ABI e ANIA divise dai contratti

ANIA

CONTRATTI: ANIA SI RISERVA DI SOTTOSCRIVERE NEI PROSSIMI GIORNI CON ABI

Roma, 22 gennaio 2009 – Al termine dell’incontro di Palazzo Chigi il Presidente dell’Ania Fabio Cerchiai ha dichiarato di condividere i contenuti del documento presentato, che ha raggiunto un consenso molto vasto. Data la possibilità offerta in tal senso dal Governo, ANIA si è riservata di sottoscriverlo, nell’auspicio di poterlo fare nei prossimi giorni insieme ad ABI, a cui ANIA è legata da un patto federativo.

Ecco un altro esempio della discutibile opportunità della Federazione ABI-ANIA.

Con questo comunicato stampa la asociazione delle compagnie rimanda la sottoscrizione del nuovo modello contrattuale presentata dal Governo, (malgrado ne condivida la impostazione e sia libera da quei vincoli interni ai quali invece l’ABI subordina il proprio assenso), e già sottoscritto dalle altre organizzazioni imprenditoriali, Confindustria in testa.

L’ABI da parte sua così anche  motiva, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera dal suo Presidente Faissola, le ragioni del suo ritardato consenso.

…«Non abbiamo firmato perché vogliamo ottenere la condivisione delle organizzazioni sindacali che rappresentano i nostri lavoratori, tra le quali, oltre alla Cgil, è presente una grande organizzazione autonoma che fino a quel momento non aveva manifestato condivisione sull’ opportunità di firmare e non era presente al tavolo»….

Personalmente, pur considerando per certi versi encomiabile il rispetto da parte dell’ANIA del patto federativo sottoscritto con l’ABI, interpreto questa dichiarazione di “attesa solidale” come una ulteriore ammissione di sudditanza verso l’ABI. Che anche in questa occasione manifesta caratteristiche, interessi e attenzione sindacale  di colore e composizione totalmente assimmetrica rispetto a quella degli assicuratori.

In un momento di esplosione della crisi finanziaria globale, condividere posizioni, anche politiche, così lontane dalla storica neutralità degli assicuratori trascina inevitabilmente l’ANIA in un’area di insoddisfazione da parte dei consumatori, dalla quale il mondo delle polizze era sino a ora riuscito a mantenere le opportune distanze, per meriti e capacità.

Ancora una volta gli assicuratori dovranno spiegare che banche e polizze sono, malgrado ogni apparenza, due mondi ancora profondamente diversi.

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