City Insurance cessa di operare: tocca ora alle Aziende Sanitarie provvedere in proprio.

COMUNICATO STAMPA DEL 2 LUGLIO 2012

Con Provvedimento n. 2988 del 2 luglio 2012, disponibile sul sito dell’Autorità (www.isvap.it), l’ISVAP ha disposto nei confronti di Societatea de Asigurare Reasigurare City Insurance S.A. (in breve, City Insurance) il divieto di assunzione di nuovi affari, sul territorio della Repubblica Italiana, con effetto immediato ai sensi dell’art. 193, comma 4, del Codice delle assicurazioni.

A seguito di un’istruttoria protrattasi per più di un anno, durante il quale l’ISVAP ha svolto anche accertamenti ispettivi sia presso il Rappresentante fiscale di City Insurance che presso 12 intermediari nazionali di cui la medesima impresa si è avvalsa, è emersa l’esistenza di un’articolazione operativa della compagnia tale da configurare una governance solo formale in Romania ed una governance sostanziale della società, stabilmente insediata in Italia, ed attuata attraverso l’attività di alcuni intermediari. City Insurance ha raccolto affari, quasi esclusivamente in Italia, nel campo delle garanzie fideiussorie e, a partire dal secondo semestre 2011, anche in quello delle garanzie di responsabilità civile generale a favore di Enti pubblici territoriali e, da ultimo, anche di Aziende Sanitarie Locali (ASL).

Affari, questi, caratterizzati da elevati importi assicurati che, se non onorati da City Insurance, andrebbero a gravare sul bilancio dell’Amministrazione pubblica.

Tenuto conto delle ripetute richieste d’intervento da parte dell’ISVAP nei confronti dell’Autorità di vigilanza romena (Insurance Supervisory Commission – ISC) – l’ultima in occasione del comunicato stampa della Guardia di Finanza del 17 aprile 2012 concernente le iniziative giudiziarie intraprese dalla magistratura italiana nei confronti di City Insurance – e del fatto che ad oggi ISC non ha adottato alcun provvedimento, l’ISVAP ha ritenuto necessaria ed indifferibile l’adozione di un intervento d’urgenza al fine d’impedire che siano compromessi gli interessi degli assicurati italiani.

L’Autorità ricorda che in base al c.d. principio dell’home country control, come definito dalle direttive comunitarie e recepito nell’art. 193, comma 1, del decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005 (Codice delle assicurazioni), l’attività svolta in Italia da imprese aventi sede legale in un altro Stato Membro S.E.E., in regime di stabilimento e/o di libera prestazione di sevizi, è sottoposta, in ogni caso, alla vigilanza prudenziale dell’Autorità del Paese in cui è ubicata la sede legale. City Insurance è sottoposta, per i profili di solvibilità e stabilità, al diretto controllo dell’ISC che è l’Autorità designata ad adottare le eventuali misure di vigilanza prudenziale legate a Comunicato stampa su Provvedimento City.doc 2 problemi di natura patrimoniale o per mancanza di copertura delle riserve tecniche o del margine di solvibilità.

Eventuali richieste di informazioni e/o reclami in questi casi possono essere presentati direttamente all’organo di vigilanza competente, ossia quello del Paese in cui ha sede l’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto o all’ISVAP, che provvederà all’inoltro, dandone notizia al reclamante. Si invitano gli Organi di informazione a dare il massimo risalto al presente comunicato nell’interesse dei consumatori.

Purtroppo, qualcuno direbbe forse per fortuna, è successo quello che gli addetti ai lavori temevano da tempo. La compagnia assicurativa con solo apparente targa estera è ora costretta a subire la sostanza del provvedimento che l’ISVAP ha ritenuto di emanare e cioè

“il divieto di stipulare nuovi contratti nel territorio della Repubblica italianaitaliana, con gli effetti di cui all’articolo 167 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni)”

Art.167. Nullità dei contratti conclusi con imprese non autorizzate.

1. È nullo il contratto di assicurazione stipulato con un’impresa non autorizzata o con un’impresa alla quale sia fatto divieto di assumere nuovi affari.

2. La nullità può essere fatta valere solo dal contraente o dall’assicurato. La pronuncia di nullità obbliga alla restituzione dei premi pagati. In ogni caso non sono ripetibili gli indennizzi e le somme eventualmente corrisposte o dovute dall’impresa agli assicurati ed agli altri aventi diritto a prestazioni assicurative.

Si chiude così un’altra pagina di una storia di assicurazioni malate, di coperture contratte “da parte soprattutto di Enti pubblici territoriali e, da ultimo, anche da parte di Aziende Sanitarie Locali (ASL), che hanno rappresentato come gli elevati oneri assunti, laddove non onorati da City Insurance, andrebbero a gravare sul bilancio dell’Amministrazione pubblica considerato anche che il capitale sociale dell’impresa appare non adeguato con conseguente grave rischio di insolvenza” (come recita il provvedimento).

Finalmente l’organo di vigilanza ha accertato che “che la costituzione di una sede legale in Romania è del tutto artificiosa ed ha avuto il solo scopo di ostacolare la vigilanza italiana sull’impresa” e che ha evidentemente speculato prevalentemente nel settore medico sanitario, quanto mai in perenne caccia di coperture possibili, in un mercato assicurativo nazionale ridotto  ormai a poche compagnie soliste disposte a trascrivere nei propri bilanci affari di medical-malpractice.

E adesso si materializzano i problemi che in molti esorcizzavano prima che ciò che è successo succedesse.

Per gli intermediari, che hanno proposto le coperture con questo marchio, ma piazzando pur sempre i rischi con una compagnia che era ai tempi autorizzata all’esercizio in Italia e che forse temono di essere chiamati in causa dalle aziende sanitarie loro clienti.

Per le stesse aziende sanitarie, che si trovano ora senza alcun velo di copertura e che devono forzatamente provvedere a quella autoassicurazione, tanto facilmente declamata ma di poco immaginabile difficoltà realizzativa. Che si trovano precipitati nella necessità di gestire richieste di risarcimento, contenziosi legali e reperimento di risorse finanziarie dedicate.

Insomma un gran lavoro per tutti, ma da svolgere con l’ansia e l’angoscia dettate dalla repentinità, e in quanto tale gran cattiva consigliera.

E tornano alla mente le tante volte in cui chi scrive, e qualche altro,  alla domanda “ma perchè proprio questa compagnia?” ricevevamo come risposta “ una gara,  una compagnia regolarmente autorizzata,  una regolare aggiudicazione, che volere di più?“.

E tutto questo in un momento di spending review imperante e redditualità individuali indebolite, che certamente non concorrono a un facile tamponamento delle conseguenze economiche che ne deriveranno.

Il mercato dovrà dare ora dimostrazione di una reverse capability realmente praticabile, mettendo in campo professionalità alternative ma complementari, per gestire quello che resta di una utopia prevedibilmente e bruscamente interrotta.

Nel frattempo, ferma restando naturalmente la possibilità di impugnazione del provvedimento nei termini previsti  presso il TAR del Lazio, il sito web della compagnia   continua imperterrito a raccontare i vantaggi di una assicurazione City Insurance, ma sul web nulla può nè l’ISVAP nè altri.

E’ la libertà del digitale.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...