La Formazione assicurativa: difficile essere normali

La formazione dovrebbe essere una cosa seria e riesce ad esserlo solamente quando  contenuti, modalità di somministrazione, docenti e interesse di discenti e committenti,  si combinano in una alchimia finale,  capace di arricchire ogni attore partecipe del processo e di misurarne i risultati.

Spesso la  formazione è intesa come strumento per accedere a fondi altrimenti inutilizzati,  trasformandola in occasione speculativa e di opportunismo imprenditoriale. Altrettanto spesso è considerata una spesa e non un investimento, alternativo strumento di manipolazione di clima aziendale,  per mascherare la realtà di progetti aggregativo-sacrificali a danno dei dipendenti.

In assicurazioni la formazione è diventata obbligatoria, rito annuale da assolvere senza convinzione, senza regole di contenuto, di qualità certificata,  con il minore dispendio possibile  di energie,  di tempo e di cassa: quindi inutile.

Improvvisazione e qualunquismo spesso recitati da chi, intermediario insoddisfatto, tenta anche l’alternativa della lavagna, oggi virtuale, con la quale far quadrare meglio i conti.

E allora se ne vedono di proposte sconnesse, di scorciatoie offerte a basso costo,  per chi vuole togliersi comunque il pensiero dell’assolvimento dell’obbligo annuale imposto dai Regolamenti.

Ma la cosa che maggiormente colpisce è lo stile dei siti che espongono le “proposte formative”, la forma degli slogan, il tentativo di imitazione paesana nel  fare una  pubblicità che fa sorridere o disperare.

Una fra le tante è quella qui  riportata,  evidentemente resa anonima malgrado la presenza in Rete, che colpisce per lo sprovveduto tentativo di referenziare la qualità dichiarata dei propri prodotti.

 

La Formazione che sorprende

Il team

Nel 2009 la squadra formativa è composta da docenti provenienti dal RUI dalla sezione A e da dipendenti di Compagnie Assicurative, studi legali e peritali, nonchè società di consulenza informatica.

Tutti i docenti hanno significativa esperianza nelle materie trattate.

 

Come faccia a sorprendere la formazione è mistero che non vogliamo penetrare, così come apprendiamo per la prima volta che una sezione del RUI, ( in questo caso la A e perchè non anche le altre? ) è una provenienza e non una  appartenenza.

Ma comunque ci sentiamo tutti più tranquilizzati nell’apprendere che i docenti ( a differenza forse di tanti altri? ) hanno significativa esperianza nelle materie trattate.

Certo è che se in questo modo l’autore di questo gioiello riesce comunque a vendere quello che propone allora siamo tutti meno contenti di prima, perchè abbiamo perso parecchi buoni motivi per lamentarci.

Un pensiero su “La Formazione assicurativa: difficile essere normali

  1. Secondo me la formazione assicurativa viene progettata in funzione della modesta attitudine all’apprendimento dell’intermediario medio. Se gli allievi per primi non ci credono nella necessita’ di generare nuovo valore per il cliente in termini di conoscenza, perché mai gli enti di formazione dovrebbero focalizzarsi sui contenuti? Meglio, invece, progettare una forma di spettacolo che duri poco, sia poco faticosa e poco costosa ma si venda facilmente. Bisogna dire che almeno adesso sono costretti a fare presenza in aula e qualche nozione potrebbe entrare in zucca ancorché in modo accidentale. Una volta, quando la formazione non era obbligatoria, la situazione era anche peggiore.

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