Evitata all’ultimo momento la piattaforma tecnologica della discordia. Le Compagnie di Assicurazione ringraziano la Legge di Stabilità 2013.

Sembra quasi certo che sarà  l’edizione della Gazzetta Ufficiale di domani 29 dicembre 2012 a pubblicare il testo definitivo del cosiddetto “Decreto Sviluppo”.

Come spesso ormai succede vengono miracolosamente  inseriti all’ultimo momento strani emendamenti che sembrano avere nulla a che fare con l’impianto generale della legge, ma che segnano comunque la vittoria di un qualche influente gruppo di interessi imprenditoriali,  che tenta e ottiene  in extremis utili correzioni non riuscite durante le precedenti fasi dell’ iter parlamentare.

E’ il caso delle compagnie di assicurazioni.

E’ il caso di quella piattaforma di interfaccia comune che avrebbe dovuto facilitare la gestione e conclusione dei contratti assicurativi conclusi all’interno delle nuove possibilità di collaborazione tra gli iscritti alle sezioni A),B),D, del RUI, previste dal cosiddetto Decreto Sviluppo.

E’ il caso di uno dei tanti colpi di mano che caratterizzano ogni percorso democratico,  lungo il quale si esprimono manifestazioni di interesse e pressione, comunemente chiamate lobbies, che legittimamente indirizzano, deviano, modificano, norme precedenti per meglio tutelare gli interessi che di volta in volta rappresentano.

Ma vediamo in concreto quello che è successo.

Passaggio 1)

Modifiche introdotte “all’Articolo 22 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”  dal  “decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (pubblicato nel supplemento ordinario n. 194/L alla Gazzetta Ufficiale 19 ottobre 2012, n. 245), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre2012, n. 221

articolo 22 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese

13. Anche al fine di incentivare lo sviluppo delle forme di  collaborazione di cui ai commi precedenti e di fornire impulso alla concorrenza attraverso l’eliminazione di ostacoli di carattere tecnologico, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’IVASS, sentite l’ANIA e le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi, dovra’ definire standard tecnici uniformi ai fini di una piattaforma di interfaccia comune per la gestione e conclusione dei contratti assicurativi, anche con riferimento alle attivita’ di preventivazione, monitoraggio e valutazione.

Passaggio 2)

Modifica introdotta da decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (pubblicato nel supplemento ordinario n. 194/L alla Gazzetta Ufficiale 19 ottobre 2012, n. 245), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221 “Legge di Stabilità 2013”

510. All’articolo 22 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, il comma 13 è sostituito dal seguente: «

13. Anche al fine di incentivare lo sviluppo delle forme di collaborazione di cui ai commi precedenti nei rami assicurativi danni e di fornire impulso alla concorrenza attraverso l’eliminazione di ostacoli di carattere tecnologico, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’IVASS, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e sentite l’ANIA e le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi, dovrà definire specifiche e standard tecnici uniformi ai fini della costituzione e regolazione dell’accesso ad una piattaforma di interfaccia comune per le attività di consultazione di cui all’articolo 34, comma 1 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (*), nonché di preventivazione, monitoraggio e valutazione dei contratti di assicurazione contro i danni».

(*) decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27

Art. 34 Obbligo di confronto delle tariffe r.c. auto

1. Gli intermediari che distribuiscono servizi e prodotti assicurativi del ramo assicurativo di danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti sono tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi, anche avvalendosi delle informazioni obbligatoriamente pubblicate dalle imprese di assicurazione sui propri siti internet.

2. Il contratto stipulato senza la dichiarazione del cliente di aver ricevuto le informazioni di cui al comma 1 e’ affetto da nullita’ rilevabile solo a favore dell’assicurato.

3. Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al comma 1 comporta l’irrogazione da parte dell’ISVAP a carico della compagnia che ha conferito il mandato all’agente, che risponde in solido con questo, in una misura non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 100.000.

Questa ricostruzione della evoluzione della norma rende meglio comprensibile il risultato ottenuto dalle compagnie che, vanificato ogni tentativo di abolire quanto previsto dall’articolo 22) comma 10 del Decreto Sviluppo, hanno invece ottenuto le modifiche qui sintetizzate.

  • Sono stati eliminati i termini gestione e conclusione, riducendo la piattaforma a una semplice possibilità informativa a favore di chi (intermediari e/o assicurati?) la consulti.
  • La piattaforma è ora limitata ai rami assicurativi danni, escludendo di fatto quelli vita.
  • È prevista una preventiva concertazione anche con il Ministero dello Sviluppo Economico, presumibilmente più vicino agli interessi delle compagnie.
  • Le attività previste dalla piattaforma saranno quelle di consultazione (a favore degli assicurati e/o intermediari?), preventivazione( idem ), monitoraggio e valutazione ( di che cosa e riservata a clienti e intermediari?). 
  • Certamente la piattaforma non sembra più prevedere obbligatoriamente una compatibilità di tipo universale, per permettere agli intermediari eventualmente interessati alle nuove forme di collaborazione appena introdotte una interazione amministrativa e assuntiva facilitata.
  • Il tempo concesso all’IVASS per la definizione dei cosiddetti standard tecnici e relative specifiche è di 180 gg. dalla data di entrata in vigore del nuovo decreto, e non più dei 90 gg. precedentemente computabili dal 19 novembre 2012 ( data dell’entrata in vigore del Decreto Sviluppo ).

L’intento perseguito e ottenuto dalla nuove versione del decreto-legge appena approvato è sicuramente quello di scardinare la prima versione dell’articolo 22) del decreto sviluppo, la cui introduzione avrebbe sottoposto le compagnie a un indiscutibile improprio sforzo organizzativo  di adeguamento dei propri sistemi informatici, totalmente contrario ai propri interessi soggettivi e potenzialmente pericoloso in quanto a vulnerabilità dell’impianto gestionale sottostante a ogni polizza presente  in un catalogo prodotti.

La nuova possibilità di libera collaborazione tra gli intermediari, sia tra gli iscritti alla medesima sezione del RUI che tra quelli rispettivamente iscritti alle sezioni A, B, D, andrà di fatto a sgretolare la rigidità rapportuale, sino ad oggi garantita a favore delle compagnie, nelle reti agenziali monomandatarie e nei rapporti di collaborazione con i broker.

L’inibizione degli effetti della piattaforma di interfaccia, così come inizialmente prevista, ricondurrà ogni eventualità collaborativa a modalità non facilitate e, in quanto tali, di ordinaria articolazione amministrativa e  compatibilità gestionale  nei rapporti tra gli intermediari eventualmente coinvolti.

Vale la pena ricordare che, contrariamente alle convinzioni di molti, le novità di cui il decreto sviluppo sarà portatore, pur di storica portata,  non si trasformeranno in una nuova realtà di liberalizzazione dei mandati agenziali sino a oggi inquadrati in un rapporto monomandatario, bensì in una semplice nuova possibilità di collaborazione orizzontale tra sezioni del RUI, comunque sottostanti alle rispettive mandanti e apparentemente senza la implicazione del rilascio di nuovi mandati a intermediari “migratori di portafogli”.

Si aprono ora nuovi interrogativi su come e quanto la nuova ventata liberalizzatrice impatterà sul mercato assicurativo, soprattutto sul fronte della regolamentazione dei mandati agenziali e di quelli di collaborazione per gli altri intermediari,  e delle rispettive previste incompatibilità.

Interrogativi che saranno il banco di prova del buon senso e della buona fede di ognuno dei protagonisti coinvolti.

Sarà anche l’occasione per verificare se le innovazioni introdotte comporteranno quella prevedibile selezione del numero e della qualità dei nuovi intermediari, che alla luce delle nuove alleanze collaborative conseguenti rimapperanno affari e portafogli.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...