Assicurazioni per le Calamità Naturali in dirittura d’arrivo. La Protezione Civile esclude l’intervento statale anche parziale per i danni subiti da fabbricati

DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile.  (GU n. 113 del 16-5-2012 )

Entrata in vigore del provvedimento: 17/05/2012  

 

Art. 2                                                                                    

Coperture assicurative su base volontaria contro i  rischi  di  danni derivanti da calamita’ naturali  

  1. Al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo  per  la copertura dei rischi derivanti da calamita’ naturali sui  fabbricati,a  qualunque  uso  destinati,  ed  al  fine  di  garantire  adeguati,tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle  esigenze  di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti  da  calamita’  naturali,  possono essere estese ai rischi derivanti da calamita’  naturali  le  polizze assicurative  contro  qualsiasi  tipo  di  danno  a   fabbricati   di proprieta’  di  privati.  Per  favorire  altresi’  la  diffusione  di apposite coperture assicurative contro i rischi di danni derivanti da calamita’ naturali, i premi relativi all’assicurazione per danni, per la  quota  relativa  alle  calamita’  naturali,  ovvero  relativi   a contratti di assicurazione appositamente stipulati  a  copertura  dei rischi di danni  diretti  da  calamita’  naturali  ai  fabbricati  di proprieta’ di privati a qualunque uso  destinati,  sono  disciplinati con il regolamento di cui al comma 2.

  2. Con regolamento emanato  entro  novanta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto, ai  sensi  dell’articolo  17, comma 2, della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su  proposta  del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto  con  il  Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti la Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano  e  l’Istituto per  la  vigilanza  sulle  assicurazioni  private  (ISVAP),  che   si esprimono entro trenta giorni, sono definiti modalita’ e termini  per l’attuazione del comma 1 senza nuovi o maggiori oneri per la  finanza pubblica, anche sulla base dei seguenti criteri:  

    a) estensione della copertura assicurativa del rischio  calamita’ naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati  privati  contro qualsiasi danno;

    b) esclusione, anche  parziale,  dell’intervento  statale  per  i danni subiti da fabbricati;

    c) incentivazioni di natura fiscale, nel rispetto  del  principio dell’invarianza di gettito, tramite  regimi  agevolativi  all’imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilita’, anche  parziale, del  premio  dalla   base   imponibile   ai   fini   IRPEF   e   IRES dell’assicurato;

    d) previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione.

  3. Al fine della predisposizione del regolamento di cui al comma 2, il Dipartimento della  protezione  civile  provvede  ad  acquisire  e trasmettere ai Ministeri concertanti, entro 30 giorni dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto, ogni elemento necessario  per la valutazione degli effetti derivanti dall’introduzione  del  regime assicurativo di cui al comma 1, in particolare:

    a) mappatura del territorio per grado di rischio;

    b) stima della platea dei soggetti interessati;

    c) dati percentuali sull’entita’ dei contributi  pubblici  finora concessi in caso di stato di emergenza;

    d) simulazione dei premi, suddivisi per  tipologia  di  copertura assicurativa.  

E’ stato pubblicato il 16 Maggio scorso il Decreto attraverso il quale si pone mano alle Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile, all’interno del quale l’art.2 è dedicato alle Coperture assicurative su base volontaria contro i  rischi  di  danni derivanti da calamita’ naturali .

Come ormai spesso succede nei provvedimenti di recente emanazione la chiarezza espressiva delle norme mantiene ampi, troppo ampi forse, spazi di interpretabilità lessicale. Anche in questo caso sarà il conseguente regolamento applicativo a definirne meglio i contorni e la portata.

A fronte della unica certa e indiscutibile affermazione espressa dal comma   2-b) esclusione, anche  parziale,  dell’intervento  statale  per  i danni subiti da fabbricati;  il resto del provvedimento sembra determinare o autorizzare pleonasticamente ciò che già appartiene alle possibilità del mercato, e cioè la possibilità di prestare o di estendere la garanzia assicurativa ai sinistri determinati da calamità naturali.

Sarà certamente l’esclusione di ogni intervento statale per eventuali danni a fabbricati il forte stimolo per i cittadini e motivo di approfondimento per gli assicuratori affinchè queste coperture abbiano la possibilità di diffondersi e trovare lo spazio riassicurativo di cui necessitano.

Delle assicurazioni per le  calamità naturali si parla, scrive e disserta da troppi anni senza aver mai raggiunto uno stato di fatto definitivo. Si è scelta la base volontaria di sottoscrizione per non imporre ai cittadini una eventualità di spesa obbligatoria che avrebbe indubbiamente avuto il colore di una nuova imposizione fiscale.

Resta però l’interrogativo che sempre si pone quando l’obbligo (o il non obbligo come in questo caso) di stipulare non trova il corrispondente contrappeso dell’obbligo a contrarre da parte delle Compagnie. In questo caso lo Stato si è ufficialmente e definitivamente sottratto a ogni futuro e eventuale intervento risarcitorio, affidando al mercato la responsabilità sociale delle proprie azioni.

E in un Paese dove le ferite del terremoto d’Abruzzo sono ancora aperte e dolorose non è compito di poco conto.

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