Terremoto senza ANIA

Non possiamo non averlo notato, da quando si sono verificati i primi danni conseguenti al recente terremoto che ha colpito l’Emilia, e non solo, l’ANIA non ha ritenuto di dire, scrivere, provvedere, esprimere solidarietà verso alcuno. La sua assenza è stata totale, confermando una incapacità di comunicare, nota da tempo,  anche nell’ambito della retorica più ufficiale e scontata.

E non si può certo dire che le assicurazioni non siano state toccate da quegli eventi , vuoi per i sinistri da liquidare, vuoi per le difficoltà dei premi da esigere, vuoi soprattutto per gli intermediari presenti su quei territori, impegnati, nello stesso disagio dei  propri clienti,  a continuare a garantire servizi e assistenza. Ancora una volta è stata l’ISVAP , con una sua circolare,   a invitare le compagnie a prorogare perlomeno i termini di pagamento dei premi in scadenza.

L’unico riferimento al terremoto fatto dall’ANIA è consitito nel riportare sul proprio sito web quell’ormai noto documento sui possibili schemi assicurativi per garantire i danni conseguenti alle catastrofi naturali.

Quasi un richiamo beffardo e di cattivo gusto nel rappresentare quello che si sarebbe potuto fare e che ora, in mezzo ai detriti e ai visi stanchi degli sfollati, serve solo a sfoggiare una teoria incapace di essere sostituita da umana e pratica solidarietà.

E poi chi scrive e pochi altri insistono nel dire che le assicurazioni devono recuperare e riaffermare il proprio ruolo sociale,  all’interno di un Paese dove le persone soprattutto,  le imprese e l’economia in generale, sono quotidianamente alla ricerca di quantomeno marginali segnali di stabilità e di ripresa.

Credo che tutti abbiano apprezzato la decisione dell’ISVAP di rinunciare alla propria assemblea annuale,  per confermare con i fatti l’utilità, per un ente pubblico, di testimoniare concretamente ogni possibile tentativo di risparmio a vantaggio della comunità.

L’ANIA, che pubblica non è, avrebbe potuto fare altrettanto, rinunciando alla stonata rappresentazione del salotto delle vanità partecipative, personali e aziendali, all’interno del quale ogni partecipante ascolta distrattamente la cantilena della lettura della relazione del presidente, sicuro di farla successivamente per proprio conto al fresco dell’aria condizionata nel proprio ufficio. E magari trasformare il risparmio in un segnale di tangibile vicinanza a clienti e danneggiati ancora accampati fuori dalle proprie case, e magari senza poter ancora lavorare.

Ma i ricoverati nelle tendopoli del dopo terremoto proprio di aria condizionata hanno ancora bisogno, e vorrebbero sentire al proprio fianco assicuratori rassicuranti e non solo gabellieri di premi da esigere. Ma questo è ruolo e impegno che gli intermediari presenti sul territorio fanno da sempre e spontaneamente, malgrado le proprie compagnie mandanti, che non hanno avuto sensibilità e tempo per suggerire all’ANIA comportamenti migliori.

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