Il terremoto in Emilia: una imperdibile occasione per il riscatto sociale dell’attività assicurativa italiana.

Il forse troppo recente DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012  n. 59 recante Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile è entrato in vigore 17 maggio 2012. Appena in tempo per poter risultare applicabile al terremoto che ha colpito l’Emilia in queste ultime ore.

Sembra la beffa della norma sulla imprevedibilità della natura e delle sue regole mai completamente conosciute.

Il decreto prevede l’emanazione, entro i 90 giorni successivi alla sua entrata in vigore, del Regolamento di attuazione degli scopi che le nuove regole si prefiggono. Sembravano tempi ragionevolmente brevi ma sufficienti,  entro i quali poter costruire ipotesi di applicabilità in qualche misura a favore dei cittadini. Ormai obbligati a stipulare coperture assicurative contro le calamità naturali, a fronte di uno Stato che per i conseguenti  risarcimenti e indennizzi  a  fabbricati ha deciso di non volersene più occupare.

Pensavamo alle reazioni del mercato delle compagnie, a quelle dei consumatori, alle attività degli intermediari. Pensavamo a proposte, discussioni, critiche e dibattiti con tutto l’inevitabile corollario di scritti e parole, tanto ci sarebbe stato tutto il tempo per argomentare e forse nuovamente deliberare.

Ma come spesso succede la natura ogni tanto alza il suo ammonimento, per ricordarci che tutto esiste malgrado noi e le nostre previsioni, che i tempi e le scadenze di noi, suoi umani sottoposti,  sono convenzioni figlie di  comportamenti poco utili per provvedere e capire.

E’ un collaudo anticipato che nessuno ha avuto il tempo di immaginare per le conseguenze che comporterà.

Le nuove norme contenute nel decreto hanno alcuni caposaldi sui quali qualcuno tenterà comunque di discutere  alla luce di quanto è appena successo.

  • la esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati
  • previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione
  •  la norma prevede che per calamita’ naturali o connesse con l’attivita’ dell’uomo che in ragione della loro intensita’ ed estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo possa essere dichiarato lo stato di emergenza per un periodo iniziale di 60 giorni al massimo prorogabili per altri 40.
  • per l’attuazione degli interventi da effettuare durante lo stato di emergenza dichiarato, si provvede anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati nel decreto di dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico
  • Con le ordinanze si dispone esclusivamente in ordine alla organizzazione dei servizi di soccorso e assistenza ai soggetti colpiti dall’evento, nonche’ agli interventi provvisionali strettamente necessari alle prime necessita’ nei limiti delle risorse disponibili, allo scopo finalizzate

Personalmente non credo alla discutibilità sulla immediata applicabilità della nuova norma. Se così fosse bisognerebbe provvedere con un intervento straordinario, che susciterebbe critiche e determinerebbe un precedente inopportuno.

E allora non rimane altro che accelerare a gran voce  l’emanazione del regolamento applicativo, e provvedere a tutto quello che è legato alla stipula delle estensioni o nuove coperture. Evitando per quanto possibile differenze, discriminazioni e speculazioni.

Sarà un’altra importante prova della auspicabile capacità di coesione sociale e economica del nostro Paese, con i riflettori puntati sul settore assicurativo tutto.

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