Approvato alla Camera il Decreto Balduzzi. Qualche segnalazione “assicurativa” invita il settore ad appropriate meditazioni.

Giovedì 18 ottobre 2012

La Camera, con 380 voti favorevoli e 85 contrari, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico, come modificato dalla Commissione, del disegno di legge di conversione del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute. Dopo la trattazione degli ordini del giorno il provvedimento è stato approvato ed inviato all’altro ramo del Parlamento.

Con questo comunicato il sito web dellla Camera dei Deputati annuncia la approvazione del cosiddetto Decreto Balduzzi finalizzato alla altrettanto cosiddetta riforma della Sanità . Ho seguito la diretta webTv per cogliere qualche spunto di particolare interesse che fosse riferibile all’art.3 del provvedimento, quello cioè dedicato all’argomento della assicurazione obbligatoria di ogni eserecente la professione sanitaria.

Pochi parlamentari ne hanno fatto cenno nelle proprie dichiarazioni di voto o personali, alcuni con un mal documentato entusiasmo, altri all’interno di osservazioni di carattere più generale, ma senza ricavarne argomenti di nuovo interesse.

Rispetto alle versioni che si sono succedute nell’iter di esame a carico delle rispettive commissioni sono tre i punti finali, e a questo stato di approvazione definitivi,  che susciteranno i maggiori commenti nel corso dei dibattiti e approfondimenti che tra sanitari e assicuratori certamente si accenderanno.

Articolo 3. (Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie)

1. L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo.

Non può sfuggire la portata della riformulazione approvata, che pone dubbi e bisogni di approfondimento sulla congruenza del presente giurisprudenziale rispetto al nuovo indirizzo.

c) prevedere che i contratti di assicurazione debbano essere stipulati anche in base a condizioni che dispongano alla scadenza la variazione in aumento o in diminuzione del premio in relazione al verificarsi o meno di sinistri e subordinare comunque la disdetta della polizza alla reiterazione di una condotta colposa da parte del sanitario accertata con sentenza definitiva.

Già individuabile nelle precedenti stesure questa declinazione di flessibile modulazione del premio in aumento o diminuzione, legata ad un accertamento della condotta del sanitario ottenuto con sentenza definitiva, apre in buona sostanza la strada a una durata di fatto poliennale delle polizze coinvolte.

Articolo 3-bis. (Gestione e monitoraggio dei rischi sanitari).

1. Al fine di ridurre i costi connessi al complesso dei rischi relativi alla propria attività, le aziende sanitarie, nell’ambito della loro organizzazione e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ne curano l’analisi, studiano e adottano le necessarie soluzioni per la gestione dei rischi medesimi, per la prevenzione del contenzioso e la riduzione degli oneri assicurativi. Il Ministero della salute e le regioni monitorano, a livello nazionale e a livello regionale, i dati relativi al rischio clinico.

Nelle versioni precedenti veniva prevista la istituzione di una unità di Risk Management presso ogni struttura di ricovero del SSN, di Osservatori Regionali dei contenziosi, e di un Osservatorio Nazionale per il monitoraggio del Rischio Clinico.

La formulazione definitiva si limita a una generica raccomandazione di adottare soluzioni, anzichè istituire strutture di Risk Management, che in quanto tali avrebbero implicato costi aggiuntivi a carico della finanza pubblica, eventualità perseguita con grande attenzione anche da questo provvedimento.

Si è certamente persa una utile occasione per affermare una gestione strutturata in termini di prevenzione del rischio clinico, che avrebbe favorito migliori consapevolezze e soluzioni.

Infine, rispetto ai testi circolati negli scorsi giorni, è scomparso il precedente obbligo, per le strutture sanitarie, di stipulare polizze per la copertura dei danni da RCT. Anche in questo caso l’intento è stato certamente quello di evitare costi aggiuntivi, anche se poco possibili vista da un lato la assenza di congrua numerosità di compagnie pronte a sottoscrivere questa tipologia di rischi, e dall’altro la conseguente tendenza di provvedere in proprio, con le rispettive disponibilità economiche, alla copertura degli indennizzi dovuti e della  gestione delle richieste di danno.

Ampio spazio ora, e ancora,  ai numerosi giuristi e professionisti che sin  dal suo annuncio iniziale si sono dedicati a dibattiti e approfondimenti delle parti assicurativamente sensibili del provvedimento, che, continuando comunque a rimanere orfano del parallelo obbligo a contrarre da parte delle compagnie, viene probabilmente relegato  in un libro dei desideri che invece meriterebbe di essere scritto per costruire solide solide realtà.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...