La necessità delle polizze per le calamità naturali.Il coraggio della verità.

Sono apparse in Rete, in questi giorni immediatamente successivi al terremoto che ha colpito ampie zone dell’Emilia e anche della Lombardia, dichiarazioni di incauto e improvvisato ottimismo circa la immediata inapplicabilità del Decreto n.59/2012, all’interno del quale è contenuta la nuova norma che vede lo Stato non più coinvolto nei risarcimenti per danni a fabbricati in conseguenza di calamità naturali.

C’è chi invoca la fase transitoria che dovrà essere prossimamente  regolamentata, c’è chi attribuisce alle ordinanze, conseguenti alla iniziale dichiarazione dello stato di emergenza per i primi 60 giorni, la certezza che del provvedimento oggetto del decreto non si terrà immediatamente alcun conto.

Credo che dobbiamo fare tutti, organi di informazione in testa, uno sforzo di categorica chiarezza per allontanare il pericolo di illusioni e aspettative ingiustificate, a danno di chi, con persone e cose, ha subito quello che nessuno di noi vorrebbe mai attraversare in prima persona.

Il Decreto è entrato in vigore il 17 maggio 2012, il Regolamento di attuazione che sarà predisposto definirà le intravedibili agevolazioni e incentivazioni,  probabilmente fiscali, che si accompagneranno alle nuove stipule di coperture assicurative dedicate alle calamità naturali. E questi sono a oggi i fatti.

Se poi il decreto sarà, al momento della sua conversione, assoggettato a modifiche migliorative, nel senso di maggior favore per i danneggiati, sarà cronaca dei mesi che verranno. Esiste naturalmente anche l’ipotesi di decadenza del decreto qualora lo stesso no sia convertito entro i 60 giorni previsti, ma la sussistente fragilità economica del nostro Paese non credo possa fa sperare che emergano risorse tali da permetterne la cancellazione.

Credo che basti a fugare ogni inutile dubbio ascoltare quanto è stato trasmesso i questo  stralcio dell’intervista al Premier Monti durante la sua visita dei luoghi colpiti dal terremoto a Finale Emilia.

Non c’è traccia di alcun possibilismo che possa stravolgere, perchè di stravolgimento si tratterebbe, quanto è stato definitivamente deliberato dal decreto in questione.

E se non bastasse a convincere i “terremoto-scettici” basta dare uno sguardo alla Ordinanza del 22 maggio scorso con la quale si dettagliano i provvedimenti economici stabiliti per sostenere la  alternativa alla sistemazione alloggiativa in aree di accoglienza e strutture pubbliche e private, anche di tipo alberghiero, prevedendo un contributo per l’autonoma sistemazione

Il Governo ha deciso di porre fine alla sequela di discussioni e proposte che da oltre dieci anni hanno occupato assicuratori, legislatori e riassicuratori, scegliendo la strada più semplice: non occupandosene più e demandando ai cittadini l’aggravio della ricostruzione dei fabbricati.

Come ho già avuto modo di scrivere tocca agli assicuratori fare ora la propria parte, perchè sono già iniziate le richieste di preventivi e di informazioni da parte dei cittadini, giustamente preoccupati e occupati a contingentare le proprie risorse per evitare strvolgenti imprevisti di spesa.

Le compagnie dovranno cominciare a esprimersi, quotare o riconsiderare tassi e livelli di esposizione, sfuggendo contemporaneamente a ogni tentazione discriminatoria e speculativa. Svincolandosi dal silenzio attendista che da sempre ha contraddistinto la associazione di categoria e che perdura anche in questa circostanza.

Potrebbe essere una occasione importante per riavvicinare con fiducia assicurati e assicuratori in un clima di reciproco rispetto collaborativo, e dichiarando intenti e limiti di ogni buona volontà professionalmente possibile. Altrimenti sarà un’altra occasione perduta.

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