Qualche migliaio di Bancari ti porterà la Banca a casa. La sindrome del tablet.

In un articolo pubblicato oggi da Il Sole24Ore si scrive delle riorganizzazioni del sistema bancario italiano. Viene sancita, secondo qualche esperto, la fine della stanzialità dello sportello con la  fila dei clienti in paziente attesa,  per cedere il passo a un nuovo nomadismo dei servizi.

Dopo la banca solennemente in attesa di chi vuole depositare risparmi o richiedere finanziamenti è ora il tempo della banca a domicilio. L’immagine della banca vicina al cliente invade con sempre maggiore peso lo stereotipo del servizio, che vede infatti  il cliente ad aspettare la banca comodamente seduto alla propria scrivania in ufficio o sulla comoda poltrona di casa.

Si tratta di una riorganizzazione del modello distributivo scritta nei piani di molti istituti bancari. Ma non è una idea di recente originalità bensì la risposta alla esigenza di trovare per migliaia di lavoratori, altrimenti destinati all’esubero,  una ricollocazione che ne impedisca o quanto meno ne ritardi la messa in libertà.

Gli sportelli bancari sono sempre meno affollati grazie al progredire dei sistemi  di pagamento, delle casse automatiche, dell’internet banking. Ancora una volta l’evoluzione del  processo fa diventare sovrabbondante la produttività potenziale delle risorse umane ancora a libro paga nelle banche.

E allora tutti in giro per clienti, all’insegna del suggestivo motto citato nell’articolo: prendi il tuo tablet e pedala, bancario!

E non è un caso se si cita il gadget tecnologico più venduto nel mondo nel corso del 2011, il tablet. Sì proprio quella attraente tavoletta nata per permettere di guardare in compagnia film e leggere libri e giornali online, e che sta diventando invece uno strumento di presentazione formidabile  per chiunque abbia un campionario virtuale di prodotti e servizi da vendere ai propri clienti.

Non so quanti siano ancora gli assicuratori sprovvisti di questo quanto mai utile strumento, per documentare polizze, tariffe, piani previdenziali, andamenti qualitativi del singolo cliente e interrogare in diretta gli archivi della compagnia per verificare lo stato di un sinistro. Probabilmente la maggioranza, ma presto non sarà più così, perchè la multimedialità aiuta, aiuta molto soprattutto per omologare stili di presentazione, modalità di conclusione dei contratti.

Personalmente ho visto usare il tablet per presentare le diverse cromaticità di un produttore di filati, la galleria di modelli di una fabbrica di orologi, e molto altro ancora.

Ma non è il tablet in sè la novità, è la conferma che al di là dello strumento è l’innovazione del processo a prevalere sulle competenze individuali, trasformando alla stessa stregua esperti e quasi sprovveduti in validi attori di una rappresentazione che ha una regia lontana, che possiede idee, progettazione e autorizzazioni per decidere quello che il lontano venditore può e deve presentare.

E’ il modello della nuova distribuzione nei servizi, nata tardivamente da quanto oltre oceano si è iniziato a fare oltre cinquanta anni orsono, con saponi, rasoi e detersivi. E l’uomo diventa una modalità sopportata, quasi un tool, da fa convivere con quanto il web permette di fare anche senza l’uomo. Distribuire, presentare, distribuire. Molto più facile che costruire competenze, molto più facile formare e addestrare grandi numeri di prototipi pensanti, ma uniformati.

E succede e succederà molto di più anche in assicurazioni, tra gli assicuratori che continueranno sempre più a mettersi in fila con bancari riconvertiti, promotori finanziari pentiti, e ogni altro possessore di tablet,  alla porta di improbabili clienti alle prese con i conti che grazie alla crisi non tornano più come prima.

Ma forse con le nuove liberalizzazioni, promesse e invocate, temute e celebrate, la benefica rassicurante importanza dell’esperienza tornerà utile per chi offre e necessaria per chi compra. Per sostituire il semplice consumo fondato su prezzo e convenienza con un acquisto motivato da assistenza professionale, capace di far   distinguere  proposte diverse non solo per il colore dei marchi ma soprattutto per contenuti e aderenza alle proprie necessità.

Proprio perchè saremo in tanti a bussare alle porte di altri,  ridiventare preparati e pensanti sarà qualcosa da offrire fuori del tablet!

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