Generali e Geronzi: come siamo e come saremo.

Generali, conclusa la assemblea tenutasi il 24 aprile scorso, nei locali della Stazione Marittima a Trieste , ha diramato puntualmente alle 18.19.54 il comunicato stampa con il quale dettaglia le attribuzioni delle cariche sociali all’interno del neo nominato consiglio di amministrazione.

Ne riporto uno stralcio ( del quale ho liberamente evidenziato alcune parti ) a sintesi delle attribuzioni operativamente più significative.

Trieste, 24 aprile 2010. Il Consiglio di Amministrazione delle Assicurazioni Generali, riunitosi al termine dell’Assemblea degli azionisti, ha attribuito le cariche sociali per il triennio 2010/2012 eleggendo Presidente, Cesare Geronzi, Vicepresidenti, Vincent Bollorè, Francesco Gaetano Caltagirone e Alberto Nicola Nagel, Amministratori Delegati, Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto.

Il Consiglio di Amministrazione ha attribuito al Presidente, Cesare Geronzi, compiti di sovraintendenza sull’attuazione delle delibere del Consiglio di Amministrazione e del Comitato esecutivo e delle strategie aziendali, sui rapporti con gli organismi istituzionali pubblici, nazionali o sovranazionali, con gli Azionisti e le Associazioni rappresentative nonché sulle relazioni esterne della Società. Rientrano nella responsabilità del Presidente la gestione delle funzioni concernenti le relazioni esterne, la comunicazione e i rapporti istituzionali di Gruppo.

All’Amministratore Delegato, Giovanni Perissinotto, è stata attribuita la guida e la gestione operativa della Società e del Gruppo, in Italia ed all’estero, in coerenza con gli indirizzi generali programmatici e strategici determinati dal Consiglio di Amministrazione e la qualifica di Group CEO.

All’Amministratore Delegato, Dott. Sergio Balbinot, è stata attribuita la gestione operativa degli affari assicurativi all’estero e della riassicurazione in Italia e all’estero. Gli è stata inoltre attribuita la responsabilità delle attività tecniche e attuariali in Italia e all’estero.

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Si è così conclusa la corsa alle indiscrezioni, conferme, smentite, supposizioni che come sempre caratterizzano i rinnovi di vertice di conglomerati finanziari importanti come le Generali.

Non può certamente sfuggire, a chiunque abbia una se pur minima dimestichezza con deleghe e funzioni, il bizantinismo descrittivo con il quale si è concluso un esercizio faticoso di “dire senza ammettere”, di far “capire senza apparenti contraddizioni”  le sottili, ma signifcative demarcazioni tra chi il potere pensa di averlo e chi invece lo esercita veramente.

Il nuovo Group CEO Perissinotto sarà il “nuovo” responsabile della  guida e la gestione operativa della Società e del Gruppo, in Italia ed all’estero, naturalmente in coerenza con gli indirizzi generali programmatici e strategici determinati dal Consiglio di Amministrazione, subordinatamente però alla “sovraintendenza sull’attuazione delle delibere del Consiglio di Amministrazione e del Comitato esecutivo e delle strategie aziendali” esercitata dal Presidente Geronzi.

Si tratta di un significativo ridimensionamento, rispetto al passato recente,  dei poteri del nuovo CEO, anche in relazione alla sua esclusione da ogni responsabilità riguardante i “rapporti con gli organismi istituzionali pubblici, nazionali o sovranazionali, con gli Azionisti e le Associazioni rappresentative nonché sulle relazioni esterne della Società,  la comunicazione e i rapporti istituzionali di Gruppo”.

Una sorta di CEO relegato alla sala macchine e titolato ad esprimersi solo all’interno di casa Generali, sovvertendo quindi tutte quelle previsioni che profetizzavano una ipotesi di  incarico senza deleghe operative per il neo Presidente Geronzi.

Chi il potere è abituato ad esercitarlo da anni non vi rinuncia, nemmeno nel nome di un noviziato assicurativo ancora tutto da iniziare.

La creatività organizzativa  si è poi sublimata con il disegno dei nuovi incarichi all’altro amministratore delegato Balbinot.

L’avergli  affidato la ” gestione operativa degli affari assicurativi all’estero e della riassicurazione in Italia e all’estero” nonchè ” la responsabilità delle attività tecniche e attuariali in Italia e all’estero” ha certamente il valore di una delega primaria sul piano tecnico operativo, poichè attuariato e riassicurazione sono le due funzioni principalmente  trasversali all’interno di una fabbrica assicurativa.

Il però sta nella mancata attribuzione della responsabilità degli affari assicurativi in Italia, responsabilità apparentemente orfana, e al momento solo deduttivamente premessa in capo al nuovo Global CEO. 

Se così fosse,  il nuovo  CEO dovrebbe poi esercitarla concordando e condividendo riassicurazione e attuariato: una imbarazzante fatica!

Come si vede il tutto ha le chiare connotazioni di un modello di governo verticale e subalterno verso il Presidente, ma complementare e disgregato nei rapporti tra i due ad,  con ogni facile conseguente previsione di difficili e sovrapposte convivenze future o di nuove figure di governo  ancora da designare.

E’ il risultato di un riuscito impegno nel far prevalere le nuove geometrie di potere che sono oggi  alla base dell’azionariato della compagnia triestina, prospettando diversi orizzonti sia di sviluppo che di posizionamento, nella comunità finanziaria di riferimento. La speranza di assicurati e assicuratori è che il profilo storicamente assicurativo di Generali non ne esca diluito, da nuova finanza  e nuovi protagonismi.

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