Innovare e crescere nel mercato delle polizze in Italia: un opportuno incitamento dal convegno di CINEAS.

 “Innovare per crescere nel mercato assicurativo italiano”

“In un contesto nazionale nel quale lo Stato fa da balia, manca una cultura della prevenzione e l’illegalità è quanto mai diffusa, le compagnie di assicurazione hanno prevalentemente un approccio difensivo, ricercando la profittabilità di bilancio quasi esclusivamente nel ramo RCAuto obbligatorio per legge.

Ciò pone il nostro Paese all’ultimo posto in Europa nello sviluppo delle altre polizze Danni, quali Incendio, Infortuni, Malattia e RC Generale” spiega Adolfo Bertani, Presidente di Cineas, Consorzio universitario specializzato nello studio e nella formazione sulle tematiche legate alla gestione del rischio.

Per sviluppare il proprio portafoglio, le compagnie dovrebbero approcciare nuove aree di business in settori considerati più critici. Ma il contesto in cui oggi si trova ad operare il mercato assicurativo è caratterizzato da una significativa emergenza culturale, formativa e normativa. Come è possibile uscire da una tale situazione? Come può intervenire lo Stato? Cosa devono fare gli operatori assicurativi per garantire più innovazione di prodotti e di processo, maggiori investimenti e maggior orientamento verso i bisogni e le esigenze degli assicurati?

E’ stato questo il manifesto con il quale si è aperto il convegno di CINEAS  tenutosi ieri presso il Politecnico di Milano.

Presieduto dal suo Presidente Adolfo Bertani,  CINEAS ha riunito in un confronto di opinioni, spesso anche produttivamente acceso,

Roger Abravanel, Advisor e saggista;

Fabio Cerchiai, Presidente ANIA;

Giuliano Noci, Professore ordinario di marketing presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano;

Francesco Paparella, presidente AIBA

Con la premessa che il nostro mercato assicurativo non incrementa  il Ramo Danni non Auto, nel mentre la RCAuto cresce grazie ai  propri meccanismi tariffari e il Vita continua a caratterizzarsi nello sviluppo con la sua ormai  prevalente anima finanziaria, la domanda a tema del convegno è quanto mai attuale.

Di sicuro interesse la visione del settore assicurativo di chi assicuratore non è, nel documentare la inadeguatezza di politiche commerciali commisurate al nuovo contesto socio economico e culturale dei nuovi consumatori.

Dai social media ai nuovi strumenti tecnologici che permettono una vicinanza ininterrotta presso i clienti, rendendo multipli i contatti possibili nel corso dell’anno, alla necessità di nuove migliori regole che facilitino una concorrenza basata su servizio e qualità percepita, che non trovi solo nella logica di prezzo la sua essenza competitiva principale.

Se Abravanel  ha riproposto la sua tesi sulla sindrome dei colli Swarovski  il docente di marketing Noci ha puntato il dito sulla sulla incapacità del settore assicurativo di attrarre giovani talenti,  per agevolare un ricambio del management adatto ai nuovi contesti e alle nuove culture imprenditoriali.

Immancabile il  richiamo alle Reti distributive fatto dal Presidente dell’ANIA Cerchiai, che, nel dichiararsi non pregiudiziale alla molteplicità dei canali di raccolta purchè portatori di sviluppo reale, ha bacchettato gli Agenti di assicurazione, i quali , malgrado la cavalcata nella raccolta delle firme per la protesta contro il caro tariffe nella RCAuto, non hanno saputo ancora rinunciare,  a beneficio dei propri assicurati, alla quota di provvigioni sugli aumenti tariffari ritenuti spropositati . 

All’interno dei numerosi temi toccati è stata opportunamente  evidenziata la perdurante mancata cultura di Risk Management,  diffusa in tutti i settori, che il Presidente dell’AIBA Paparella ha ascritto a parziale insuccesso anche della categoria da lui rappresentata, che non ha saputo forse permeare completamente coperture e governo dei rischi,  in una complementarietà ormai indissolubilmente necessaria.

Il quadro che è emerso da questo confronto, ultimo di tanti ma forse l’unico completamente libero da sintonie precostituite dei singoli relatori, non incoraggia certo all’ottimismo, sottolineando la mancanza di attenzione da parte di un sistema politico che, secondo Cerchiai, non ha ancora capito che la società è cambiata molto più di quanto lo stesso sistema se ne sia accorto.

Rimane  in tutta la sua preoccupante evidenza il distacco che esiste ancora, e forse  in misura sempre maggiore,  tra assicuratori e i fruitori del servizio,  che non viene percepito adatto, congruo e compatibile con le nuove esigenze di chi pretende qualità e concorrenza oggettivamente comparabili.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...