Le Generali licenziano Perissinotto e affidano a Mario Greco il comando a Trieste.

2/06/2012 – COMUNICATO STAMPA – Milano 

Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali, riunitosi sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, ha deliberato a maggioranza di revocare i poteri conferiti a Giovanni Perissinotto quale Amministratore Delegato e Group CEO della Compagnia, in ragione dell’esigenza di operare un’iniziativa di discontinuità gestionale. L’organo amministrativo ha, inoltre, deliberato la risoluzione del rapporto di lavoro dipendente che Giovanni Perissinotto ha in essere con la Società, quale Direttore Generale.

Il Consiglio di Amministrazione ha espresso a Giovanni Perissinotto il forte ringraziamento per l’attività svolta in oltre 30 anni di attività nell’interesse della società e del Gruppo.

In questo quadro, il Consiglio di Amministrazione ha, quindi, deliberato di attribuire temporaneamente al Presidente della Società i medesimi poteri già attribuiti a Giovanni Perissinotto, unitamente alla carica di Group CEO, in coerenza con quanto previsto dalla policy del piano di successione in caso sostituzione del Group CEO.

Il Consiglio di Amministrazione, infine, ha deliberato di proporre a Mario Greco la sua nomina a Direttore Generale e Group CEO, che avverrà previa sua cooptazione nel Consiglio di Amministrazione successivamente alla risoluzione del suo rapporto di lavoro con il gruppo Zurich.

Con questo comunicato stampa delle 15.21 di oggi , pubblicato anche sul sito web della compagnia, Giovanni Perissinotto, sino a questa mattina Group CEO, Amministratore Delegato e Direttore Generale della Compagnia triestina, termina la sua ultra decennale carriera tutta spesa all’interno di Generali.

E’ la fine di una disputa giocata tra l’amministratore uscente e una componente significativa dei consiglieri, che ha creato anche concrete fratture tra gli amministratori della compagnia.

E’ un epilogo disallineato da quello che per molti era lo stile distintivo della compagnia, fatto di quella discrezione che ha portato sempre a tenere fuori dai riflettori ogni intreccio e ricomposizione delle coordinate del potere dell’azienda.

Non è, come ha anche detto prima dell’odierno CdA uno degli amministratori, una bella immagine che l’Italia della finanza ha dato di sè.

Vale per la inconsueta brutalità della iniziativa di risoluzione di ogni rapporto fiduciario con l’ormai ex CEO e dipendente Perissinotto, vale per il tenore della lettera che lo stesso ha inteso indirizzare ai consiglieri prima del duello odierno.

E’ datato 20 Giugno 2007 il mio post intitolato Mario Greco lascia: la storia si interrompe, che concludevo con l’auspicio “che il nostro mercato non perda la possibilità di rivedere presto Mario Greco in una nuova e migliore opportunità“.

Sono serviti cinque anni per fare sì che il  manager napoletano completasse il suo esilio dorato tra gli gnomi di Zurigo, per approdare in un altro golfo, quello di Trieste, dove lo aspetta un incarico di grande impegno e di ancor più grandi aspettative da parte di coloro i quali gli hanno voluto affidare la fiducia di una migliore redditività dei propri capitali.

Uscito Cucchiani dal vertice assicurativo di Allianz ecco un altro ex McKinsey boy insediarsi nella posizione di vertice del gigante mondiale delle assicurazioni di casa nostra.

Vi ritrova un altro ex collega della consulenza, quell’Ing.Paolo Vagnone che proprio sotto la sua gestione nell’allora RAS avviò al settore assicurativo, e che ora riveste la inedita carica di Country Manager per l’Italia e direttore generale.

Ritrova anche qualche altro manager di seconda linea migrato da RAS verso altre compagnie  successivamente inglobate in Generali.

Per la prima volta alla testa del gruppo viene nominato un assicuratore estraneo al gruppo stesso. La centenaria tradizione di attingere alle risorse interne per le posizioni di vertice è stata interrotta, così come fa anche notare  in un comunicato diffuso dal GAA degli agenti Generali il suo Presidente Vincenzo Cirasola , che auspica invece una soluzione nel segno della continuità.

Spetterà a Greco riorientare le politiche di Generali per tentare di garantire quei mancati risultati imputati a Perissinotto, ma non sarà certamente impresa semplice. L’azienda Generali è macchina complessa, con una schiera di dipendenti e dirigenti che ha sempre fatto dell’irrinunciabile identità di appartenenza al marchio alato motivo di orgoglio inossidabile e forte coesione interna.

Animatore o risanatore che sia quello che Greco si attribuirà come ruolo di indirizzo non sarà certamente lavoro facile, in un contesto generale che continua a non favorire slanci nei risultati, ancora fortemente ostacolati dalle perduranti contingenze economiche e recentemente aggravati dalla sinistralità delle  recenti calamità naturali.

I triestini sono provincialmente diffidenti per natura verso chiunque venga da sponde lontane, per parlata e per tradizioni, ma ormai si sa,  le Generali al vernacolo dei propri fondatori hanno ormai da tempo preferito l’esperanto dei numeri.

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