La mancata sottoscrizione della Polizza di Responsabilità Civile Professionale incentiva l’occupazione dei giovani esercenti le professioni sanitarie

Passata la fiducia alla Camera resta ora solo la conferma del Senato per licenziare definitivamente la conversione in legge del cosiddetto Decreto Crescitalia, appena  “rigenerato”  conseguentemente alle modifiche introdotte dalle rispettive commissioni coinvolte.

In attesa della conferma della avvenuta proroga senza ulteriore appello, tutte le organizzazioni a diverso titolo rappresentative degli interessi della classe medico sanitaria rivendicano il proprio contributo nell’aver influenzato  questo “importante risultato”. Ancora una volta l’aver potuto fare a meno di un obbligo di copertura assicurativa fa stare ogni italiano meglio.

Qualche associazione di categoria ha addirittura  scritto che “senza l’obbligo assicurativo incombente” il medico può finalmente riprendere a svolgere più serenamente la propria attività, fuori e dentro la sala operatoria. I pazienti, magari, saranno un po’ meno contenti e forse ancora più agguerriti,  nell’esercizio di quello sport molto praticato e troppo raccontato che si traduce a ogni occasione possibile nell’avviare un contenzioso contro il medico, ritenuto, a torto o a ragione,  responsabile di danni che si sperano liquidati in cifre con sempre più molti zeri finali.

Ma lo scoprire invece che il testo licenziato con la fiducia appena ottenuta non ripropone alcuna delle vittorie corporative rivendicate appare ancora più tristemente banale e stupefacente. Nessuna delle più fervide immaginazioni sarebbe stata capace  di motivare la proroga dell’obbligo assicurativo ricorrendo alla necessità di poter in questo modo fornire una  spinta occupazionale alle giovani leve dei camici bianchi.

Significa non voler capire, o peggio non ammettere, che il cosiddetto Decreto Balduzzi continua ad essere una ingombrante occasione mancata, perchè nulla di quanto, più o meno propriamente, vi si prevedeva è stato sino a ora realizzato. Una per tutte la stesura concordata (con un decreto presidenziale da emanare entro lo scorso 30 giugno)  con il quale  disciplinare le procedure, requisiti minimi e uniformi per la idoneità dei relativi contratti assicurativi.

Risulta chiaro a tutti che dilazionare la stesura di condizioni assicurative uniformi significa anche rimandare la disponibilità del mercato delle compagnie, che sarebbero altrimenti assoggettate a un obbligo ancorchè non di stipula, ma  di disponibilità indiretta di offerta di copertura, in netto contrasto con la attuale desertificazione dei protagonisti ancora in campo in questo settore.

Altrettanto chiare sono le difficoltà nell’approntare le regole di un fondo alimentato da interessi contrapposti, assicurati e compagnie,oltre alla  improbabile articolazione di regole di bonus malus, visti i tempi assegnabili alle sentenze definitive dei relativi contenziosi giudiziari. Analogamente siamo ancora testimoni dell’ormai pluriannuale ritardo nella emanazione delle tabelle di danno biologico non lievi e di tutto il resto che lo stesso Decreto Balduzzi prevedeva.

Ma poco importa, si legifera facile e si regolamenta forse, e soprattutto senza sapere nè come nè quando. Ma da questo a voler far credere che la vittoria della occupazione più facile per i giovani sanitari sia una conquista quasi sociale  in nome dello sviluppo, e unica figlia di una mancata copertura assicurativa, credo sia una grave ipoteca alle comuni intelligenze. Negando invece la vera valenza sociale dell’essere assicurati, del fare professioni e dell’essere assicuratori.

E i cittadini non capiscono, e le compagnie non capiscono, e nemmeno i sanitari alla fine capiranno, ma forse è proprio quello che qualcuno vuole, non importa se per ignoranza o superficialità. Il danno comunque resta, senza alcuna riserva possibile.

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia.

XVII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

 Documento N. 1248-A/R

MODIFICAZIONI APPORTATE DALLE COMMISSIONI

Articolo 44.(Riconoscimento del servizio prestato presso le pubbliche amministrazioni di altri Stati membri e semplificazioni per la certificazione di qualità delle materie prime utilizzate per la produzione di medicinali nonché disposizioni per la classificazione dei farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica).dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti:

 

omissis…

4-quater. Nelle more dell’emanazione della disciplina organica in materia di condizioni assicurative per gli esercenti le professioni sanitarie, di cui all’articolo 3 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e al fine di agevolare l’accesso alla copertura assicurativa anche per i giovani esercenti le professioni sanitarie, incentivandone l’occupazione, nonché di consentire alle imprese assicuratrici e agli esercenti stessi di adeguarsi alla predetta disciplina, il comma 5.1 dell’articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, è sostituito dal seguente:
          «5.1. Limitatamente agli esercenti le professioni sanitarie, gli obblighi di cui al comma 5, lettera e), si applicano decorsi due anni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica di cui all’alinea del medesimo comma 5».

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