30 Gennaio 2009: chiuse tutte le agenzie aderenti allo SNA-Plurimandato a rischio.

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Questo volantino dovrebbe giustificare il motivo della chiusura odierna di tutte le agenzie aderenti allo SNA.

Si tratta di una iniziativa indetta in segno di protesta e di solidarietà nei confronti di Angelo Gregorio, agente generale FATA in Salerno ed Avellino, componente dell’Esecutivo Nazionale SNA uscente, nonché Presidente del Gruppo Agenti Fata Assicurazione.

La presa di posizione dello SNA , motivata nella lettera inviata a tutti colleghi il 23 gennaio scorso, vuole denunciare in questo modo “l’intollerabile comportamento antisindacale attuato dalla compagnia Fata Assicurazioni – Gruppo Generali che, con motivazioni pretestuose, strumentali e prive di ogni fondamento, ha inviato la revoca ad nutum al collega campano“.

La solidarietà sindacale è per sua natura uno strumento autoreferenziale, che qualifica e sottolinea il senso di appartenenza e di sostegno a favore degli associati. Nel caso di imprenditori, quali gli agenti di assicurazione sono, è un invito alla serrata che andrebbe, a mio avviso, meditato e commisurato all’obiettivo e conseguente risultato che si intende perseguire.

Come altri hanno scritto viene richiesto anche in questo caso un consistente sacrificio economico a tutti i colleghi invitati a aderire. Di questi tempi ogni occasione di mancata presenza si fà sentire, e somma disagio aggiuntivo al già compromesso bilancio amministrativo di ogni intermediario.

Quale può essere per i clienti il valore dato dall’esposizione della locandina di protesta a fronte di un ufficio chiuso?

 Fondamentalmente il disagio per il disservizio subito, e non certamente la dissuasione verso il marchio della compagnia che ha disposto la revoca. Serve quindi la strada dello sciopero per sostenere il collega revocato? 

Da quando esistono compagnie che revocano ad nutum e agenti che resistono, il seguito è riservato ai tentativi di transazione o alle aule dei tribunali. Difficilmente si spostano le lancette all’indietro per “revocare una revoca”.

E allora lo sciopero diventa strumento per protestare su altri argomenti. Su temi che possono ridisegnare il futuro di tutti, magari coinvolgendo anche chi indirettamente ne subirebbe le conseguenze.

Penso, con molta preoccupazione, alle proposte, avanzate da due senatori della attuale maggioranza , di annullare il plurimandato obbligatorio e la possibilità di disdettare annualmente i contratti poliennali nei Rami Elementari.

E allora avrebbe forza una manifestazione nazionale, collettiva, determinata, e capace di coinvolgere soprattutto gli interessi dei clienti consumatori. Prospettando il rischio di dover ripercorrere all’indietro sentieri  già conquistati, in termini di competitività e progresso rapportuale.

Se alle efficaci azioni di lobby delle compagnie non si possono contrapporre equivalenti capacità di influenza e persuasione, allora anche lo sciopero ha una valenza legittimatrice degli interessi imprenditoriali degli intermediari, agenti in particolare, e degli assicurati stessi.

Per far pensare bene e meglio degli assicuratori.

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