantaggi fiscali che ne potevano derivare. Lo sguardo rivolto al benessere del futuro, proprio o di chi ci è particolarmente caro, è sempre stato l’ultimo dei pensieri capaci di farci decidere di consegnare premi e capitali al nostro assicuratore.

Ora probabilmente diventerà ancora più complicato sia mantenere che acquisire assicurati con polizze vita. Bisognerà essere molto più abili per  suscitare nuove emozioni in chi della previdenza e del rischio del futuro non ha ancora una dimensione spontanea da gestire con la firma di una polizza. E’ come quando un prodotto ricco nella confezione e attraente per  colori e pubblicità viene sostituito da un “quasi gemello”, no logo e addirittura sfuso, del quale bisogna comprendere analogia di prestazioni, qualità, e ogni altra caratteristica che ne esalti la solo apparente caratteristica distintiva e emozionale.

Forse il prolungato periodo di crisi ci ha già abituati a badare più al contenuto che all’involucro, ma il ridotto beneficio fiscale è una carta argentata facile da eliminare? O forse la nuova penalizzazione contribuirà pesantemente a contrarre quel tipo di spesa che, in quanto tale, ci separa ancora dal concetto benemerito di investimento e cautela?

L’ANIA ha già espresso le proprie preoccupazioni (vedi l’intervista del Direttore Generale Dario Focarelli)   e numerosi analisti stanno già tentando di ricavare indici attendibili di decremento dei clienti e premi coinvolti dalle conseguenze di questa manovra. Certo è che se il percorso di conversione del provvedimento non permetterà alcuna correzione a favore degli assicurati si profila un ulteriore ostacolo per il mantenimento e lo sviluppo dei ricavi di intermediari e compagnie.

E’ un ulteriore invito pressante verso quel recupero di professionalità che le vendite di sportello diretto, anche non specificatamente assicurativo, sembravano non presupporre più come strettamente necessario, a meno che qualcuno non pensi ancora che vendere polizze  vita sia un mestiere da aggressivi imbonitori porta a porta che tante caricature di barzellette e filmati hanno per anni  rappresentato.

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