La solidarietà degli assicuratori: un libro ancora da scrivere.

Chiunque visiti il sito web dell’ABI ( la Associazione Bancaria Italiana ) vi trova una sezione dedicata a

Iniziative di solidarietà
Informazioni sulle inziative di solidarieta’ attivate o sostenute dal sistema bancario in occasione di eventi drammatici e straordinari che possono interessare il nostro Paese o le popolazioni di paesi stranieri.

che raccoglie in questi giorni i comunicati riferiti alle varie iniziative che la associazione dei banchieri italiani ha intrapreso a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo.

Terremoto in Abruzzo: Faissola invita banche a sospensione rate mutui e prelievi gratuiti

Abruzzo – Fondo nazionale di settore
Iniziative di solidarietà in favore della popolazione (Circolare ABI)

Abruzzo – Commissione regionale ABI
Attivo numero verde 800002266 su Bancomat funzionanti

Terremoto in Abruzzo Faissola invita banche a bonifici gratuiti

Il sito istituzionale dell’ANIA continua invece a pubblicare, quale didascalia di una foto di soccorritori in Abruzzo,  concise dissertazioni tecnico comparative su Assicurazioni e catastrofi naturali e relativo confronto europeo.

Ho già scritto il mio rammarico sullo stesso argomento in un mio precedente post.

Non nascondevo, credo come altri assicuratori, la speranza che si trattasse di una assenza momentanea, dovuta alla necessità di poter condividere con gli associati posizioni e iniziative adatte. Ma non è stato così.

L’esempio dell’ABI non è un modello di grandi contenuti, ma è comunque una presenza solidale.

Ogni associazione può infatti invitare, auspicare, e pretendere solo se  dispone di  forza contrattuale e autorevole verso i propri associati, senza poter imporre comportamenti e azioni le cui conseguenze intaccano i bilanci delle singole aziende partecipanti.

Ma la associazione di un settore, che, come quello assicurativo, fa della mutualità il proprio presupposto tecnico funzionale  e della socialità la propria bandiera distintiva, non può astenersi dal partecipare a iniziative di sostegno a favore di clienti ( e collaboratori! ) disastrati da un sisma.

La tanto declamata Federazione ABI-ANIA, sulla cui inopportunità convergono certamente le opinioni di molti assicuratori, dovrebbe perlomeno servire a coordinare comportamenti e immagine.

Praticamente assenti le singole compagnie, con rarissime eccezioni,  anche se dichiararsi “impegnati nel sociale” rende più nobili portali web e brochure istituzionali: ma le parole patinate non aiutano chi soffre.

E allora si dovrebbe pensare a raccogliere l’invito rivolto dagli Intermediari alle compagnie, unici protagonisti attivi di sensibilità praticata, per umanizzare polizze, sinistri e periodi di mora.

Per dare senso concreto a slogan del tipo “al vostro fianco,…  al vostro servizio…, sempre con voi…, costruttori di certezze…” con i quali si confezionano “soluzioni” e non contratti, “previdenza” e non polizze vita.

Per avere, al di là di ogni retorica, la fiera consapevolezza di poter sostenere lo sguardo di un bambino, che, con la  sua famiglia senza più una casa, ha ancora il diritto di guardare lontano, verso un mondo nel quale gli affari si riconoscono nei valori degli uomini che li concludono.

Altrimenti la gente continua a pensar male del nostro mestiere, a riempire pagine,  schermi, microfoni e blog di critiche e accuse, spesso motivate.

Altrimenti qualcuno continua a pensare che la polizza è ancora un grande distanziatore tra le persone e i fatti, ma con i premi sempre e solo da incassare. 

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