Io sto con Poste Vita!

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Tutto è cominciato con una lettera inviata a tutti i clienti sottoscrittori di Programma Dinamico Classe 3 A valore reale e Programma Dinamico Ideale, con la quale si comunica che: 

 

… a causa della repentina diminuzione del valore dei titoli, da ricondurre all’attuale contesto di crisi dei mercati finanziari, Poste Vita S.p.A. ha attivato un’operazione  di trasformazione delle suddette polizze in un prodotto di Ramo I, Postafuturo Ad Hocin modo da consentire la revisione, nel nuovo scenario, dell’esposizione di rischio assunta.un valore di rimborso alla predetta data pari al 105% del premio versato.

Postafuturo Ad hoc non comporterà l’assunzione del rischio di investimento ed avrà la finalità di preservare interamente il valore del premio versato; in particolare è previsto il differimento della scadenza del contratto al 31 dicembre 2015 ed

Cliccare qui per aprire il collegamento alla pagina web di Poste Vita contenente sia il Comunicato che le copie integrali di tutte le comunicazioni e informazioni indirizzate ai clienti interessati. 

Poste Vita ha posto in essere un intervento con il quale permette ai propri clienti di non continuare ad assumere il  rischio di investimento,  con la finalità di poter preservare interamente il valore del premio versato, e prevedendo, in particolare, il differimento della scadenza del contratto al 31 dicembre 2015 ed un valore di rimborso alla predetta data pari al 105% del premio versato.

Una iniziativa simile a tante altre di altre compagnie, e dello stesso tenore sostanziale, attraverso la quale si provvede ad alleggerire il cliente dalle conseguenze dello “smottamento” del “sottostante finanziario”,  che, a causa della crisi che tutti conosciamo, ha coinvolto la maggior parte delle polizze vita unit linked.

Ma inaspettatamente la buona azione di Poste Vita è stata la occasione per scatenare una raffica di critiche e attacchi da parte dei media e associazioni di consumatori di ogni parte.

Il culmine del tentativo di assalto mediatico ai danni di Poste è stato commesso nella arena di  Mi manda RAITre  , dove l’accanimento di consumatori e di un loro rappresentante di categoria è stato, come sempre succede, di improprio impatto emotivo-demagogico.

Personalmente non nutro particolari resistenze nei confronti di ogni iniziativa svolta a sostegno degli interessi dei consumatori, a condizione, però, che la verità oggettiva non sia vista attraverso specchi deformati e fuorvianti, come è invece successo per Poste Vita.

La natura di ogni prodotto unit-linked, come tutti sappiamo, racchiude in maniera intrinseca una variabilità degli strumenti finanziari di riferimento cui sono collegate le somme dovute. La stipulazione di queste forme assicurative comporta quindi per il Contraente  elementi di rischio propri di un investimento azionario e, per alcuni aspetti, anche quelli di un investimento obbligazionario.

I prospetti informativi dei prodotti di tutte le compagnie, Poste Vita compresa, sono rigorosamente chiari nel rispetto del diritto alla consapevolezza dei rischi assunti dall’assicurato.

Altre compagnie, altri prodotti, altri provvedimenti di sostegno economico a favore dei clienti colpiti indirettamente dalle conseguenze della crisi sono stati giudicati nel verso dell’interesse dei clienti. Quelli di Poste Vita no!

Dalle Poste invece ci si attende la garanzia dell’ingarantibile. L’ufficio postale viene considerato a torto il tempio della sicurezza e della perfezione.

Sarà forse perchè, contrariamente a quello che succede per tutte le altre compagnie, è il cliente ad andare dall’assicuratore, e mai il contrario.

Sarà perchè si dimentica che non esiste sostanziale differenza tra un addetto delle Poste e un collega produttore, subagente, impiegato di compagnie convenzionali nel rischio di essere frainteso nella spiegazione, magari incompleta e fuorviante, del prodotto proposto.

Sarà perchè non ci si rende sufficientemente conto che anche Poste Vita è una compagnia convenzionale nel suo fare buone assicurazioni,  e meno convenzionale unicamente nel disporre di una opportunità distributiva molto più numerosa delle altre compagnie concorrenti.

Sarà perchè si dimentica facilmente quello che è già successo con i buoni fruttiferi postali, per i quali in tempi passati si è provveduto a variare, contraendoli, i tassi di rendimento stampati inizialmente sui buoni cartacei sottoscritti.

Sarà perchè non si immagina che gli uffici postali sono 14.000 sparsi in Italia, nei quali non sempre si riescono a omologare competenze, modalità di presentazione e capacità di corretta analisi del cliente.

Sarà tutto quello che sarà, ma Poste Vita ha protetto il proprio cliente nella difesa del premio versato, e agli assicuratori vita di lunga esperienza, che contrariamente al passato costituiscono da qualche anno la macchina pensante della compagnia, va, come agli altri concorrenti, il giusto riconoscimento e rispetto.

E’ per tutti questi motivi che io sto con Poste Vita!

 

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