Revoca ad nutum: forza o debolezza?

Ugf assicurazioni lo scorso 28 luglio notifica la revoca del mandato agenziale a Maurizio Pacchioni, agente di Sassuolo, già Presidente del Gruppo Agenti Aurora (Gaa) nonché Presidente del Comitato dei Gruppi aziendali agenti Sna.

È un comunicato del Gaa a diffonderne la notizia, precisando che la revoca dell’incarico è avvenuta ai sensi dell’art. 12, comma II, numero 1 dell’ANA 2003; ovvero, revoca ad nutum con indicazione dei motivi: andamento negativo del rapporto sinistri/premi dell’agenzia Ugf Aurora di Sassuolo.

La notizia è tratta dal Blog News Agenti Professionisti di Paolo Bullegas.

Ogni revoca ad nutum rappresenta l’esercizio del potere spettante alle parti di recedere unilateralmente dal contratto a propria scelta e a proprio piacimento.

La adozione del termine nella rapportualità agenziale assicurativa sancisce definitivamente il fallimento di ogni ragionevole possibilità di dialogo, della capacità di argomentare ragioni, istanze, diversità di valutazioni di quelle che dovrebbero essere circostanze di caratteristica oggettiva, di gravità e rilevanza tale da indurre consapevolmente le parti alla risoluzione del rapporto in essere.

Ogni collaborazione di sostanza economica, e a maggior ragione ogni rapporto tra mandante e mandatario, dovrebbere essere caratterizzato pregiudizialmente dall’orgoglio distintivo di chi si è scelto e vuole mantenere i principi che hanno ispirato la scelta stessa. Quando così non è più la risoluzione del rapporto dovrebbe essere il risultato di una consensualità capace di offrire concreti e utilizzabili spunti conciliativi.

Il dissenso non si manifesta in un momento, si stratifica nel tempo, sino a determinare una definitiva calcificazione di incompatibilità, che del rapporto mina irrimediabilmente la sopravvivenza.

Questa visione, solo apparentemente buonista, dovrebbe appartenere a ognuna delle parti. Dovrebbe essere ancor più strumento operativo, in un contesto rapportuale nel quale le liberalizzazioni intervenute rendono il rapporto reciprocamente liberistico.

Il plurimandato, attualmente obbligatorio anche se continuamente esorcizzato dall’ANIA, dovrebbe rendere ogni inizio e conclusione dei rapporti agenziali un occasione di convenienza economica, da incoraggiare o da sconsigliare.

Ma quando la mandante mostra i muscoli, salvo casi di comprovata impossibile alternativa, fa ammissione di debolezza e inadeguatezza rapportuale.

Sarà naturalmente l’arbitrato, e ogni altro strumento adatto a gestire l’immaginabile contenzioso, a sancire definitivamente diritti e doveri, crediti e debiti, ma la contabilità della azione del più forte non avrà mai un margine operativo positivo.

E’ forse arrivata la scadenza delle vecchie e poco utili relazioni industriali tra Agenti e Compagnie: ognuno deve fare passi indietro e in avanti, per adeguarsi a un’epoca che non ammette ritardi nel pretendere sviluppo e nuove competenze.

Le Parti non possono essere conflittuali con la vecchia logica da caserma, che privilegia il grado e non il buon senso. Compagnie e Agenti hanno ormai maturato il tempo della esigenza professionalmente solidale di presa d’atto dei cambiamenti, adeguando i rispettivi modelli imprenditoriali a nuove efficienze.

E le rappresentanze delle rispettive categorie ne devono prendere atto concretamente.

Altrimenti potrebbero essere anche i clienti, e non solo le Compagnie, a pensare definitivamente di poter fare a meno degli intermediari.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...