Terremoto e Compagnie di Assicurazione. La necessità di ricostruire un dialogo sociale per il nostro Paese.

E’ dello scorso 9 Giugno il comunicato Terremoto Emilia: domande e risposte della Protezione Civile, con il quale si tenta di dare risposte alle tante domande che ogni cittadino, e ancor più quelli direttamente coinvolti dal sisma in Emilia, pone in merito alla possibilità e probabilità che nuove scosse possano interessare il nostro territorio.

Ma la premessa e conclusione della Commissione Grandi Rischi rimane sempre la stessa: con riferimento alla possibilità di prevedere terremoti, si ricorda che gran parte del territorio nazionale è caratterizzato da pericolosità sismica e che quindi non si può escludere che in qualsiasi momento possano verificarsi terremoti anche di forte intensità in altre aree del Paese.

La stessa commissione ha confermato la classificazione sismica attualmente vigente che ha assegnato a queste zone una magnitudo di massimo 6.2. Anche i valori dello scuotimento del terreno registrati nelle ultime settimane sono compatibili con quanto previsto dalla classificazione sismica. A tutt’oggi non ci sono pertanto elementi per concludere che la sequenza sismica emiliana sia un evento non contemplato dalla normativa vigente.

Tutto questo per introdurre una riflessione su quanto faranno, o sarebbe meglio dire vorranno fare, le compagnie di assicurazione a fronte di una prevedibile ascesa di richieste di quotazione e possibile copertura dei rischi di terremoto e altre calamità naturali.

Il recente decreto con il quale si escludono interventi pubblici per il risarcimento di danni a fabbricati causati da calamità naturali non può non diventare una sollecitazione alla domanda di alternativa copertura assicurativa individuale.

I danni dell’ultimo sisma ancora in corso hanno dimostrato che le coperture assicurative catastrofali,  spesso esorcizzate con inutili scaramanzie e rifiutate unicamente per risparmiare spese considerate di sottostante priorità, possono invece rappresentare un investimento necessario per garantire sviluppo e continuità economica del territorio.

La devastazione di fabbricati civili, e ancor più di insediamenti industriali dovuta al perdurante terremoto in Emilia e zone limitrofe, ha evidenziato una rappresentazione socio-economica di accentuata gravità, che non ha precedenti nemmeno nel lontano terremoto che colpì i territori friulani.

Constatare come sia ogni settore dell’economia locale a mostrare laceranti ferite di una imprenditoria mutilata nelle sue espressioni più avanzate e floride, dall’industria all’agroalimentare fino alla agricoltura più tradizionale, è la rappresentazione di quanto siano pesanti i danni conseguenti alla sospensione o cessazione di attività produttive, forse ancora più rilevanti, e di maggior impatto nella loro durata temporale, dei danni ai fabbricati.

Anche se la classificazione sismica precedente  viene confermata nella sua validità attuale non possiamo non prevedere che l’atteggiamento delle compagnie sarà più analitico, riflessivo e selettivo. Certamente prima di loro saranno i riassicuratori a dettare regole e limiti delle eventuali sottoscrizioni di nuovi rischi e del mantenimento di quelli già in copertura.

Saranno comportamenti socialmente disponibili se si prenderà coscienza che, visto il fallimento, o forse per qualcuno suona meglio chiamarlo accantonamento, di un progetto nazionale di copertura obbligatoria (vedi a questo proposito lo studio redatto da ANIA e Guy Carpenter),  il problema dei danni da catastrofi naturali è un argomento di caratteristica congiunturale permanente, che merita di essere preso in considerazione con l’attenzione degna di una società civile.

Che riesce a coniugare statistiche e coefficienti di rischio con un principio di solidale mutualità tra imprenditori assicurativi e non, per proteggere i bisogni di cittadini e imprese, per accompagnarli  verso una possibile uscita dalla strettoia economica che il nostro e altri Paesi stanno ancora faticosamente attraversando.

E’ un’altra grande occasione per riavvicinare polizze e clienti, sostenendo un investimento di fiducia e affidabilità che per troppo tempo è stato trascurato e svuotato dei suoi contenuti più essenziali.

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