Polizze e Assicurazioni: la lezione del vulcano.

Ecco uno degli innumerevoli video disponibili in Rete sulla eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull.

Una silenziosa osservazione di quanto sta ancora accadendo,  rotta solamente dal rombo  delle eliche del velivolo dal quale è stata effettuata la ripresa.

E’ il simbolo della impotenza del mondo evoluto e civilizzato, che malgrado la sua tecnologia,  la sua capacità di trasmettere e distribuire informazioni in tempo reale in tutto il pianeta, la possibilità di elaborare istantaneamente modelli di previsione scientifico-matematici, si deve rassegnare a fermarsi, aspettando.

Aspettando di capire cose che non capirà, contando e non prevedendo, costretto ad ammettere che la natura ogni qualvolta decide di farsi sentire lo fa senza avviso, con la superiorità di chi sa di essere sempre il più forte.

Siamo tutti spettatori di un grande paradosso, di un ritorno a quando il trasporto aereo era ancora una utopia, tutti costretti a stare saldamente sulla terra o a navigare come viaggiatori di altro tempo, ma spettatori e attori obbligati di una cronaca istantanea, che i media ci trasmettono continuamente, sottolineando  la nostra impotenza.

E’ un attentato alla presunta infallibilità di un sistema socio-economico che, quando ignora i bisogni dell’uomo e i segreti ancora nascosti del nostro pianeta, è invece spesso costretto a ripiegare su se stesso.

Nessuno può ancora ragionevolmente  ricostruire le conseguenze economiche di questo lontano cono fumante, che manda beffardamente in altrettanto fumo viaggi, iniziative, incassi e spostamenti.

E gli assicuratori, senza retorica, devono cogliere l’ulteriore occasione per prendere atto dei propri limiti, di nuovi confini e perduti orizzonti.

Successe così per il terrorismo, per i terremoti, per lo tzunami e i nuovi mutamenti climatici.

Nuovo il rischio per il settore aviation, con nuove prospettive di concentrazione di velivoli a terra, di moltitudini di passeggeri concentrati  in cumuli sconosciuti e prolungati e  a rischio per le garanzie infortuni.

Concentrazioni di somme e capitali assicurati da far rabbrividire i trattati di riassicurazione e preoccupare per la altrettanto prolungata esposizione a rischi catastrofali di altro tipo e di terrorismo.

Aereoporti, stazioni ferroviarie, strade e autostrade molto più densamente frequentate, allungamenti di percorsi, indennizzi e rimborsi imprevisti per le compagnie aeree.

Riunioni saltate, decisioni aziendali rinviate, cali di fatturato  imprevedibili, merci non consegnate, e ogni ulteriore fantasia nell’immaginare conseguenze ancora inimmaginabili, che saranno certamente seguite da richieste di indennizzo altrettanto singolari.

E’ la nostra tempesta perfetta, da registrare senza alcuna difesa per il futuro, a ribadire che tassi, condizioni e garanzie sono un libro che bisogna riscrivere ogni volta, con umiltà e rassegnazione per promettere solo ciò che si può mantenere, e niente di più!

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