I Mutui-le Polizze-le Banche-il ricorso al TAR dell’ABI, e il silenzio dell’ANIA.

Contrariamente a quanto abbiamo letto sinora sui giornali  sono in molti ad avere fatto ricorso al Tar contro il Regolamento N.35 emanato dall’  ISVAP  lo scorso 26 maggio 2010. Non solo l’ Abi, quindi,  ma  anche   Assilea,   Ubi leasing e   Assofin  hanno deciso di contestare il divieto di distribuire polizze assicurative con la doppia figura di intermediari e beneficiari delle prestazioni garantite.

A dimostrazione quindi che gli interessi colpiti dal provvedimento del’ISVAP non sono solo quelli delle Banche, con  l’erogazione dei mutui, ma anche  delle Società di Leasing,  e degli  operatori finanziari che operano nei comparti del Credito al consumo e del Finanziamento immobiliare.

Complessivamente un monte premi probabilmente vicino al miliardo di Euro,  che ha contribuito, e soprattutto nei bilanci delle società di leasing, a bilanciare le contrazioni di ricavi negli anni di crisi del settore. Un nuovo filone collaterale di introiti che sono derivati da una facile vendita abbinata alla concessione di un finanziamento nelle sue svariate forme, e per la concessione del quale sono spesso proprio le  polizze ad assumere  il ruolo di legittimata  pregiudiziale.

Sembra sia il prossimo 13 Ottobre 2010 la data fatidica per la quale si attende la Sentenza del Tar. Sarà una decisione importante che, qualunque ne sia l’esito, segnerà un passaggio miliare nel difficile equilibrio tra i poteri forti del mercato bancario e finanziario,  e quello normativo, tutore anche degli interessi dei consumatori,  e rappresentato dall’ISVAP.

Sarà importante perchè chiarirà se la appartenenza alla Sezione D del Registro degli Intermediari da parte di Banche, Società di Leasing e Mediatori del Credito sia titolo per vendere solamente polizze assicurative che non beneficino dell’effetto volano del finanziamento erogato, parificando in tal modo argomentazioni di vendita e qualità intrinseche dei prodotti alle vendite assicurative realizzate attraverso i canali tradizionali, Agenti e Broker.

Ne abbiamo lette di informazioni distorte e imprecise sull’argomento: la attenzione dei giornalisti si è concentrata sulla facile demagogia dei contratti di mutuo e le polizze agli stessi collegate, ignorando completamente il settore del leasing, dove imprese e professionisti hanno sottoscritto contratti di lunga durata abbinati a coperture assicurative spesso rivendute con consistenti mark-up di premio o di servizio (nel caso in cui il beneficiario del leasing produca una polizza fuori dalla”convenzione” proposta), e riuscendo persino ad affermare (come nel caso del più importante quotidiano di informazione economica nazionale)  che, nella eventualità di bocciatura dei ricorsi,  i clienti “dovrebbero ricorrere a una polizza alternativa proposta solo dai broker assicurativi”.

Parole, parole, informazioni imprecise,  nella attesa che la pronuncia del Tar chiuda la prima parte di una rappresentazione che comunque avrà sicuri strascichi e altrettanto certe polemiche.

Se i ricorsi venissero accolti l’ISVAP ha già annunciato azioni resistenti, nel caso contrario ABI e gli altri riproporranno in tutte le altre sedi praticabili le proprie rinnovate istanze.

Singolare il ricorso, da parte dei ricorrenti, a un esile appiglio procedurale, a dimostrazione evidente che non esistono argomentazioni di merito valide a controbattere la valutazione di inopportuna incompatibilità, di ruolo e interesse, espressa dall’ISVAP.

Altrettanto singolari le proposte, riferite dalla stampa, di accomodare bonariamente la questione con l’impegno da parte dei banchieri di informare adeguatamente i clienti circa la possibilità di produrre alternativamente polizze sottoscritte con il proprio assicuratore abituale, ancorchè adeguatamente corrispondenti alla matrice di garanzie pretese a garanzia del finanziamento.

E pensare che siamo nell’era della trasparenza a tutti i costi e per tutti, ma evidentemente al sistema bancario non piace ancora un rapporto di parità e  reciproca dignità con i propri clienti.

E l’ANIA?

Partner dell’ABI in una impropria Confederazione  , che non ha prodotto sino ad oggi alcun risultato che ne giustifichi la esistenza, e che la stessa Autorità Garante della Concorrenza aveva a suo tempo etichettato come “patto scellerato”, ha scelto anche in questa occasione la strada del più assoluto silenzio, astenendosi da qualsiasi presa di posizione e da qualsiasi commento.

Ha riportato asetticamente i titoli che sull’argomento hanno popolato anche la  rassegna stampa sul proprio sito istituzionale. Atteggiamento neutrale o separatista nei confronti della iniziativa dell’ABI?

Probabilmente non si è data alcuna interpretazione di merito a una questione che la Associazione degli Assicuratori considera unicamente come una ininfluente controversia tra Intermediari, chi sia sia, in fondo si tratta semplicemente di allocare eventualmente in caselle diverse, nelle statistiche di fine anno, una massa premi sostanzialmente dovuta,  e che risentirebbe solamente in parte della decisione del Tar.

Oppure si auspica tacitamente una sentenza favorevole all’ABI, per scoraggiare una nuova frontiera di concorrenza tra Compagnie,  che inevitabilmente scaturirebbe dalla interruzione della spirale di obbligatorietà sino ad oggi a favore di un mini monopolio, seppur di fatto, delle banche?

Come sempre Clienti, Associazione dei Consumatori, Intermediari, continuano a essere spettatori inerti  e inermi di rappresentazioni di altri tempi. 

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