ANIA e Polizze dormienti: una puntualizzazione necessaria,

La normativa sulle cosiddette polizze dormienti è entrata in vigore il 28 ottobre 2008. I giornali ne parlano da tempo, così come tutte le associazioni dei consumatori, ma credo che, come il sottoscritto,  molti altri  assicuratori non abbiano ben compreso il concetto di “polizza dormiente”, termine per noi inesistente e inapplicabile,  in considerazione della previsione dell’art.2952 del nostro Codice Civile che regolamenta la prescrizione in ambito assicurativo.

Va a merito dell’ANIA di aver dato, nel corso della audizione  di Fabio Cerchiai Presidente dell’ANIA davanti alle Commissioni riunite VI (Finanze e Tesoro) e X (Attività produttive) presso la CAMERA DEI DEPUTATI del 15 aprile scorso, una illustrazione puntualmente esplicativa e intelleggibile anche per i deputati non addetti ai lavori .

La associazione delle Imprese fa tra l’altro notare che…

La normativa ha preso in considerazione anche le imprese di assicurazione esercenti i rami vita.

Così disponendo, non si è considerato peraltro che in materia assicurativa non si possono tecnicamente avere “rapporti dormienti”. Ed infatti, verificatosi il rischio e trascorso il periodo di tempo previsto dalla legge senza che il beneficiario abbia richiesto all’assicuratore la prestazione dovuta, il diritto del beneficiario stesso si prescrive.

Come è noto, la prescrizione rappresenta una causa estintiva dei diritti (art. 2946 c.c.): il diritto di credito del beneficiario di una polizza vita pertanto, una volta prescritto, è da considerare a tutti gli effetti “morto” e non “dormiente”.

Diversamente stanno le cose in materia bancaria. Il diritto di credito del correntista è, infatti, imprescrittibile e proprio per questo, trascorso un lungo periodo di tempo senza che il conto sia stato movimentato, il conto stesso è detto “dormiente”: un diritto “vivo”, cioè, ma senza manifestazioni esteriori della sua esistenza.

Tale ultima circostanza spiega anche come mai il titolare di un “conto dormiente” già devoluto al fondo possa ancora ottenere da quest’ultimo il rimborso delle relative somme, mentre altrettanto non può fare il beneficiario di una polizza vita il cui credito risulti irrimediabilmente prescritto.

La nuova disciplina ha previsto che il diritto di credito del beneficiario di una polizza vita, una volta prescritto, venga attribuito al fondo “conti dormienti”: in pratica la normativa ha fatto del fondo l’ultimo beneficiario “ex lege” dei contratti di assicurazione vita, sulla falsariga di quanto già disposto, ad esempio, in tema di successione legittima per l’eredità non reclamata dagli aventi diritto (art. 586 c.c.).

E conclude proponendo…

Tenuto anche conto della sostanziale modestia delle somme devolute al fondo da parte delle imprese di assicurazione ( non più di 8 milioni di euro n.d.r.), si potrebbe invece stabilire che il fondo stesso debba restituire ai beneficiari delle polizze che ne facciano richiesta quanto ricevuto a suo tempo sulla base dei crediti assicurativi prescritti nel periodo di pretesa retroattività della disciplina.

Ancora una volta il nostro settore, e i ripettivi clienti,  paga il prezzo di una scarsa informazione e conoscenza del mondo delle polizze. Ma non dovrebbero essere proprio le associazioni di categoria  ( e l’ANIA con la ormai dimenticata Federazione ABI-Ania  dovrebbe esserne la espressione primaria ) a attuare una efficiente e opportuna azione di lobby per influenzare positivamente istituzioni e provvedimenti?

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