Il garante della concorrenza non premia gli Agenti per le Polizze RCAuto

L’audizione del Presidente Antonio Catricalà alla Commissione Industria del Senato della Repubblica  del 29 settembre scorso è stata dedicata alla “Indagine conoscitiva sul Settore dell’Assicurazione di Autoveicoli, con particolare riferimento al Mercato e alla dinamica dei Premi dell’Assicurazione dell’Assicurazione RCAuto”. 

L’AGCM ha avviato il 6 maggio di quest’anno un’indagine conoscitiva sull’argomento oggetto dell’audizione, ricevendo solamente in questi giorni le informazioni richieste alle Compagnie, e quindi con i risultati ancora in fase di elaborazione. L’audizione ha quindi  solamente messo in evidenza le ragioni che hanno indotto l’Autorità ad avviare una specifica analisi del settore.

La lettura del documento, Audizione 2010 del Presidente AGCM al Senato , permette di soffermarsi dettagliatamente sul resoconto fatto in commissione e su tutti gli aspetti considerati rilevanti dall’Autorità.

Certamente le osservazioni evidenziate  nella relazione non aiutano il settore assicurativo a riscattare la consolidata visione negativa che del comparto ha da sempre l’opinione comune. ancora condizionata dalla perdurante insufficienza dei risultati dell’equazione “Obbligo della assicurazione RCAuto→Competitività delle Tariffe→Distribuzione in Libera Concorrenza”.

Il quadro che se ne ricava descrive una rassegna di presunzione di  comportamenti  da parte dell’industria assicurativa italiana  tale da relegarla ancora una volta  in una sorta di consorteria corporativa,  potenzialmente dannosa per gli interessi  di assicurati e danneggiati. E su questa visione si impegna da sempre ogni movimento consumeristico nazionale e numerose testate giornalistiche.

Credo sia invece obbligatorio, per chi come questo Blog tratta di assicurazioni per gli assicuratori,  sottolineare alcuni passaggi dell’intervento che colpiscono direttamente la figura dell’Intermediario Agente di Assicurazioni.

con libere evidenziazioni di alcune parti del testo originale

(…)

La scarsa vivacità della competizione che si riscontra in questo settore è conseguenza della tenuità della concorrenza che si registra in genere nei mercati assicurativi e finanziari. Le ragioni di questo stato di cose sono da ricondurre al tipo di servizi in questione che, data la loro particolare complessità, si prestano ad essere valutati dal consumatore non direttamente, ma attingendo ai suggerimenti di determinati intermediari cui si riconosce una particolare fiducia (l’agente come l’addetto allo sportello bancario). Questa asimmetria informativa a svantaggio dei consumatori riduce di molto le possibilità di controllo critico sulle scelte di consumo e per conseguenza indebolisce il confronto concorrenziale tra le stesse imprese che offrono i servizi.

(…)

 Infine, occorrerà concentrare l’attenzione sull’andamento effettivo della distribuzione. Fintantoché il sistema poggerà sulla rete tradizionale, costituita di soggetti imprenditoriali di piccole dimensioni, sostanzialmente dipendenti da una compagnia, è difficile che il consumatore possa fruire di un servizio di assistenza qualificato in grado di aiutarlo a scegliere il prodotto assicurativo più confacente alle proprie esigenze e meno costoso. In un mercato come quello assicurativo, la ricerca della soluzione più adeguata e conveniente per il singolo è complessa e onerosa: nella maggior parte dei casi il consumatore vi rinuncia. Solo un’industria distributiva realmente autonoma dalle compagnie (i broker) sarebbe in grado di fornire quel servizio, accentuando in tal modo il confronto concorrenziale tra le stesse compagnie assicurative, che invece attualmente possono ancora contare sulla scarsa mobilità dei consumatori dovuta alla difficoltà di ricerca di alternative migliori.

 (…) 

(Quanto alla introduzione del divieto di clausole di esclusiva, dovrà essere valutata l’effettiva diffusione del plurimandato, gli eventuali ostacoli frapposti all’adozione di più mandati da parte del medesimo intermediario, le concrete modalità con le quali gli agenti plurimandatari effettuano la cernita delle compagnie da rappresentare, nonché l’effettiva incidenza della differenziazione dell’offerta rispetto al soddisfacimento ottimale del bisogno assicurativo del cliente.…) 

La figura dell’Agente di Assicurazione ne esce impietosamente indebolita.

  • Viene definito come componente informativa asimmetrica a svantaggio degli assicurati, che invece dovrebbero essere messi in grado di provvedere autonomamente al confronto qualitativo del servizio offerto. Una prospettiva esattamente contraria al punto di vista degli Agenti, che proprio della consulenza professionale al servizio dell’assistenza, nella giungla dei numerosi preventivi concorrenzialmente disponibili, fanno il loro motivo di sussistenza nella era dei preventivi in Rete.
  • Essere soggetti imprenditoriali di piccole dimensioni, sostanzialmente dipendenti da una compagnia, ostacola gli Agenti nell’essere in grado di fornire servizi e prodotti più confacenti e qualificati.
  • La autonomia e indipendenza professionale delll’Intermediario è solamente quella che appartiene alla figura del Broker, che non ostacola la mobilità dei consumatori nella ricerca di alternative migliori.
  • Gli Agenti nel completo esercizio del plurimandato dovrebbero, invece, dimostrare  le concrete modalità con le quali effettuano la cernita delle compagnie da rappresentare.

 Anche le Compagnie meritano da parte del Garante qualche sottolineatura, partendo dalla osservazione condivisibile circa la insufficienza del preventivatore dell’ISVAP,  

(…) 

Sembrerebbe che il preventivatore gestito dall’Istituto di controllo sulle assicurazioni, svolga un ruolo importante, ma non del tutto sufficiente, atteso che esso fornirebbe indicazioni limitate ai profili tariffari, senza fornire alcuna informazione sui contenuti contrattuali delle diverse polizze, che possono essere tra loro differenziati in maniera anche assai rilevante.

si auspica anche una maggiore agressività  da parte di quelle  Compagnie che, benchè distributrici di  polizze attraverso i canali diretti, oltre che quelli tradizionali  agenziali, non riescono a produrre un effettivo stres nella competizione dell’offerta.

(…) 

L’avvio della distribuzione tramite internet ha costituito sicuramente un vantaggio in termini di minori costi per l’utente (ciò si è particolarmente registrato nell’ultimo anno caratterizzato da generali incrementi), anche se non si è associato all’ingresso di nuovi operatori: si tratta, infatti, per la maggior parte delle stesse compagnie che continuano ad operare anche attraverso i canali tradizionali e ciò ha ridimensionato probabilmente l’effetto calmierante che il nuovo canale, caratterizzato da costi assai più bassi, avrebbe potuto esercitare.

(…) 

Le considerazioni del Garante andrebbero meditate e discusse in maniera approfondita da parte della categoria degli Agenti di Assicurazione. Immaginare, e addirittura auspicare,  che il settore RCAuto sia sostenuto da una capacità autonoma di offerta competitiva puramente strumentale è una presa di posizione forte e di grande provocazione.

Immaginare il settore auto indipendente, o libero, da ogni forma di intermediazione presuntivamente troppo onerosa  è una tesi che sicuramente potrà piacere alle compagnie, ma che gli Agenti devono essere in grado di discutere.

Alla luce di una prospettiva seria, realistica e consapevole,  che vede l’Intermediario svincolato da una competizione basata unicamente sulla leva del prezzo, subito e non governato. Affermando la legittimità del proprio ruolo in una alternativa e non in una contrapposizione con i broker, che sembrano piacere molto al Garante per la loro dichiarata  indipendenza.

In un mercato libero, perchè liberalizzato, nessuno o tutti devono essere chiamati a giustificare il perchè delle proprie scelte di sottoscrizione, Agenti o Broker che siano.

Ma tutti, Intermediari e Clienti, hanno il diritto di pretendere che le Compagnie si esprimano, e esercitino l’impresa assicurativa secondo rinnovate espressioni di tecnica industriale,  trasparenza,  solidarietà territoriale,  resistente contrasto alle frodi e rapportualità etica  con le Reti distributive.

E per dare un concreto avvio a una logica di trasformazione innovativa e intraprendente bisogna uscire dal silenzio e dalle trincee, come sinora Compagnie e Agenti stanno ancora facendo, privilegiando le occasioni di reciproco contributo a quelle delle sterili contrapposizioni di interesse. 

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