Faro Assicurazioni torna ad essere in regime di liquidazione coatta amministrativa. Nuovi problemi per i Rischi in Sanità.

E’ di ieri pomeriggio il comunicato dell’ISVAP sotto riportato con la aggiunta del link al testo integrale della ordinanza a cui si fa riferimento.

 

 COMUNICATO

L’ISVAP informa che il Consiglio di Stato (con ordinanza della sez. VI n. 4205 del 28 settembre 2011) ha accolto l’appello avverso l’ordinanza del TAR per il Lazio, sez. III ter, dell’8 settembre 2011 che aveva disposto la provvisoria sospensione dell’efficacia del decreto di revoca dell’autorizzazione all’esercizio delle attività in tutti i rami e di liquidazione coatta amministrativa di Faro – Compagnia di Assicurazioni e Riassicurazioni S.p.A., adottato dal Ministero dello Sviluppo Economico in data 28 luglio 2011.

Per effetto della superiore decisione, dal 28 settembre 2011 il menzionato decreto ministeriale riacquista piena efficacia e la società Faro torna ad essere in regime di liquidazione coatta amministrativa con gli organi della procedura nominati dall’ISVAP in data 29 luglio 2011 (commissario liquidatore avv. Andrea Grosso).

Continua la alternanza di provvedimenti che riguardano la Faro Assicurazioni, che in virtù della sopracitata ordinanza del Consiglio di Stato ritorna  ad essere nuovamente sottoposta al regime di liquidazione coatta amministrativa.

Riaffiorano in tutta la loro gravosa complessità i problemi di occupazione e di copertura per dipendenti e assicurati. Per i secondi, e in particolare per le strutture sanitarie già assicurate per le garanzie di Responsabilità Civile, si ripropone il peso di un mercato prevalentemente indisponibile,  che costringerà tutte le aziende pubbliche del settore a ripensare all’argomento della gestione del rischio clinico in una ottica di necessaria autonomia preventiva.

La  implementazione di attività strutturate di Risk Management non può essere ulteriormente differita da parte di una fetta consistente di ormai ex-assicurati in Sanità, che devono definitivamente convincersi che  realizzare  una impalcatura sufficientemente autoportante di governo del rischio  è precondizione irrinunciabile,  per poter eventualmente accedere  a segmenti di copertura che possono essere ormai  immaginati solamente per picchi di rischio di consistente eccedenza.

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