Allianz: 60.000 Euro di sanzione per qualche disdetta trascurata.

campanelloNavigare sulla Rete alla ricerca di informazioni e imbattersi in storie da raccontare. E’ una delle tante attività obbligatorie per ogni autore di Blog.

Questa sembra essere una delle tante che ogni intermediario assicurativo vede spesso succedere all’interno dei propri uffici.

Ma questa volta a descriverla è  l’AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO , con il Provvedimento n.19655 emesso nel corso della adunanza del 19 marzo 2009.

Vi si racconta il comportamento posto in essere da un agente assicurativo e dall’Allianz, sua mandante, nei confronti di consumatori, già titolari di polizze assicurative stipulate presso la società, in relazione alle quali gli stessi titolari avevano esercitato la facoltà di recesso, ovvero di disdetta.

Le condotte oggetto di valutazione, nello specifico, sono costituite dalle attività di invio presso il recapito postale degli assicurati, in prossimità della prima scadenza annuale successiva all’intervenuto scioglimento del contratto, di avvisi di scadenza di polizza con indicazione degli importi dovuti a titolo di rata annuale del premio, corredati di moduli prestampati da utilizzare per il versamento sul conto corrente postale dell’Agenzia, nonché da tutte le attività preliminari, presupposte e comunque connesse con tali invii.

La conseguenza concreta del provvedimento è sia l’appellativo di pratica commerciale scorretta che  la irrogazione alla società Allianz di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 60.000.

Colpisce sia l’entità della sanzione che l’articolata e documentata ricostruzione dei fatti all’origine della vicenda, che agli occhi dei molti assicuratori frequentemente testimoni di fatti analoghi apre nuovi inquietanti orizzonti di mancati adempimenti sanzionabili.

Si tratta di un numero di “sollecitazioni improprie di pagamento” non superiori alla decina, ma che ha avuto un enorme effetto moltiplicatore economico a danno della compagnia.

La difesa del consumatore rappresenta sempre una tutela dovuta e da salvaguardare, ma in questo caso sembra forse troppo alto il rapporto tra i fatti denunciati e le conseguenze punitive correlate.

Per chi avesse l’interesse a un dettagliato approfondimento suggerisco di reperire il testo completo del provvedimento sul sito della Autorità Garante.

Per tutti gli altri ecco uno stralcio delle valutazioni conclusive prodotte dall’Autorità.

…omissis

La pratica in considerazione è idonea ad indurre il consumatore medio di un servizio assicurativo in relazione al quale sia stata esercitata la facoltà di recesso o di disdetta, in errore, riguardo alla perdurante esistenza del contratto assicurativo,  ovvero riguardo alla estensione temporale degli impegni del professionista .

Tale errore può spingere il consumatore a realizzare un contatto non voluto con il professionista, ovvero ad assumere una decisione di natura commerciale non compatibile con la cessazione degli effetti del contratto (ad es.: pagamento del premio, mancata stipula di un nuovo contratto assicurativo, ecc.).

Peraltro, rispetto alla idoneità della pratica ad indurre nel consumatore la decisione di pagare il premio richiesto, giuoca un ruolo determinante l’indebito condizionamento della volontà dell’assicurato, derivante dal livello di diligenza, competenza e correttezza che il consumatore medio di servizi assicurativi legittimamente si attende dal professionista nell’esecuzione del contratto.

L’assicurato, in altri termini, è indotto ad attribuire una particolare attendibilità alle posizioni tecnico-giuridiche espresse dalla propria controparte contrattuale. Pertanto, atteso che, come già anticipato, la stessa Compagnia dichiara la possibilità che a seguito dell’avvenuto pagamento del premio il contratto continui a produrre effetti, nonostante l’intervenuto recesso/disdetta, la pratica in esame integra anche la fattispecie di cui all’articolo 24, con specifico riferimento al disposto di cui all’articolo 25, lettera d), del Codice del Consumo, in quanto, attraverso l’indebito condizionamento, il professionista pone in essere un ostacolo non contrattuale rispetto all’esercizio da parte del consumatore del diritto di sciogliere il rapporto contrattuale.

D’altro canto, sotto altro ma connesso profilo, se la richiesta di pagamento del premio è idonea a sostanziarsi in un ostacolo non contrattuale all’esercizio della facoltà di recesso/disdetta da parte del consumatore quando questi proceda al pagamento richiestogli, allo stesso tempo la condotta in questione integra gli estremi della fattispecie di cui all’articolo 26, lettera f), del Codice del Consumo, in quanto costituisce pretesa di pagamento di un servizio che l’assicurato non solo non aveva richiesto, ma aveva anzi espressamente escluso di voler ricevere.

omissis…

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