Assicuratori e controllori. Avanti così.

Capita a ogni assicuratore, e succede da molto tempo ormai, ogni qualvolta si confronta con altri colleghi, di qualsiasi compagnia e di qualsiasi ruolo con il quale si misuri quotidianamente.

Capita che il tempo trascorso a discutere e raccontarsi serva unicamente ad allungare la già lunga lista delle lamentele, delle cose che vorremmo ma non possiamo, di come si potrebbe e si dovrebbe, senza che nessuno capisca le ragioni dell’altro.

Capita a chi nelle compagnie lavora da dipendente e a chi con le compagnie deve far quadrare provvigioni, obiettivi di budget, disdette, rischi sottoposti e poco accettati, confronti sempre più serrati con comparazioni di tariffe auto, sempre impietosamente sconvenienti per chi della intermediazione assicurativa fa la propria unica fonte di reddito.

Navighiamo ormai in un mondo nel quale l’allegra baldanza, o perlomeno la normale soddisfazione di chi il mestiere lo conosce da tempo e lo  pratica con residua convinzione, sono ricordi sbiaditi, immagini sfocate e irripetibili di ormai vecchi entusiasmi .

Il mondo in generale non è che viva i suoi tempi migliori, ma quello degli assicuratori sembra essere il curatore fallimentare di se stesso.

Ogni intermediario lamenta il fatto che le compagnie con le quali si rapporta “non fanno più gli assicuratori”, che pensano solo all’utile e al risparmio contratto di spese e servizi offerti.

I dipendenti, dal loro canto, se hanno la fortuna di vedere in dirittura d’arrivo una  finestra attraverso la quale immaginare una qualche possibilità di usufruire di incoraggiamenti verso la pensione si concentrano su questa eventualità con tutte le attenzioni di cui possono essere capaci. Per cogliere la liberazione definitiva da ritmi o monotonie quotidiane, incalzate dalle soppressioni di funzioni e uffici e dall’arrivo di qualche drappello di giovani consulenti, che si apprestano a prendere posizioni di comando senza alcuna esperienza specificatamente vissuta.

A tutti è stato tolto l’entusiasmo, la scoperta di qualche cliente e rischio nuovo con cui confrontarsi e sperimentare imparando, godendosi il piacere di aver sconfitto il concorrente.

E quando a un assicuratore togli l’entusiasmo stacchi la spina della curiosità, dell’innovazione personale, della creatività produttiva, gli togli la fiducia nella propria professione che per lui era, e potrebbe esserlo ancora, il mestiere più bello del mondo.

Lasciando che siano soltanto i burocrati delle procedure, i controllori dell’audit, i guardiani della compliance a irregimentare ognuno nella gabbia di un sistema che, in assicurazioni come in altri settori,  sottrae attraverso il processo la crescita delle competenze.

Ed è così che  le competenze puntano alla liberazione della quiescenza, senza che nessuno si occupi e preoccupi di poterle trasmettere a quelli che a loro succederanno, perché oggi i giovani non si affiancano a quelli che sanno perché hanno per lungo tempo praticato, ma li sostituiscono dopo che se ne sono già andati. Nel rispetto dei nuovi numeri della produttività.

Tanto saranno le matrici delle procedure a guidarli nella più rigida obbedienza, senza ammettere colpi di fantasia e devianze creative considerate presuntivamente pericolose. Sarà il grande fratello dell’informatica e dei consulenti a provvedere a quanto serve,

Avete notato come le compagnie siano sempre gremite di consulenti alacremente impegnati nel rinnovare prodotti, procedure, procedure e prodotti? Avete notato che quando i consulenti non sono momentaneamente presenti ci sono comunque batterie di scrivanie vuote dedicate e pronte ad accoglierli alla prossima fusione o riorganizzazione o cambio di amministratore delegato o CEO, come meglio oggi si deve dire?

E’ una rivisitazione di quel titolo di film “Tempi moderni” di vecchia cara memoria e di inesorabile perdurante attualità. Dimenticando, o meglio imponendoci di dimenticare, che dentro e davanti agli schermi dei computer ci sono sempre e ancora  uomini, con pensieri, ricordi e futuro che vorrebbero ancora poter raccontare e mettere a frutto, per ricuperare quell’orgoglio di appartenenza e di risultato riconoscibile che sembrano aver irrimediabilmente perduto.

Speriamo non per sempre.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...