Le nuove Polizze Poliennali esistono davvero?

L’occasione è una annotazione dal titolo Attenzione: sono tornati i contratti pluriennali!  pubblicata sul sito di CTCU-Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adigenella sezione dedicata a Assicurazione&Previdenza.

La notizia è una di quelle che conosciamo da tempo, e che proprio per questo abbiamo ormai archiviato o addirittura cestinato. Passato il senso di indignazione che la reintroduzione dei contratti poliennali aveva largamente suscitato nessuno ne parla più.

Il mondo assicurativo è spesso sonnacchioso, distratto e dalla memoria corta. Sembra facile alla rassegnazione e al vittimismo temporaneo, con slanci di legittimismo rivendicativo  “senza tacito rinnovo”, come le polizze appunto. Quanti avranno resistito all’invito di reintrodurre polizze di media durata e con provvigioni precontate?

Sono state veramente occasioni di inopportuno e momentaneo risparmio richieste dai consumatori, e in quanto tali professionalmente rifiutate da agenti e intermediari tutti?  Oppure sono le Compagnie  a proporre ancora allettanti incentivazioni per blindare, almeno in parte, frazioni di portafoglio  dei propri agenti? 

Personalmente mi piacerebbe disporre di maggiori dati, magari per capire se sono stati proprio  i rischi non desiderabili a prolungare incautamente durate e commissioni.  Diffido da sempre dei coni d’ombra di informazioni, segnali di censura subita o pilotata, a vantaggio di chi non vuole apparire dentro il coro delle convenienze. Compagnie o Intermediari che siano.

Ma gli Assicuratori si sà, comunicano con grande difficoltà.

3 pensieri su “Le nuove Polizze Poliennali esistono davvero?

  1. Gentile signor Vatta, sono un dipendente commerciale di un primario Gruppo assicurativo italiano.
    Per motivi di opportunità non posso, come vorrei, darLe le mie complete credenziali. Le confermo in toto quanto da Lei citato nel Suo prezioso intervento: la pluriennalità é “prepotentemente” ritornata.
    Ho sempre svolto il mio lavoro con dedizione e spirito di sacrificio, cercando sempre di dare al cliente un servizio professionalmente valido ed all’altezza delle giuste aspettative del mercato.
    Fin dall’introduzione del decreto Bersani ho colto l’opportunità che l’abolizione dei contratti pluriennali stava fornendo a me ed ai miei potenziali clienti, non solo in termini di acquisizione, ma anche di condizioni economicamente più vantaggiose per il mio interlocutore.
    Da quest’anno (dopo un periodo interlocutorio di 2 anni, in cui, i contratti annuali ci sono stati retribuiti in acquisto con provvigioni calcolate come se fossero quinquennali), io ed i colleghi, siamo COSTRETTI a vendere contratti di durata almeno pari a 6 anni se non vogliamo FARE LA FAME; in dettaglio la sola durata annuale non solo ci vede riconosciuta una risibile provvigione di acquisto, ma ciò che é peggio, la produzione che viene calcolata per gli impegni di budget viene riconosciuta al 60%.
    E’ con un pò di vergogna che cerco di “motivare” il cliente nell’acquisto di polizze poliennali, adducendo motivazioni di vantaggi commerciali legati ad una scontistica che altrimenti non gli verrebbe riconosciuta. Sappiamo tutti che é una storiella che serve solo ad imbonire.
    Gli sconti ci sono sempre stati, e se le compagnie adottassero una corretta politica tariffaria, non si vedrebbero, come spesso capita, contratti annuali acquisiti con deroghe che arrivavano al 50-60%.
    Mentre Le sto scrivendo, sono in preda ad un profondo senso di amarezza e di sconfitta.
    La constatazione é che il corporativismo é duro da debellare.
    In ultimo la saluto con questa affermazione che lascio alle Sue considerazioni: se un Agente della Compagnia per cui lavoro opta per il plurimandato, può dire addio alla mandante principale…
    Grazie soprattutto dello spazio che vorrà dedicare a questo sfogo di un assicuratore ancora convinto, nonostante tutto, del “servizio sociale” quotidianamente svolto da noi operatori professionali.

    • Gent. Sommelier67
      da “compratore” di polizze non posso che apprezzare l’onesta’ intellettuale del suo intervento. La vergogna della poliennalita’ getta nuovamente fango su di una professione, quella dell’intermediario assicurativo, gia’ storicamente screditata dall’opinione pubblica.
      Al tempo stesso, ho l’impressione che mettere in relazione la questione poliennalita’ con il calo di redditività delle agenzie sia un po’ fuorviante.
      Infatti il preconto provvigionale rappresenta una delle possibili soluzioni tecniche ad un altro problema (quello vero, a mio avviso): quello cioe’ del progressivo minor peso che gli intermediari tradizionali (agenti e brokers) hanno assunto negli ultimi quindici anni nel sistema distributivo dei prodotti assicurativi, e del maggior peso di nuovi canali (es. banche, poste, telefono, etc.).
      In altre parole, mi pare che alle mandanti le sorti delle imprese di intermediazione tradizionali interessino sempre meno e che il penoso ripristino della poliennalita’ sia motivato dalla necessita’ di evitare uno sfacelo nell’immediato. Ma il cambiamento e’ gia’ in atto e lo sfacelo solo rimandato.
      Mi chiedo come mai, in questo contesto, la maggior parte degli intermediari continuino a resistere al cambiamento ostinandosi a replicare un modello del passato che oramai non funziona più, anziché sperimentare qualcosa di nuovo e di più coerente con il nuovo contesto.
      Un’epoca probabilmente e’ finita. Che sia giunto il momento di cambiare le persone?

      • Credo che Filippo Bonazzi abbia sintetizzato il vero problema, la persistente autoreferenzialità dell’attuale sistema inibisce certamente una utile visione critica per mettere in discussione l’attuale modello distributivo. Strumenti, contesti e, soprattutto comportamenti di clienti cambiano rapidamente e ciò comporta la adozione di “modelli liquidi”, capaci cioè di adattarsi altrettanto rapidamente. Altro fronte di resistenza apparente è rappresentato dalle compagnie, le quali però sono più ambiguamente possibiliste di quanto sembri. Ma desidero dedicare quanto prima un nuovo approfondimento sull’argomento, anche alla luce del nuovo regolamento sulle vendite a distanza. …sperando sempre in commenti e partecipazioni di opinioni più numerosi…

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