Il cosiddetto decreto liberalizzazioni ignora la cultura digitale e la nuova compliance assicurativa diventa inutile.

E’ partita da qualche giorno la nuova campagna di Allianz per andare alla ricerca di nuovi clienti RCAuto del segmento autovetture ad uso privato.

Si tratta di una quotazione rapida o meglio fast quote come meglio si addice al linguaggio delle multinazionali o delle tanto amate Apps per i nostri Tablet.

Il bello è che tutto è di una semplicità disarmante: basta inserire il nostro anno di nascita e la targa della autovettura per la quale vogliamo ricevere via mail il relativo preventivo, che avrà però una durata di sole 24 ore. Se poi ti rechi in una delle agenzie del gruppo ti verrà rilasciato un codice personale da abbinare alla tua quotazione per partecipare a un concorso che mette in palio, appunto, un quantitativo della più nota marca di Tablet.

Ma se tutto è così semplice, se la compagnia, come correttamente spiegato nella relativa informativa per la privacy, precisa che “Il servizio di quotazione veloce comporta l’acquisizione in via automatica di ulteriori dati dalla banca dati gestita dall’ANIA” perchè anche altre compagnie, portali o enti istituzionali non possono fare altrettanto?

Mi riferisco evidentemente al prossimo obbligo di accompagnare con due preventivi della concorrenza il proprio, e prossimamente in capo a tutti gli intermediari.

Gli intermediari che distribuiscono servizi e prodotti assicurativi del ramo assicurativo di danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti sono tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi, anche avvalendosi delle informazioni obbligatoriamente pubblicate dalle imprese di assicurazione sui propri siti internet.

Mi riferisco alla ingiustificata astrusità di un provvedimento che sembra voler ignorare che, come la legge, anche il Ramo RCAuto non ammette più alcuna ignoranza, vista la mole sempre in crescita di modalità e strumenti a disposizione di chi la prima polizza la cerca e di chi la vecchia pensa invece di cambiarla.

Si tratta di un ulteriore eccesso di trasparenza esasperata, che genera a sua volta un eccesso di compliance, eccesso che supera la certezza dell’informazione puntando solo all’adempimento del rispetto formale della norma.

Nella sostanza, troppi fogli da firmare ne scoraggiano la lettura e fanno sì che la cosiddetta parte debole si affidi solo fiduciariamente a chi quei fogli deve farli firmare e conservare.

Naturalmente sarebbe anche interessante spiegare ai cittadini quali siano i dati registrati sulla Banca Dati dell”ANIA, tanto per far capire meglio come si possano smontare eventuali alibi mossi a pretesto da compagnie impropriamente resistenti alle migrazioni di polizze e assicurati.

Adesso spetterà all’ISVAP dimostrare tutto il buon senso di cui è capace,  provvedendo a regolamentare in maniera semplice, logica e non ingombrante per gli intermediari, le modalità praticamente operative di questo suggestivo obbligo.

L’ISVAP predispone entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto uno standard di modalita` operative per l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 1.

Obbligo che riguarda un dovere puramente informativo da parte dell’intermediario, non preventivi offerti per una eventuale conclusione attraverso il perfezionamento di contratti di altri, e senza quindi interferire in alcun modo con presistenti obblighi di monomandato. Accompagnando in altri termini  per mano un assicurando presuntivamente orfano di cultura digitale, e in quanto tale incapace di distinguere e valutare, confrontare e decidere.

E se qualcuno pensasse di ribaltare l’obbligo in capo all’assicurando, nel dichiarare all’intermediario di aver già provveduto a informarsi su almeno altre due alternative? Sarebbe una pretesa coerente con l’era digitale di cui tutti ormai beneficiamo.

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