Pubblicato il cosiddetto Decreto Legge per le liberalizzazioni. Per le assicurazioni commenti da matita rossa.

E’ stato pubblicato ieri il

DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1  
  Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita’. (12G0009) (GU n. 19 del 24-1-2012  – Suppl. Ordinario n.18<!–
– Suppl. Ordinario n.18)
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Gli articoli che riguardano le assicurazioni sono quelli compresi tra il n.28 e 32.

Da oggi ogni commento può essere fatto, contrariamente a quelli avanzati in via ipotetica nei giorni scorsi, a pieno titolo e sulla scorta di un riscontro documentale definitivo.

Dedico qualche riflessione solamente a due dei cinque articoli di argomento assicurativo.

Art. 34 (Obbligo di confronto delle tariffe r.c. auto)

1. Gli intermediari che distribuiscono servizi e prodotti assicurativi del ramo assicurativo di danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti sono tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi, anche avvalendosi delle informazioni obbligatoriamente pubblicate dalle imprese di assicurazione sui propri siti internet. 

2. Il contratto stipulato senza la dichiarazione del cliente di aver ricevuto le informazioni di cui al comma 1 è affetto da nullità rilevabile solo a favore dell’assicurato. 

3. Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al comma 1 comporta l’irrogazione da parte dell’ISVAP a carico della compagnia che ha conferito il mandato all’agente, che risponde in solido con questo, in una misura non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 100.000.

Ancora una volta l’impressione è quella che l’estensore dei provvedimenti non abbia minimamente tenuto in considerazione la necessaria eventualità  di interpellare  esponenti del settore assicurativo, e in particolar modo gli Intermediari.

L’intenzione è chiaramente  e demagogicamente protettiva verso i consumatori (si percepisce la particolare attenzione all’argomento dell’attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio) e ammonitoria verso gli intermediari. Questi non sono tenuti a offrire altre due possibilità alternative di sottoscrizione di polizza, bensì semplicemente a adempiere ad un obbligo informativo preventivo sulle possibilità offerte dalla concorrenza.

Spericolata è stata l’iniziale interpretazione data da una delle associazioni degli agenti, che aveva interpretato l’informazione come un plurimandato imposto obbligatoriamente e in quanto tale da emendare. Si tratta di pura informazione da certificare,  attraverso una presa d’atto del cliente debitamente sottoscritta.

La norma è solo apparentemente irrilevante, esiste una mancanza di chiarezza sulla sua applicazione e applicabilità. Vediamone alcuni aspetti.

  • viene richiesto all’intermediario di presentare l’alternativa argomentando in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte . Questo significherebbe analizzare puntigliosamente limiti di copertura e condizioni in maniera intelleggibile e comparabile,  lavorando su altri testi e tariffe di polizza ragionevolmente concorrenti e con le quali dover costruire invece una approfondita dimestichezza.
  • non risulta particolarmente chiaro se le alternative debbano essere complessivamente tre (compresa quindi quella riferita all’unica mandante nel caso di agente monomandatario) oppure 3+1, e quindi complessivamente quattro.
  • non è dato di sapere con quale criterio l’intermediario possa, o debba, scegliere le compagnie concorrenti a confronto, nè tantomeno se possa adempiere all’obbligo attingendo nell’ambito delle compagnie, ancorchè appartenenti a gruppi tra loro diversi, rappresentate in proprio attraverso un plurimandato attivo, e realizzando non una semplice informazione, ma contemporaneamente una offerta alternativa.
  • non si è provveduto a imporre all‘ISVAP quello che sino ad oggi risulta impossibile utilizzando il preventivatore auto, e cioè effettuare una comparazione non singola e personale, ma anonima e panoramica, per agevolare l’intermediario nella ricerca e costruzione dell’informazione preventiva.
  • se si normano unicamente i comportamenti degli intermediari che distribuiscono polizze sembrerebbe che le cosiddette compagnie dirette siano esentate dall’obbligo informativo sulla alternativa concorrente. Se così fosse apparirebbe grave lo squilibrio a favore delle polizze vendute senza intermediario e apparentemente eccessiva la compiacenza verso le compagnie. Esentarle dall’obbligo di informativa a tutela degli assicurandi significherebbe smentire la priorità di informazione alla base del provvedimento .

Art. 28 (Assicurazioni connesse all’erogazione di mutui immobiliari)

1. Le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari se condizionano l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.

Anche con questo articolo la chiarezza è tenuta ben lontana.

La prima incomprensione riguarda la premessa:

  • anzichè come nel precedente Art.34 l’obbligo consiste nel sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi e non informare il cliente, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte …
  • offrire preventivi implica allargare l’offerta (o sarebbe forse meglio dire l’obbligo) e poterla poi conseguentemente concludere con la relativa sottoscrizione.
  • se le considerazioni precedenti fossero corrette interpretazioni della norma significherebbe qualificare, legittimandola, la funzione di intermediario dell’erogatore del mutuo disattendendo la recente disposizione dell’ISVAP (Modifiche all’articolo 48 del Regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006).
  • si ammette inoltre il condizionamento della erogazione alla sottoscrizione (non alternativa produzione  da parte del cliente di polizza contratta attraverso altra intermediazione) di polizza intermediata dall’erogante stesso.
  • non risulta chiara la applicabilità della norma: limitata alla vendita di mutui oppure anche ad altre tipologie di finanziamento, leasing, finanziamenti personali, cessione del quinto, ecc.
  • per contratto di assicurazione sulla vita si deve intendere la interpretazione lessicalmente univoca del ramo citato o la si vuole implicitamente estesa anche a prodotti del tipo CPI (Credit Protecion Insurance) ?

Quante domande, quanti dubbi su norme che dovrebbero avere un margine di interpretabilità prossimo allo zero, ma che come troppo spesso accade non hanno beneficiato di alcuna opinione consultiva preventiva. Oppure è ancora una volta solo la lobby di Banche e Assicurazioni a influenzare chi regolamenta?

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