La chiusura delle agenzie UGF Aurora Assicurazioni: una scelta inopportuna

La Federazione Unitaria SNA-UNAPASS ha dato il proprio sostegno alla decisione degli agenti UGF-Aurora Assicurazioni di chiudere le Agenzie nella giornata del 27 novembre scorso.

Le motivazioni della iniziativa sono argomentate nella circolare emanata dalla stessa Federazione.

Le scelte in quanto tali vanno doverosamente rispettate. Sono il risultato di una rinuncia, come tutte le scelte, verso una o più alternative altrettanto praticabili.

Vanno altrettanto rispettate le preoccupazioni di chi, Agenti e Dipendenti, temono un futuro di dismissioni di portafoglio, di clientela, di provvigioni, di sussistenza economica di persone e famiglie.

Ma bisogna anche tener conto delle pagine del calendario sulle quali, e con le quali, registriamo fatti, appuntamenti e soprattutto cambiamenti. E se da un lato sembra che tanto di quello che ci circonda sia stato oggetto di cambiamento e stravolgimento, dall’altro il mondo delle assicurazioni accetta di continuare imperterrito a percorrere antichi sentieri con altrettanto antichi dissapori.

Compagnie e Agenti hanno da sempre un vincolo di solidarietà contrattuale che spesso supera quello auspicabile tra una Mandante e un Mandatario. Si tratta ricorrentemente di potere , goffamente esercitato da una parte,  e di inopportuno vittimismo dall’altra.

La redditività delle Agenzie e delle Polizze è caratteristica obbligatoria del mestiere delle Compagnie, lo è altrettanto per le agenzie, che trovano in clientela di migliore qualità più stabili prospettive di mantenimento di relazioni e portafoglio.

Considerazioni ovvie, ma dietro alle quali si nascondono vecchi mali che il progresso sembra non aver ancora modificato. E’ il problema delle relazioni industriali tra Impresa e Distributore , legato ancora ai vecchi schemi di potere verticale, a rappresentare il nodo mai risolto.

Se le Compagnie sono sempre più pressate dalla necessità di soddisfare gli azionisti giustamente pretenziosi, gli Agenti sono ancora alla ricerca di un ruolo, all’interno di un sistema che non dà più diritto di cittadinanza efficace a persone e passate abitudini.

I numeri sono i nuovi necessari distintivi, e non più la storia sul proprio territorio.

Ma se tutto questo è evidentemente condivisibile il problema sta nella modalità di informazione e di comunicazione rapportuale.

Non è fatto improvviso il deterioramento della sinistrosità, non è fatto improvviso l’esigenza di far quadrare sviluppo e redditività, non è fatto improvviso la produzione di una statistica e il ricavarne dati da discutere.

Non è fatto altrettanto improvviso la distinzione geografica dei risultati e la selezione di clienti e intermediari che ne deriva. Non è fatto improvviso la valutazione della “necessità opportuna” di accorpamenti di portafogli e agenti.

Ma è fatto recente la riforma Bersani, che dovrebbe essere stata recepita come strumento di ridefinizione dei reciproci rapporti, al di là della inopportuna demonizzazione da parte delle Compagnie.

La rapportualità verticalizzata dovrebbe trasformarsi in “opportunità orizzontale equiparata”, restituendo dignità di ruolo a chi pensava di esserne stato spossessato.

Se tutto questo è, come è, altrettanto vero e condivisibile, allora forse manca ancora agli Agenti la voglia, coraggio e mezzi per fare il salto necessario. Per sostituire all’idea del portafoglio delle polizze  quella del portafoglio clienti, da valorizzare per argomentare e rinegoziare, con le Compagnie con le quali sia possibile condividere programmi e stili di diversa professionalità.

Con nuove idee, nuova capacità di servizio e di impiego dei nuovi strumenti che la tecnologia ci offre.

Suona strano leggere di sciopero quando si regolamenta di polizze su internet, quando Banche e Poste la fanno da primari nella vendita delle polizze vita, quando i clienti possono scegliere e confrontare molto più di prima, quando possono pagare premi e forniture da casa o da ovunque ci sia internet, quando dibattono e indicano nuove tendenze all’interno di social forum o social community, o quando tanti come il sottoscritto consultano il proprio conto, la propria posta, scrivono sul proprio blog da un treno che attraversa l’Italia ad Alta Velocità.

E allora vogliamo coprire tutto questo con una serranda chiusa?

Il progresso non si subisce, lo si cavalca e lo si adatta solo se si è imprenditori per davvero, e premi e provvigioni ne diventano una diversa conseguenza.

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