Sono ancora costretto a vendere le Polizze Poliennali.

 

  • siamo COSTRETTI a vendere contratti di durata almeno pari a 6 anni se non vogliamo FARE LA FAME
  • E’ con un pò di vergogna che cerco di “motivare” il cliente nell’acquisto di polizze poliennali, adducendo motivazioni di vantaggi commerciali legati ad una scontistica che altrimenti non gli verrebbe riconosciuta. Sappiamo tutti che é una storiella che serve solo ad imbonire.
  • Gli sconti ci sono sempre stati, e se le compagnie adottassero una corretta politica tariffaria, non si vedrebbero, come spesso capita, contratti annuali acquisiti con deroghe che arrivavano al 50-60%.
  • se un Agente della Compagnia per cui lavoro opta per il plurimandato, può dire addio alla mandante principale…
  •  

Si tratta di alcuni dei passaggi contenuti nell’unico commento al mio Post del 17 marzo scorso intitolato Le nuove Polizze Poliennali esistono davvero? e che l’autore definisce come lo ” sfogo di un assicuratore ancora convinto, nonostante tutto, del “servizio sociale” quotidianamente svolto da noi operatori professionali“.

Se ne possono ricavare alcune immediate considerazioni.

Il  ritorno delle polizze decennali, del fatto che si vogliano ancora fare  o costretti a farle,  è diventato  un ingiustificato “si fa ma non si dice”.

Gli assicuratori intermediari non raccontano, non intervengono, si rassegnano e si adeguano, facendo prevalere la convinzione che le direttive delle compagnie siano indiscutibili e inderogabili.  Sono proprio le Compagnie invece  a non rassegnarsi, di fronte a  un mercato libero di esprimersi attraverso diversi gradienti di competitività, con gli assicurati e con le reti distributive.

E allora troneggia la necessità di sopravvivere, per  intermediari che,  sempre più relegati nell’angolo di un mestiere ormai appiattito da prodotti e prestazioni standardizzate, non hanno sufficienti alternative nel reperire nuovi  interlocutori, che siano  rispettosi di una ormai passata e impraticabile  professionalità.

E  poi il silenzio dei tanti movimenti consumeristici, che non sanno  spesso andare oltre le vampate di indignazione per ogni possibile eventualità di rincaro delle tariffe RCAuto .

E allora come non dare torto a chi sottolinea  la  perdurante imperturbabilità delle mandanti, in ricorrente conflittualità con i propri agenti, ma tuttora convinte della propria inossidabile supremazia corporativa, incuranti di guadagnare popolarità con clienti e distributori.

E come non tener conto di coloro che, ancora giovani, come presumibilmente l’autore del commento riportato, vorrebbero ancora  fare dell’assicuratore  uno dei mestieri più belli del mondo, con speranze e aspettative, rigore professionale e competenze: al  contrario degli imbonitori

Un pensiero su “Sono ancora costretto a vendere le Polizze Poliennali.

  1. Secondo me occorre una svolta.
    I tempi sono cambiati e le compagnie pure. Queste ultime, in particolare, hanno scoperto nuovi modelli di business, complementari o addirittura alternativi alla distribuzione di prodotti attraverso i canali tradizionali (agenti e brokers).
    Gli intermediari tradizionali, dunque, devono creare nuovo valore aggiunto, sia per i cliente sia per le compagnie. Ad esempio, sotto forma di maggiore specializzazione, di migliore
    servizio, etc. potranno introdurre novità in grado di accrescere la loro redditività e riqualificare la loro immagine.
    Insomma, occorrono nuove idee e un più marcato spirito imprenditoriale che consentano di affrontare la nuova complessità.

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