Agenti di Assicurazione: gli esami di maturità sono ormai finiti!

Avrei preferito intitolare il post  “Agenti di Assicurazione, adesso basta!”, ma alla fine ho optato per un titolo scolastico che non ammetta rinvii.

Infatti non è più rinviabile quel recupero di lucidità e coerenza professionale che, soprattutto in tempi come questi, dovrebbe essere lo strumento irrinunciabile per permettere a questa professione una sopravvivenza, e magari anche uno sviluppo, di media prospettiva e rapida contestualizzazione.

Mi riferisco evidentemente alla lettera che lo SNA, a nome del suo presidente Claudio Demozzi, ha indirizzato lo scorso 10 luglio 2013 al presidente di Anapa Vincenzo Cirasola.

Ancora una volta emerge con tutta chiarezza come l’associazionismo imprenditoriale tra gli agenti assicurativi sia ben lungi dall’essere raggiungibile.

Lo conferma il tenore e contenuto di questa lettera, che riafferma una accanita visione antagonista a oltranza, e in quanto tale fine a se stessa,  delle proprie posizioni nei confronti sia di altre sigle associative e sia soprattutto  della rappresentanza istituzionale delle compagnie mandanti.

Non sembra essere così difficile rendersi conto che non sono queste le premesse per sedersi nuovamente intorno a un tavolo di settore (superando nella prima fase, e con intelligenza, il limite dei propri rispettivi ruoli) per fare prevalere con altrettanta opportunità la necessaria e preliminare ricognizione, sui temi e valutazioni che dalle rispettive posizioni diventano contributi necessari per comprendere prima, e disegnare poi, una planimetria sufficientemente attendibile del nuovo modo di fare assicurazioni nel prossimo breve futuro nel quale siamo tutti impegnati.

Chi, come chi scrive, era presente lo scorso 25 giugno al Forum voluto a Bologna dal presidente di Anapa,  per cominciare a preparare la raccolta di idee e proposte da eventualmente presentare al prossimo e tanto agognato incontro con l’ANIA, ricorda con chiarezza che il rappresentante dello Sna dichiarò in apertura che la sua presenza era di semplice uditore, e fatte comunque salve tutte le riserve di successiva valutazione di quanto nella stessa giornata sarebbe potuto emergere, e rifiutando quindi la possibilità di fornire in quella sede un qualsiasi contributo alla categoria, superando sigle e correnti.

E chi c’era ricorda altrettanto la lucida proposta di un presidente di Gruppo Agenti con la quale si suggeriva di andare all’incontro per sentire per prime dalle compagnie la loro visione e progettualità sul ruolo degli agenti nel prossimo futuro. Un riavvicinamento recuperato a fatica dopo lunghe assenze non si avvia a mano armata verso bersagli definiti solo da una delle tante componenti rappresentative agenziali coinvolte.

Il vero problema è a mio avviso triplice.

Da un lato è dato ancora da quella  visione sindacale di una relazione industriale che, al contrario della rapportualità tra tute blu e datori di lavoro, si svolge invece tra due organizzazioni entrambe datoriali e imprenditoriali.

Dall’altro è la conseguenza della negazione di qualsiasi dialettica possibile,  che le diversità di opinioni dovrebbero invece favorire all’interno di qualsiasi aggregazione di categoria, che ha portato a oggi come conseguenza una disgregazione progressiva dell’unico movimento rappresentativo agenziale iniziale.

Dall’altro ancora, ma ne diventa il principale, dalla presenza di un numero di “sigle” eccessivo, perchè superiore a quella unicità che dovrebbe invece saldamente unire, nel rendere possibile una canalizzazione unica di istanze e soluzioni.

E’ impensabile che chi è per tutti l’espressione di quelle mandatarie che orgogliosamente ogni agente rappresenta e rivendica ogni giorno,  sia ancora nella positiva predisposizione di ricevere e ascoltare, richieste o proposte che siano, da chi invece minaccia, denuncia e sostiene ancora “azioni e posizioni sindacali oltranziste“.

E soprattutto, se l’altra parte continua a realizzare che i propri interlocutori sono volontariamente divisi, in contraddizione al loro interno e con una dissidenza incolmabile, userà questa condizione per farne una leva forte a proprio unico favore. Anche e soprattutto perchè sono proprio le compagnie a investire e progettare le proprie strategie del futuro, sopra e senza gli agenti, se necessario.

E’ per tutti questi motivi che deve essere chiaro a ognuno che chi non si è presentato agli ormai scaduti esami di maturità imprenditoriale non ha più ulteriori occasioni  di riparazione da utilizzare, ma solo il buon senso, e da recuperare in tutta fretta.

Auguri!

 

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