Lo SNA smentisce se stesso: negate le opportunità che favoriscono i consumatori e che possono invece “danneggiare” gli operatori professionali all’interno del Decreto Sviluppo.

Il “Convegno Nazionale degli Intermediari Assicurativi”,  organizzato a Milano  il 1° Febbraio scorso dallo SNA e dedicato alle  “collaborazioni tra Intermediari assicurativi: scenari distributivi, opportunità per consumatori e operatori professionali” è stato per ogni partecipante l’occasione per assistere alla celebrazione delle nuove possibilità di collaborazione tra intermediari assicurativi ( Sezioni A e B e D tra di loro) , sancite dalla conversione in legge del cosiddetto Decreto Sviluppo.

La parte del provvedimento che permette ora le tanto agognate collaborazioni tra i soggetti interessati, e soprattutto quelle tra gli stessi agenti di assicurazione iscritti alla Sezione A) del RUI, ha ritrovato ufficialmente “i propri genitori”: lo ha dichiarato la principale relatrice della parte assicurativa del provvedimento, Senatrice Vicari, e lo ha ribadito con la forza dell’orgoglio  il Presidente dello SNA Claudio Demozzi.

Credo che nessuno debba sottovalutare la portata della innovazione normativa, salvo verificarne nei tempi lunghi effetti, conseguenze e concreta praticabilità, ma ritengo invece che pochi abbiano colto una marcata stonatura contenuta all’interno di un’altra trionfalistica dichiarazione di Demozzi, di quella  con la quale è stata rivendicata la aggiuntiva paternità della cancellazione della parte del provvedimento originale, che prevedeva possibilità di contatto diretto degli assicurati con la propria compagnia.

Si tratta della precedente stesura del comma 8. dell’articolo 22).

“8. Al fine di favorire una più efficace gestione dei rapporti contrattuali assicurativi anche in via telematica, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’IVASS, sentite l’Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici-ANIA e le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi, stabilisce con apposito regolamento le modalità secondo cui, entro i successivi 60 giorni, nell’ambito dei requisiti organizzativi di cui all’articolo 30 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, le imprese autorizzate all’esercizio dei rami vita e danni prevedono nei propri siti internet apposite aree riservate a ciascun contraente,accedibili mediante sistemi di accesso controllato, tramite le quali sia possibile consultare le coperture in essere, le condizioni contrattuali sottoscritte, lo stato dei pagamenti e le relative scadenze, e, limitatamente alle polizze vita, i valori di riscatto e le valorizzazioni aggiornate, nonché effettuare rinnovi e pagamenti.”

La affermazione è passata quasi in sordina, senza la sottolineatura dell’applauso che ha invece marcato il passaggio principale delle nuove forme di collaborazione. Non so se i presenti non abbiano sentito le parole del proprio presidente oppure se, come succede spesso nei casi di radicate convinzioni personali, non si applaude a ciò che viene considerato un indiscusso principio, o peggio ancora, un intoccabile diritto.

Singolare anche la mancata reazione dell’unico rappresentante di associazione di consumatori, l’avv.Paolo Martinello di Altroconsumo, evidentemente distratto all’interno della troppo numerosa partecipazione alla tavola rotonda.

Le tanto auspicate liberalizzazioni, le aperture verso il presente e  un futuro di sempre maggiore indipendenza, non possono passare per la perdurante ingessatura dei clienti. Togliere a loro, e vantarsene, ciò che in ogni altro settore è di ormai consolidata e indiscussa normalità significa arroccarsi ancora dietro porte tagliafuoco per proteggere semplici interessi personali.

Non è chiudendo a chiave i propri clienti che ci si protegge da perdite di affari e provvigioni. Bisogna avere il coraggio del confronto, senza se e senza ma, per far emergere senza contraddizioni il valore della propria perdurante esistenza professionale, il cui valore deve essere messo sempre in discussione.

Altrimenti si continua con le conquiste a senso unico che hanno il senso di una frettolosa ritinteggiatura di antiche corporazioni.

Non temano gli agenti,  normali interrogazioni a video di polizze e condizioni, non temano le possibilità di rinnovi e pagamenti. Basta negoziare con le proprie mandanti gli opportuni riconoscimenti di paternità provvigionale e di clientela. Basta non dimenticare le annose, e spesso giustificate, recriminazioni in quanto a eccessivo gravame amministrativo che incombe su ricavi e redditività agenziali.

Altrimenti i clienti continueranno a chiedersi la differenza tra un intermediario e un comparatore, tra premio e provvigioni misteriosamente precepite da un intermediario pavido e inattivo, e a confondere la intermediazione con eventualità parassitarie, che in termini di convenienza economica per il consumatore hanno sempre il suono amaro della vessazione.

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