Dalla Relazione del Presidente alla Assemblea dell’ANIA 2013

Ho tratto solo alcuni degli spunti (con libere evidenziazioni)  offerti dalla Relazione del Presidente dell’ANIA in occasione della recente Assemblea 2013, con l’invito di provvedere alla lettura integrale del documento.

A tutti i livelli si percepisce la volontà di rifuggire dal rischio di compiere scelte, nel timore che possano rivelarsi sbagliate. Ma un paese incapace di decidere, è un paese che regredisce, che non ha futuro.

L’assicurazione può concorrere alla riduzione degli elementi di insicurezza che bloccano il Paese. Appartiene al nostro DNA offrire protezione e farsi carico delle conseguenze economiche di eventi rischiosi.

In un periodo di profonda crisi e di forte tensione finanziaria come quello attuale, l’assicurazione italiana ha continuato a svolgere la propria funzione economica, contribuendo a dare stabilità al Paese.

Si fa un gran parlare, quasi sempre a sproposito, della malcelata diffidenza che gli italiani avrebbero nei confronti delle assicurazioni.

Ma ciò che è accaduto in questi ultimi anni racconta una storia diversa, di un legame profondo che non è venuto meno proprio nei momenti più difficili e che ha permesso di evitare perdite rovinose sia ai risparmiatori sia alle compagnie. Ne ha beneficiato anche il nostro Paese, che ha visto allontanarsi lo spettro della crisi finanziaria.

Il dibattito istituzionale sulla distribuzione assicurativa in Italia, negli ultimi anni, è stato condizionato da una visione politica interamente concentrata – quasi un’ossessione – sui prezzi della r.c. auto.

Partendo dal presupposto che gli elevati livelli tariffari dell’assicurazione obbligatoria traessero origine da una limitata concorrenzialità del mercato e con l’intento di favorire il cliente nella ricerca dei prezzi migliori, la ricetta è stata quella di perseguire la c.d. “apertura delle
reti di distribuzione” imponendo il divieto – sconosciuto nel resto del mondo – di inserire la clausola di esclusiva nei rapporti tra una compagnia e un agente.

Gli interventi normativi recenti, contrariamente a quanto speravano alcune rappresentanze degli agenti che li hanno sollecitati, non hanno portato benefici significativi alla categoria.
Anzi, molte delle disposizioni introdotte – ad esempio, l’home insurance e il contratto base – favoriscono la disintermediazione delle reti distributive tradizionali, strette tra l’avanzare rapido della tecnologia, che aumenta le potenzialità della vendita diretta, e l’inevitabile, progressiva riduzione delle provvigioni di distribuzione.

Le imprese, d’altronde, hanno interesse a rafforzare il rapporto fiduciario con gli agenti perché hanno sempre creduto e continuano a credere nel valore competitivo delle reti tradizionali, nella loro capacità di essere vicine alle esigenze dei clienti. Per costruire legami solidi nel tempo è necessario, però, che ci sia condivisione sul significato del rapporto fiduciario.
Tale rapporto è stato messo in discussione da una recente istruttoria avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: un’istruttoria diretta ad accertare se alcune clau sole del mandato poste in essere da otto compagnie avessero la finalità di impedire lo sviluppo del plurimandato.

Non condividiamo l’assunto dell’Autorità, in quanto le clausole dei contratti di agenzia messe sotto esame sono pienamente conformi alla natura intrinseca del rapporto fiduciario che si instaura tra un’impresa e i suoi agenti. Siamo fiduciosi, pertanto, che alla fine di questa istruttoria emergerà con chiarezza che le imprese di assicurazione hanno sempre tenuto comportamenti coerenti con il quadro normativo.

Una diversa conclusione metterebbe a rischio l’attuale struttura del modello distributivo e porterebbe le imprese a rivedere complessivamente gli assetti negoziali che regolano i mandati agenziali.

È per noi motivo di grande soddisfazione constatare che, nonostante la difficile congiuntura economica, il nostro è l’unico settore  dell’economia italiana che dal 2008 non ha visto ridurre il numero degli addetti.

Particolarmente significativo è stato poi l’accordo, sottoscritto da ANIA, AISA e Sindacati, che ha istituito il Fondo Intersettoriale di Solidarietà; Fondo che, una volta emanate le relative disposizioni attuative, costituirà uno strumento efficace anche per la gestione di quei processi di ristrutturazione delle imprese che possono avere ricadute sull’organizzazione del lavoro e sui livelli occupazionali.

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