Quando gli Assicuratori non si bastano più: la Federazione ABI-Ania apre a nuove partecipazioni rappresentative della finanza.

La Federazione ABI–ANIA ha superato positivamente il primo biennio di sperimentazione ed è pronta a rafforzarsi. I Comitati Esecutivi di ANIA e ABI hanno deciso all’unanimità nei giorni scorsi di modificare lo Statuto che nel 2008 diede vita alla Federazione congiunta tra le due associazioni in rappresentanza delle banche e delle assicurazioni. La Federazione apre alla possibilità di nuovi ingressi da parte delle associazioni rappresentative di imprese finanziarie ed assume quindi la denominazione di “Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza”.

Questa la sintesi del comunicato congiunto del 22 ottobre scorso.Con il dichiarato intento di rafforzarsi ulteriormente la Federazione ABI-ANIA intende aprire il perimetro della federazione a nuovi organismi, rappresentativi di altri settori del mondo finanziario. Non viene dichiarata la possibile ampiezza  del nuovo perimetro confederativo, ma è evidente che non si possono immaginare preclusioni verso  tutti quei settori che si intrecciano nella ormai fitta tessitura di  finanza e assicurazioni.

Lo hanno dimostrato anche i recenti ricorsi al Tar del Lazio contro la introduzione del Regolamento n.35 voluto dall’ISVAP, e, nello specifico, contro l’imposizione dell’ormai noto articolo 52: si tratterà sicuramente di tutte le figure che possono costituire importanti nevralgie nellla distribuzione delle polizze assicurative, accoppiando finaza e polizze in azioni classificabili più di “compattamento” che di sinergia.

Non solo Banche quindi, ma anche Società di Leasing,  Mediatori Creditizi, e forse anche le Poste, e ogni altra futuribile organizzazione di operatori finanziari non originariamente assicurativi.

Una intenzione di rafforzamento sempre più ingombrante per gli Intermediari Assicurativi tradizionali, che vedono via via ridursi gli spazi di vendita convenzionali  di un  passato ormai recente, imponendo loro nuove affinità competitive,  per continuare a manifestare capacità di altrettanta attraenza verso  nuovi e vecchi clienti.

E nessuno può permettersi di etichettare come “imprevedibile” questa diversità distributiva: il RUI annovera sin dalla sua istituzione quelle Sezioni D e E che possono essere grandi e ingombranti contenitori di popolose nuove schiere di venditori di polizze.

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