Assicurazioni e giornali: sui termini si soprassiede.

Molti di noi hanno certamente letto l’articolo pubblicato dal settimanale L’Espresso, in edicola in questa settimana, dal titolo “Assicurazioni IN PANNE“.

Il sito dell’ANIA ne riproduce integralmente il contenuto (cliccare qui per scaricarne il pdf).

Senza entrare nel merito del contenuto dell’articolo stesso, continua a colpirmi la impopolarità terminologica della quale il settore assicurativo continua a godere da parte delle redazioni degli organi di comunicazione, stampata e non.

In questo caso leggere che

…”l’ANIA si è schierata contro l’introduzione del multimandato“……..”nonchè contro la possibilità per i consumatori di recedere dall’RC Auto a cadenza annuale, invece che ogni cinque anni“…

…”sempre più italiani…con il tagliandino contraffatto” e ancora “più automobili vuol dire anche più tagliandi“…

giornali-1Ancora lunga è la distanza che separa chi assicura da coloro che si assicurano. Comunicare in maniera imprecisa aiuta a non capirsi, e quando il livello di comprensibilità continua a essere basso colpiscono sempre di più i fatti e gli aspetti negativi delle retrostanti prestazioni.

E questo non fa il bene del sistema. Ma migliorare in “assicurterminerese” non è solo compito del giornalista: un lobbing corretto e professionale dovrebbe provvedere anche a migliorare le modalità formali.

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