ISVAP e la RCAuto: Assicurati migratori senza il tacito rinnovo.

Si è svolta ieri presso la Commissione Straordinaria per la verifica dell’andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati la audizione del Presidente dell’ISVAP Giannini nell’ambito della  Indagine conoscitiva sulle determinanti della dinamica del sistema dei prezzi e delle tariffe, sull’attività dei pubblici poteri e sulle ricadute sui cittadini consumatori

La valutazione dell’ISVAP sugli aumenti tariffari delle polizze auto è stata più volte ribadita; non è la risposta corretta, è solo la leva più immediata e a più rapido effetto in un mercato in cui il cittadino è obbligato ad assicurarsi, afferma l’Istituto.

La sintesi migliore dell’intervento del Presidente Giannini credo si possa condensare in questa riflessione, proposta nella parte conclusiva del suo intervento.

Per la sua dimensione sociale, la sua diffusione ed il peso economico sulle famiglie quello della r.c.auto rappresenta una sorta di biglietto da visita del mondo assicurativo presso il pubblico. Su di essa si gioca quindi una parte importante della credibilità e della affidabilità del sistema.

In un contesto di sottoassicurazione quale quello in cui versa il comparto assicurativo nazionale, soprattutto nei rami danni diversi dalla r.c.auto, una risposta non adeguata da parte del mercato non sarebbe né coerente con le esigenze dei consumatori né condivisibile in relazione alle prospettive di sviluppo dello settore.

Alla quale si accompagna ancora una volta l’invito rivolto alle Compagnie affinchè i contratti Auto prevedano tutti il non tacito rinnovo, per stimolare la ricerca del consumatore verso prodotti a lui più confacenti in termini di qualità e di prezzo, aumentando la concorrenza tra le imprese per conservare o incrementare quote di mercato.

Auspicio che certamente non aumenterà la popolarità dell’ISVAP verso le Compagnie e gli Intermediari. Ma se mercato è mercato sia, senza alcun vincolo di durata sovrannuale, o peggio poliennale, per eliminare ogni  residua contraddizione alla competitività.

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