Non svegliate gli Assicuratori.

Non pubblico un post da quasi un mese e la cosa non ha certamente alcun peso per coloro i quali leggono di tanto in tanto il mio blog. Ne ha però per chi ha consapevolmente deciso di restare in silenzio alla finestra,  per tentare di cogliere un qualche spunto di interesse dai fatti che succedono, o che non succedono, tra polizze e assicuratori.

Mi crea imbarazzo, e sono certo di non essere l’unico, l’assistere al prolungarsi di una gestione interinale del nostro Paese che, come tutte le gestioni interinali che gli agenti assicurativi conoscono molto bene, trascina la propria attività nella quasi unica pedanteria delle adempienze alle procedure.

Mi imbarazzano le affermazioni di alcuni degli attuali gestori quando ad esempio , precisando la propria origine regionale, ne  sottolineano la conseguente  abitudine al lavoro, quasi che esistesse una scala di predisposizioni lavorative graduata con criteri altrettanto regionali.

Mi imbarazzano le motivazioni poste da qualche altro della squadra, quando argomenta sulla inopportunità di tornare a considerare come prima casa quella degli anziani ricoverati stabilmente in una casa di riposo, come dettata dalle prevedibili manipolazioni dei familiari, che, per pagare una IMU ridotta, avrebbero la tentazione di provvedere a ricoveri di comodo, ignorando che una retta annuale comunemente di oltre 30.000,00 euro darebbe convenienza per importi di IMU ben superiori, e quindi riferiti a patrimoni immobiliari cospicui, e in quanto tali di minore impatto sociale.

Mi imbarazzano le invocazioni alle liberalizzazioni come strumento per esorcizzare la stagnazione produttiva quando in assicurazioni questo viene risolto con un obbligo a accompagnare il preventivo della compagnia rappresentata con altri due della concorrenza, ignorando che il mercato della RCAuto obbligatoria rappresenta un mercato assicurativo saturo per definizione, e che  se anche accompagnassimo il preventivo di base con altri innumerevoli preventivi non favoriremmo certamente un incremento del numero delle polizze sottoscritte.

Mi imbarazzano le imprecisioni o ambiguità lessicali adottate nella stesura di certe parti dei provvedimenti posti sino ad oggi in essere, e che costringono gli addetti ai lavori a interpretazioni rocamboliche e alla speranza che sia l’ISVAP a dipanare significati e contorni di adempienza possibile.

Mi imbarazzano i silenzi di fronte alle quasi quotidiane segnalazioni da parte dell’ISVAP di compagnie non autorizzate all’esercizio della RCAuto, e i cui contrassegni fanno probabilmente bella mostra di sè su altrettanti parabrezza di automobilisti a caccia di risparmi per poter mantere ancora la propria automobile.

Mi imbarazza la attesa della ormai prossima scadenza non rinnovabile della presidenza dell’ISVAP senza che nè del candidato possibile e nè della ventilata assorbibilità da parte di altro Ente si inizi a parlare e a fare.

Ma quello che maggiormente mi imbarazza è il silenzio delle compagnie di assicurazione, che continuano a considerare il proprio portale associativo come una semplice rassegna stampa,  anche di loro stesse, pur  di non esprimere alcun punto di vista, alcuna valutazione, alcuna proposta collaborativa in un contesto economico e sociale che dovrebbe vederle invece finalmente protagoniste.

E allora possono avere ragione coloro che pensano che all’ANIA sia utile trincerarsi in posizione di retroguardia all’interno della, per molti ancora misconosciuta Federazione ABI-ANIA, nella attesa che il nuovo impianto dell’Articolo 18 possa essere lo spunto per futuri alleggerimenti di personale nel nome di possibili cali di redditività e di masse premi. Non a caso la  definizione della parte normativa del rinnovato CCNL dei dipendenti delle compagnie è rimandata agli inizi dell’autunno, mascherato da risultato della consultazione tra le parti interessate teoricamente in corso.

Gli assicuratori ancora una volta non danno una buona prova di spessore imprenditoriale, socialmente e economicamente partecipativo. Continuano a esportare nuovi prodotti e confronti dedicati alle  PMI, trascurando forse il fatto che siano proprio le PMI a soffrire maggiormente questa prolungata stagnazione produttiva.

Continuano opportunamente a evolvere i propri processi e le modalità di digitalizzazione dei documenti, ma non provvedono a dichiarare le risorse che ne risulteranno liberate come nuovi portatori di altrettanto nuove competenze, da rendere disponibili per Intermediari e Clienti allo scopo di favorirne lo sviluppo.

L’impegno non dichiarato che ognuno degli addetti percepisce è un cammino a passi decisi verso la progressiva disintermediazione dei servizi, dentro e fuori le Compagnie, e la sua prima occasione rappresentativa sarà probabilmente la materializzazione della prossima fusione del grande gruppo assicurativo italiano  già notoriamente in crisi.

E nel frattempo è la compliance che continua a impegnare i pensieri dei vertici delle compagnie, al cui rispetto sono dedicate le prevalenti risorse e energie, mentre il poco che rimane serve a gestire le attività correnti.

Senza che un futuro da raccontare e da perseguire faccia intravedere quelle prospettive di qualità e sviluppo che dovrebbero invece essere parte di altrettanto ingombro per i Custodi del Rischio,  quali gli assicuratori dovrebbero orgogliosamente tornare ad essere, per attrarre risorse e clienti verso nuovi orizzonti possibili.

Un pensiero su “Non svegliate gli Assicuratori.

  1. Concordo sul fatto che l’ANIA sia rimasta ancora nella preistoria da un punto di vista comunicativo e propositivo e che il loro portale sia solo una semplice rassegna stampa e non esprima alcun punto di vista. Ciò non aiuta a cambiare quello che i consumatori pensano delle Compagnie italiane. A titolo esemplificativo e propositivo suggerisco di dare un occhiata al sito dell’omologa canadese dell’ANIA: l’Insurance Bureau http://www.getintheknow.ibc.ca/ (in particolare al loro blog) e al loro profilo twitter https://twitter.com/insurancebureau per imparare qualcosa, che non e’ mai troppo tardi…

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