Ancora sulla pignorabilità delle Polizze Vita

Il Post precedente, dedicato stesso argomento della pignorabilità delle polizze vita, voleva essere unicamente il pretesto per dimostrare come siano appunto occasionali le opportunità, o forse le necessità,  di approfondimento, anche su temi delicati come questo, per apprendere, aggiornarsi e documentarsi su argomenti e concetti che siamo troppo spesso abituati a considerare indiscutibili.

Nessuna pretesa quindi di docenza improvvisata, bensì ulteriore testimonianza personale della impossibilità di definire l’aggiornamento professionale minimo necessario.

Nelle compagnie e nelle agenzie di assicurazione si parla ormai solo in chiave di prodotti, l’intermediario ne diventa spesso il distributore semi-automatico, bravo e capace unicamente in relazione ai volumi di premio generati e ai sinistri procurati.

Nelle aule di formazione si continua ancora a tentare di trasferire i concetti e principi assicurativi fondamentali, che fanno della tecnica assicurativa un requisito insostituibile,  per capire i presupposti e le inevitabili derive dei prodotti multigaranzia o vita in vendita nei vari sportelli, virtuali o reali che siano.

Mi confidava giorni fa un vecchio amico formatore assicurativo  “noi spesso ci ostiniamo a illustrare ancora fondamentali e teorie, ma dobbiamo poi fare i conti con le più svariate declinazioni che di fatto sono presenti nei vari prodotti delle compagnie, pronti a smentirci e a adattarci a ciò che il mercato ha costruito“.

Polizze in deroga ai sacri principi della tecnica assicurativa?

Possibile, ma certamente impossibile non tener conto delle intervenute mutazioni giurisprudenziali, che come in questo caso devono essere colte e recepite prontamente, ma da parte di chi, quando sono proprio le compagnie ad essere affezionate a superati principi normativi?

Codice Civile-testo in vigore dal: 1-1-1999
                                 Art. 1923.

                     DIRITTI DEI CREDITORI E DEGLI EREDI

    1. Le somme dovute dall'assicuratore al contraente o al beneficiario
    non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare.

    2.  Sono salve,  rispetto ai premi pagati,  le disposizioni relative
    alla revocazione degli atti compiuti in pregiudizio dei creditori  e
    quelle  relative  alla collazione,  all'imputazione e alla riduzione
    delle donazioni.

 In pratica tutte le polizze vita  sarebbero insequestrabili o impignorabili.

Qualcosa invece è cambiato da quando la prima sezione della Corte di Cassazione con sentenza della prima sezione civile n. 8676 del 25 gennaio – 26 giugno 2000 ha dato una lettura restrittiva all’articolo 1923, con l’obiettivo di scoraggiare chi, mediante i versamenti in un prodotto assicurativo, cercasse uno espediente  giuridico per porsi  al riparo dei creditori.

Infatti, con diversa interpretazione  la Corte di Cassazione ha sentenziato riguardo ai riscatti effettuati prima che l’evento oggetto di contratto si sia realizzato.
Le somme ricevute come riscatti anticipati da parte della compagnia a favore dell’assicurato o di chi risulta legittimato a riceverle possono essere aggredite dai creditori e confluire  nel fallimento.

In pratica, l’impignorabilità e la non sequestrabilità delle polizze miste, caso vita e morte, index e unit linked, sono diritti inviolabili se vengono portati a termine i contratti fino al verificarsi dell’evento assicurato, altrimenti se si effettua un disinvestimento anticipato si presuppone che siano stati sottoscritti solamente con la chiara intenzione di eludere i creditori.

Con la Sentenza n.1107/10 del 11/6/2010  , pronunciata dal Tribunale di Parma, ricavata dal sito dell’Avv.Paolo Righini, legale di parte attrice, viene posta un’altra seria ipoteca sul futuro della impignorabilità delle polizze vita contratte per finalità previdenziali e che rappresentano la parte  prevalente della attuale raccolta dei premi Vita.

La lettura della Sentenza ribadisce che i prodotti assicurativi di investimento “assolvono più a funzione di investimento di capitali che alla funzione di una tutela previdenziale” e conseguentemente “ne accerta e dichiara la pignorabilità”.

Trattandosi di una sentenza di primo grado sono naturalmente aperte le più svariate possibilità di diverso giudizio nei gradi successivi, se e quando vi si ricorrerà.

Un casuale esempio di occasione di stimolo personale di aggiornamento professionale  su un argomento di rilevante importanza, non citato nè tantomeno sinora ancora commentato da alcuna fonte di interesse assicurativo.

Stimolo, come abbiamo visto nel caso della sentenza della Corte di Cassazione dell’anno 2000, non ancora recepito  nemmeno dai documenti informativi delle Compagnie di Assicurazione e delle Banche,  che vendono cospicui volumi di polizzze vita allo sportello.

E se il caso si fosse orientato in altre direzioni?

Sono questi i principali motivi per i quali non credo  si possa ritenere risolutivo un aggiornamento annuale vincolato unicamente a un monte ore minimo, all’interno delle quali nè contenuti nè priorità di recepimento possono essere garantiti.

E’ la quotidiana professionalità espressa da ogni soggetto coinvolto nella filiera assicurativa, intermediari e dipendenti delle compagnie, che deve presupporre la necessità di mantenere al massimo livello possibile le proprie competenze, per l’arricchimento delle quali il tempo dedicato all’aggiornamento non può essere subordinato ad alcuna ricorrenza annuale.

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